Martedì 07 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – martedì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 2, 1-10
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».

SALMO Sal 104 (105)

Il Signore è fedele alla sua alleanza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R

Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi. R

Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam. R

VANGELO Lc 4, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Esodo

Anche oggi cerchiamo di rileggere le due Scritture insieme e riferendoci alla festa del Corpus Domini. Potremmo dare questo titolo: espressioni di umanità.

In effetti la pagina dell’Esodo è un’attestazione di rarissima umanità. L’umanità di una mamma che non ce la fa a uccidere il suo piccolo, andando contro tutte le leggi del suo tempo. Un’immagine bellissima quella di questa donna che si rifiuta di fare ciò che la legge prescrive per la bellezza di Mosè.

L’umanità della figlia del Faraone che, quando vede il cestello che galleggia sulle acque del Nilo, comprende subito la verità. Verità che comunica in quel grido di stupore e di paura confidato alle ancelle. Stupore per un bambino che si salva su un fiume. Dolore perché sa molto bene quello che dovrebbe fare, sa bene cosa dice l’editto del Faraone. Ma anche lei non ne ha il coraggio! Umanità ancora più straordinaria, perché quando irrompe sulla scena la sorella di Mosè e propone una nutrice, la figlia del Faraone comprende benissimo che quella ragazzina sveglia chiamerà la vera madre del bambino. È per questo che la manda, promettendo non solo protezione – l’ordine di custodire quel figlio contro ogni legge viene proprio da lei – ma addirittura pagando questa donna per il servizio che presta. Una lettura che parla di un’umanità rara. L’umanità che diventa comprensione, ascolto, capacità di discernimento, decisione per il bene, decisione secondo la coscienza, a dispetto di qualsiasi editto e di qualsiasi legge.

Vangelo

Il Vangelo cita due esempi di umanità del Primo Testamento e offre un raro esempio di disumanità. L’umanità è quella della vedova di Sarepta di Sidone, che accoglie il profeta Elia nella sua casa perché sa riconoscere che quell’uomo è un uomo di Dio, ma anche l’umanità di Eliseo che, di fronte ad uno straniero che chiede un miracolo, non esita ad intervenire per far vedere chi sia il vero Dio e quale la potenza che viene dalla sua presenza. Una donna e un uomo molto attenti agli altri, un uomo e una donna, potremmo dire, molto esperti in umanità.

Rara disumanità quella dei concittadini del Signore che non solo lo rifiutano, ma addirittura vorrebbero già ucciderlo. Mancanza di ascolto, mancanza di comprensione, mancanza di dialogo… tutte realtà assolutamente negative che dicono la disumanità che è presente nel loro cuore.

Il nostro cammino di fede

Chiara la domanda che può guidare, oggi, la nostra riflessione: noi siamo umani? Siamo esperti in umanità? Oppure siamo chiusi, come questi uomini che non ascoltano il Signore e che vorrebbero quasi ucciderlo? Domanda che ci rimanda ad un discernimento personale, ovviamente. In vista della festa del Corpus Domini possiamo però continuare la riflessione anche da un punto di vista diverso. Da dove viene una maggior umanità dei nostri atti? Quale sorgente può sostenere quelle virtù umane che sono così necessarie anche al cristiano? Appunto dall’Eucarestia. La Santa Eucarestia, immettendoci nello stesso modo di vedere le cose di Cristo, ci dona anche il suo cuore. Di fronte alle cose, di fronte alle persone, di fronte alle situazioni che ha accostato, il Signore Gesù ha mostrato sempre tutta la sua tenerezza, amore, comprensione, vicinanza, capacità di dialogo. Più noi staremo davanti alla Santa Eucarestia, più noi saremo in grado di comprendere, di ascoltare, di servire l’uomo. Di qualunque nazione, stato, provenienza o in qualunque necessità si trovi. Più poi riceveremo il Santo Corpo del Signore, più saremo in grado di trasformarci e di avere un cuore sempre più simile a quello del Signore, un cuore di carne, un cuore che ama. La Santa Eucarestia ci rende esperti in umanità perché ci mette di fronte al modo di amare del Signore che è il più perfetto modo di amare.

Intenzioni di preghiera

Rinnovo anche oggi l’invito che vi ho fatto a trovare qualche minuto di tempo da passare davanti alla Santa Eucarestia. Oggi, mentre cerchiamo di contemplare il Signore eucaristico, chiediamo questa grazia: la grazia di avere un cuore che ama, la grazia di avere un cuore capace di vivere gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù, la grazia di diventare “esperti” in umanità. Esperti in attenzione, ascolto, accoglienza, servizio. Sono queste le realtà più profonde delle quali ci parla la Santa Eucarestia. Celebrare il Corpus Domini non sia solamente fare una bella festa, curare bene una celebrazione, portare per le vie della nostra città il Sacramento. Cerchiamo, piuttosto, di apprendere, da questi gesti che pure faremo, come amare. È questo il modo migliore per vivere il Sacramento che il Signore ci ha lasciato come dono della sua presenza.

2023-06-03T11:59:27+02:00