Lunedì 07 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio – Lunedì

Inizia un nuovo anno pastorale! Questa settimana, per tradizione, nella nostra Arcidiocesi si inizia una nuova fase del camino, perché la data dell’8 settembre, festa della Natività di Maria a cui è dedicato il Duomo di Milano, si fissa la data di un nuovo inizio, avremo poi anche la festa del nome di Maria, sabato prossimo. Sono queste le feste che sottolineeremo in maniera significativa, come ha chiesto il nostro Arcivescovo nel programma pastorale dell’anno. Poiché proprio l’Arcivescovo ci chiede di andare in cerca di quei segni che la Sapienza sa dare, dalle scritture cercheremo di apprendere esattamente questo. Direi che la settimana potrà portarci proprio degli “indizi della sapienza” di Israele e, quindi, di Dio.

Vangelo

Lc 17, 1-3a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».

La prima indicazione di sapienza viene dal Vangelo: cerchiamo di non dare scandalo! Nel nostro mondo, mi pare, si cerchi molto qualche scandalo. Normalmente ci si riferisce a qualche comportamento immorale di persone famose che, tuttavia, viene sbandierato come un trofeo, come qualcosa di cui parlare, se non proprio come qualcosa da approvare comunque. Ci sono poi i grandi scandali del nostro tempo, quelli legati all’immoralità di molti, che, pur destando lo sdegno di chi ha valori da professare, non riesce a incidere più di tanto sull’ordine sociale. Pare, infatti, che l’invito che riceviamo da queste notizie sia quello di agire in nome di una libertà presunta che deve essere sempre portata alle estreme conseguenze. Oppure abbiamo gli scandali economici, che fanno parlare molto della cattiva condotta di imprenditori, industriali, uomini di potere, ma che rimangono poi notizie un po’ fini a sé stesse, non producono quell’atteggiamento di revisione della condotta personale o delle norme che vigono nella nostra società, come dovrebbe essere. Oppure abbiamo gli scandali politici, di cui è pieno il mondo, che suscitano indignazione e malcontento, in alcune nazioni, per verità, anche con manifestazioni molto violente, ma che non portano certo ad una sapienza del vivere che, invece, dovrebbe essere ciò che interessa tutti.

Come reagisce il cristiano? Con quale sapienza?

Anzitutto la prima manifestazione della sapienza cristiana è che lo scandalo non deve avvenire attraverso di lui. Il cristiano vigila su sè stesso per non essere lui pietra di scandalo nella sua società, nel suo mondo, nella sua chiesa. Ecco la prima indicazione per chi intende cercare la sapienza che viene dalla fede.

1 Lettera di San Pietro Apostolo

 1Pt 3, 1-7
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti, perché, anche se alcuni non credono alla Parola, vengano riguadagnati dal comportamento delle mogli senza bisogno di discorsi, avendo davanti agli occhi la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti – ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un’anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. Così un tempo si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di lei siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo.

Così come nella prima lettera di Pietro, che riprendiamo a leggere anche in questa settimana, troviamo un secondo invito alla sapienza che riassumerei in queste parole: la ricerca dell’ordine. Pietro ci dice che è sapienza cercare un ordine interiore nelle cose della vita che sa diventare poi anche un ordine esteriore negli ordinamenti di una società, di un popolo, di una fede. Ma senza ordine interiore, non si va da nessuna parte! Ecco il senso di queste parole che a noi sembrano superate, non ci esprimeremmo mai, ai nostri giorni, in questa modalità, e che pure, tuttavia, ripropongono un concetto che è di fondamentale importanza: è l’ordine interiore dell’anima a dire l’ordine della vita, ad esprimere un richiamo per una testimonianza realmente efficace quanto alla saggezza della vita cristiana.

Per noi.

Credo che tutti siamo davvero invitati ad avere questa sapienza di vita: la sapienza di chi ricerca l’ordine interiore delle cose, la sapienza di chi ricerca una vita intensa, fondata su valori grandi, una vita che, come quella di Maria che contempliamo nelle feste mariane che ci vengono proposte, è davvero tutta una tensione a Dio.

L’inizio del nuovo anno pastorale non sia solamente una data del calendario, magari da guardare di sfuggita, ma sia, soprattutto un lasciarsi raggiungere dai richiami di chi ha la responsabilità del gregge, per dare una svolta di santità e di sapienza alle nostre vite e nelle nostre esperienze spirituali.

  • Che sapienza di vita cerco per i miei giorni?
2020-09-04T15:51:37+02:00