Lunedì 06 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – Lunedì – Madonna del Rosario

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana viene introdotta dalla festa religiosa della Madonna del Rosario che noi abbiamo celebrato ieri con solennità. Domani, poi, inizia il pellegrinaggio a Pompei di un gruppo di parrocchiani e quindi sentiamo molto viva la memoria di Maria Regina del Rosario. Per il resto la settimana non prevede celebrazioni di santi o altre feste. Lasciamo che a parlarci, oggi, sia la potenza del Rosario.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli

Dopo che Gesù fu assunto in Cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

SALMO

Benedetta sei tu, Maria, fra tutte le donne.

Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo
più di tutte le donne che vivono sulla terra,
e benedetto il Signore Dio
che ha creato il cielo e la terra. R

Davvero il coraggio che ti ha sostenuto
non sarà dimenticato dagli uomini:
essi ricorderanno per sempre
la potenza di Dio. R

Dio compia per te queste cose
a tua perenne esaltazione,
in riconoscimento della prontezza
con cui hai esposto la vita
di fronte all’umiliazione della nostra stirpe. R

EPISTOLA Gal 4, 4-7
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

VANGELO Lc 1, 26b-38a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Galati

Tutte le riflessioni che il Nuovo Testamento ci propone a proposito della beata Vergine Maria vengono in larghissima parte da San Luca e in forma minore da San Matteo. San Paolo non ha una riflessione mariana. Anzi, Maria, nelle sue numerose lettere, non è mai citata. Solo questo passo della lettera ai Galati contiene un riferimento a Maria. Anche San Paolo, pur senza nominarla, ci ricorda che Gesù, il Figlio di Dio, “è nato da donna”. San Paolo insiste molto sulla realtà della incarnazione del Signore per dire, poi, la realtà della sua sofferenza e della sua risurrezione. Può sembrare poco, anzi pochissimo, che di tutto il corpo delle lettere paoline solo questo versetto sia dedicato alla Vergine e, in effetti, è così. Eppure questo versetto è importantissimo, perché, nel ricordarci la realtà del mistero dell’incarnazione, esso ci segnala anche la realtà della presenza del Signore nella sua Chiesa. Quel Figlio della Vergine che prese in lei corpo e venne ad unirsi all’umanità, è il medesimo Figlio di Dio che continua a camminare sulle strade del mondo attraverso la sua presenza in quel corpo “mistico” che è la Chiesa. La realtà della venuta del Signore, la realtà della sua risurrezione possono da tutti essere incontrate nella realtà della Chiesa che, nel tempo, ripropone e predica continuamente il mistero del Dio che si fa carne e che si abbassa fino ad essere servo dell’uomo per elevarlo alla gloria del Paradiso.

Vangelo

Così come possiamo continuare a meditare nella pagina del Vangelo. Il mistero dell’Annunciazione è mistero che riguarda la vita di Maria ed è il primo mistero della vita di Cristo. È il primo attimo nel quale il cuore di Gesù comincia a battere nel mondo, insieme a quello della Madre. Ma questo mistero è qualche cosa che, contemporaneamente, riguarda anche ciascuno di noi. Il mistero di Dio che si fa uomo ricorda a ciascuno che Cristo continua a farsi uomo in noi, non nel senso pieno che ebbe in Maria e nella sua nascita, ma nel senso spirituale. Gesù Cristo, attraverso l’annuncio del Vangelo colto e conservato nel cuore, fa nascere in ciascuno di noi la sua presenza. Quella presenza che, poi, è fondamentale per la nostra vita. La nostra anima non potrebbe infatti comprendersi e illuminarsi se non dentro questa dinamica di amore che prende piede in ciascuno di noi quando noi ci apriamo alla dinamica dello Spirito.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Così credo che siamo giunti al cuore del messaggio di fede che la festa della Madonna del Rosario vuole portare a ciascuno di noi.

  1. Il Rosario ci unisce, attraverso Maria, a Dio. Ecco la prima realtà non solo da contemplare ma da vivere oggi. Noi sappiamo che, vivendo il Rosario, recitando il Rosario, Cristo entra in noi e tutto il mistero di Dio prende possesso della nostra anima. Gesù che ha detto che chi accoglie Lui accoglie il Padre, ci ricorda che, ogni qualvolta recitiamo la corona del rosario, noi lasciamo che il mistero di Dio prenda possesso del nostro cuore e illumini la nostra vita. Ecco il motivo per cui noi tutti siamo invitati a recitare il Rosario con fede e devozione.
  2. Il Santo Rosario ci unisce a Maria e alla storia della salvezza. Le Scritture di oggi ci hanno detto che, dal momento dell’annunciazione in poi, ogni istante della vita di Cristo è stato immerso in quello del mondo. Così come anche per Maria. Anche la prima lettura ci ha ricordato che il cuore di Maria iniziò, da quel momento, a vibrare anche per la vita della Chiesa. Noi siamo i figli di tutto questo movimento di amore che, per noi, è stato pensato da Dio. Ogni uomo è un’anima per la quale Dio ha pensato al mistero della redenzione e all’opera della salvezza per ogni uomo. Noi siamo uniti a tutta la storia della salvezza di cui siamo gli eredi. In questo siamo anche resi partecipi della vita di Maria e della missione di Maria. È per questo che noi, recitando devotamente il Rosario, sentiamo che la vita di Dio prende, in noi, progressivamente forza e vigore.
  3. Il Santo Rosario è una preghiera che ci unisce agli uomini del nostro tempo. Le Scritture ci hanno ancora illuminato. Proprio perché il Rosario ci unisce a Dio, è anche vero che il Rosario ci unisce a tutti gli uomini e le donne con cui condividiamo l’esistenza. Il Rosario unisce le nostre famiglie, il Rosario unisce le nostre chiese, il Rosario unisce le nostre esperienze cristiane, spesso così diverse. Ecco perché, dove ci sono esperienze di solitudine, divisione, difficoltà di ogni genere e tipo, il Santo Rosario è la preghiera che unisce, dona forza, rinvigorisce i cuori. Dove c’è il Rosario c’è pace. Dove c’è la preghiera del Rosario c’è serenità.
  4. Il Santo Rosario è una preghiera che benedice, in particolar modo le famiglie e la Chiesa. Credo che anche le nostre famiglie, così bisognose di preghiera e di unità, possono davvero essere tutte radunate attorno a quella preghiera che unisce, in particolare modo ogni nucleo familiare. Anche il più in difficoltà, anche il più in crisi, anche il più apparentemente lontano da Dio. Il Rosario ha questo potere.
  5. Il Santo Rosario è sempre fonte di speranza. Dante lo dice apertamente che Maria è “di speranza fontana vivace”. Così, in questa festa liturgica della Madonna del Rosario, dopo la settimana di esercizi spirituali che abbiamo vissuto insieme, vogliamo ancora pregare la Beata Vergine perché sia per noi tutti sorgente di speranza. A lei affidiamo tutte le nostre intenzioni di preghiera per il bene di tutto il nostro paese e di tutti i fedeli della nostra comunità. Maria accenda il dono della speranza in ciascuno dei nostri cuori.

Già fin d’ora mettiamo sotto la protezione del Rosario e della Madonna di Pompei il pellegrinaggio che domani le renderà onore.

Provocazioni dalla Parola

  • Come vivo il Rosario?
  • Quale speranza apre in me questa preghiera?
  • Quale intenzione affido oggi a Maria?
2024-10-05T14:59:07+02:00