Martedì 08 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – martedì 

La spiritualità di questa settimana

Dopo la festa solenne della Madonna del Rosario torniamo alla ferialità di questi giorni e al lezionario previsto per essi. Nella preghiera accompagniamo anche i pellegrini di Pompei.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 2Tm 3, 1-9
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, sappi che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza amore, sleali, calunniatori, intemperanti, intrattabili, disumani, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, amanti del piacere più che di Dio, gente che ha una religiosità solo apparente, ma ne disprezza la forza interiore. Guàrdati bene da costoro! Fra questi vi sono alcuni che entrano nelle case e circuiscono certe donnette cariche di peccati, in balìa di passioni di ogni genere, sempre pronte a imparare, ma che non riescono mai a giungere alla conoscenza della verità. Sull’esempio di Iannes e di Iambrès che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: gente dalla mente corrotta e che non ha dato buona prova nella fede. Ma non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come lo fu la stoltezza di quei due.

SALMO Sal 35 (36)

Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!

Oracolo del peccato nel cuore del malvagio:
non c’è paura di Dio davanti ai suoi occhi.
Le sue parole sono cattiveria e inganno,
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Trama cattiveria nel suo letto,
si ostina su vie non buone, non respinge il male. R

Signore, il tuo amore è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l’abisso profondo:
uomini e bestie tu salvi, Signore.
Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio! R

Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa:
tu li disseti al torrente delle tue delizie.
È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa il tuo amore su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore. R

VANGELO Lc 21, 10-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Vangelo

Le due letture di oggi credo possano essere rilette da ciascuno di noi mentre riflettiamo sulla presenza del male che c’è nel mondo e nell’uomo. In particolare il Vangelo faceva riferimento alla divisione che nelle famiglie c’è o si crea anche in base alla fede. Inoltre abbiamo ascoltato la parola di Gesù su quella forma di male che è la persecuzione, che noi vediamo attuata in diverse epoche storiche, in diverse parti del mondo e in diverse forme. Eppure, nonostante secoli di riflessioni, interventi e parole profuse, siamo ben lontani dal poter dire che queste realtà sono superate e risolte. Addirittura siamo al punto che il fatto religioso genera, per lo più, indifferenza. Così vediamo bene che, dopo secoli di predicazione, siamo arrivati ad una scristianizzazione dei territori di provata fede cristiana. Un po’ un ritorno indietro, un po’ una perdita del lavoro e della testimonianza di fede di moltissime generazioni prima della nostra.

Timoteo

Anche San Paolo, con il lungo e tragico elenco che ci ha proposto, ha sottolineato la presenza del male nel cuore dell’uomo e i disastri che esso provoca in tutti gli uomini. È il maligno, che generando la presenza del male, porta gli uomini ad essere traditori, calunniatori, irrispettosi del bene comune, incapaci di volersi bene, generando divisioni di ogni tipo. Così qualsiasi esperienza di male che si può riscontrare nell’uomo ha la sua origine nel maligno, nella mancata vigilanza sui propri sensi, nella incostante ricerca di Dio e del suo volto. Tutti costoro, dice l’Apostolo, “non andranno molto lontano”. Il male, il peccato, anche se sembra avere tutta una sua forza e, di fatto, ce l’ha, non porta mai nessuno a grandi mete. Esso, invece, è sempre rovina del cuore dell’uomo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Pensando a quest’ultima frase di san Paolo citata, credo che noi tutti pensiamo un po’ il contrario di quello che abbiamo letto. Noi tutti vediamo bene che coloro che vivono esperienze di male, spesso hanno la meglio. Non solo non manca loro niente, ma, addirittura, superano il giusto in molte cose e pare che la loro vita sia davvero più tranquilla, più agiata, meno problematica. La Parola di Dio ci avverte. Può essere che questo accada, eppure la tranquillità di tutti costoro, o la loro fama, il loro successo, si fondano su un mistero di iniquità che è sempre partecipazione al Mistero del Male. Il cristiano, dunque, non si sofferma a invidiare tutti costoro, ma si lascia guidare, pian piano, dalla presenza di Dio che si nasconde nelle piccole cose di ogni giorno. Al credente basta questo. Al credente basta il poco di ogni giorno. Al credente basta questa certezza per andare avanti e per non fermarsi mai. Direi, quindi, che anche le letture di oggi, sebbene da un altro punto di vista, ci aiutano a continuare a coltivare quella santa virtù di speranza che tutti abbiamo da coltivare. La speranza viene dal non prendere parte al disegno degli iniqui, la speranza nasce e diventa forte nel sapere che Dio non ci abbandona, la speranza nasce sempre dal sapere che Dio ci è vicino in ogni opera, parola, espressione di bene che ci raggiunge.

Ecco perché, pur interrogandoci molto di fronte al mistero del male che, sempre, quando ci colpisce provoca in noi un dolore serio e vero, noi non perdiamo la speranza di essere sempre più figli di Dio che, sostenuti dal Padre della Misericordia, vanno avanti, tra le cose del mondo, avendo sempre ben presente la meta, il punto di arrivo di ogni esistenza. Poiché tutti ci sentiamo fortemente attratti dalla vita in Dio, ecco che questa deve essere la speranza che ci guida giorno dopo giorno. Il Signore ci aiuti e ci doni di partecipare sempre al cammino di coloro che vogliono servire il Signore e vivere nella sua bontà.

Qualche provocazione

  • Cosa provo quando qualche espressione forte del male che gli uomini provocano raggiunge me?
  • Come reagisco?
  • Quale rifugio trovo in Dio?
2024-10-05T15:02:47+02:00