Mercoledì 09 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – mercoledì 

La spiritualità di questa settimana

Anche oggi la Parola di Dio ci fa continuare la riflessione sul mistero del male che irrompe nella vita dell’uomo traendola al basso.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 2Tm 3, 10-17
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, tu mi hai seguito da vicino nell’insegnamento, nel modo di vivere, nei progetti, nella fede, nella magnanimità, nella carità, nella pazienza, nelle persecuzioni, nelle sofferenze. Quali cose mi accaddero ad Antiòchia, a Icònio e a Listra! Quali persecuzioni ho sofferto! Ma da tutte mi ha liberato il Signore! E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri e ingannati essi stessi. Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

SALMO Sal 18 (19)

La legge del Signore e perfetta,
rende saggio il semplice.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi. R

Il timore del Signore è puro, rimane per sempre
i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante. R

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Assolvimi dai peccati nascosti. R

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

VANGELO Lc 21, 20-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti».

Vangelo

Anzitutto la pagina del Vangelo esprime una sapienza che viene da una capacità di rileggere tutta la storia della salvezza. Il Signore Gesù aiuta l’uomo a capire che ci sono stati, ci sono nel presente e ci saranno nel futuro, “tempi dei pagani”, ovvero tempi nei quali la fede del giusto tenterà di emergere, ma non ce la farà. Tempi nei quali apparirà l’abbandono della fede, la rovina degli edifici e dei monumenti che, in altra epoca, invece, si è stati capaci di costruire. Ci sono alcuni tempi che sono “tempi dei pagani”. È la storia della salvezza che è fatta così, è la storia della salvezza che ammette anche che ci siano questi tempi, è la storia della salvezza che, quasi, li “richiede”. Li richiede nel senso che è in questi tempi dei pagani che il credente emerge come figura di fede, così come emerge il bene che c’è.  È nel momento in cui tutto sembra perduto, in cui tutto sembra essere trascinato verso il basso che, invece, nasce un riscatto che Dio opera nella storia. Dopo ogni momento di fede più intensa e più forte nasce sempre un tempo dei pagani, perché l’abbandono di molti si fa sentire nel mondo.

Timoteo

San Paolo non solo, naturalmente, crede a questa parola del Signore, ma la vive, la sperimenta. San Paolo sa benissimo che i pagani non possono andare sempre “di male in peggio”, eppure questo è il loro esito finale. Anche quando ci sono i “tempi dei pagani”, anche quando sembra che la loro furia distrugga tutto, anche quando sembra che non ci sia più niente da fare di fronte alla loro forza distruttrice, il cristiano non si arrende e spera. Spera perché sa che il tempo dei pagani avrà una fine, spera perché sa che il Padre non lascerà strafare, spera perché sa che il Padre, comunque, alla fine della storia, giudicherà ogni cosa. È per questo che il credente si configura sempre come uomo della speranza.  Dove trova questa forza? Dove il credente nutre questa speranza? Nella Scrittura. San Paolo ne è certo: chi si alimenta alla Scrittura non perde mai la speranza in ciò che il Signore ama fare. La Scrittura è, quindi, il grande libro a cui attingere forza per alimentare la speranza che è in noi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Mi pare proprio che le Scritture di oggi smascherino tutta la nostra debolezza. La debolezza di chi si lascia sempre molto confondere dalle cose che avvengono senza dare un nome, la debolezza di un mondo dove non ci sono mai abbastanza richiami che portano a reagire a come le cose vanno per lo più. La debolezza che viene da un continuo lamentarsi delle cose, che nasce da una mancanza di speranza che trova la sua radice nella incapacità di comprendere le Scritture e nel desidero di conoscerle di nuovo e in modo sempre più approfondito. Se è vero che è solo la Parola di Dio che salva, se è vero, come San Paolo ci ha detto, che è solo nella Scrittura che l’uomo può trovare la pace, allora è questa la strada da seguire, è questa la fonte alla quale alimentare la nostra speranza anche nei tempi più difficili. Molti di noi vivono già questa attenzione e cercano nella Parola di Dio il rifugio più sicuro per la loro vita. Credo che questa sia già una testimonianza di fede molto preziosa. È nel sostegno vicendevole che troviamo ulteriore forza per i tempi che siamo chiamati ad abitare e a vivere. Al Signore chiediamo solo un supplemento di questa forza, perché la sua Parola sia davvero quel rifugio sicuro nel quale tutti ci ritroviamo e del quale tutti ci riconosciamo assai bisognosi.

Provocazioni dalla Parola

  • Quale rifugio trovo nella Parola di Dio?
  • Come mi lascio ispirare da essa quando vengo a contatto con qualche forma di male?
  • Quale altro sollievo trovo per la mia vita?
2024-10-05T15:06:27+02:00