Settimana della 6 domenica dopo il martirio – giovedì
Introduzione
Anche oggi possiamo continuare ad alimentare alla Parola di Dio e alla preziosa lettera a Timoteo che leggiamo, il nostro senso di speranza.
La Parola di Dio
EPISTOLA 2Tm 4, 1-8
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero. Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
SALMO Sal 70 (71)
Con la mia vita canterò la tua lode, Signore.
Della tua lode è piena la mia bocca:
tutto il giorno canto il tuo splendore.
Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze. R
Io, invece, continuo a sperare;
moltiplicherò le tue lodi.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare. R
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
Io ti renderò grazie al suono dell’arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio,
a te canterò sulla cetra, o Santo d’Israele. R
VANGELO Lc 21, 25-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Timoteo
San Paolo, lo abbiamo sentito nei giorni scorsi, sta catechizzando il suo amico e discepolo Timoteo per resistere alle diverse difficoltà e opposizioni che la vita di fede porta con sé. Potremmo chiederci perché? Perché Paolo fa questo? Cosa lo anima? Come sostiene il suo ragionamento? Paolo ci risponde con forza ma anche con chiarezza: perché tutto il tempo, tutti gli uomini, dovranno, un giorno, presentarsi davanti al Cristo giudice. Quella di San Paolo non è paura. Nemmeno egli vuole suscitare paura in coloro che lo stanno leggendo. Piuttosto San Paolo si dice certo di dove stia andando la storia di ogni uomo e invita tutti gli uomini a partecipare di questa sua personale forte convinzione. Poiché tutto si dirige all’incontro con Dio, ecco che tutto deve tornare a Lui. Poiché tutto è destinato ad essere “ricapitolato” in Cristo, è bene che il cristiano guardi già con fiducia, nel corso della sua vita, a quel momento, a quel giudizio universale che coinvolgerà ogni cosa. Solo chi ha questa prospettiva di vita riesce a dare fondamento alla sua speranza e riesce a camminare, nel mondo, con quella certezza che la Risurrezione di Cristo porta con sé. Dunque è alla luce del giudizio universale, cioè alla luce dell’ultimo atto della storia, che si può attingere luce, forza, sostegno sufficiente per continuare la propria vita e la propria testimonianza di fede nel mondo.
Vangelo
Il Signore, nella parte del discorso escatologico che abbiamo letto oggi, è ancora più forte e preciso. Il credente, che già si differenzia dagli altri uomini per il proprio modo di vivere, vive in modo assolutamente diverso dagli altri anche l’approssimarsi della fine del tempo. Dove tutti gli altri trovano elementi che incutono paura e abbassano il capo proprio perché non sanno cosa sta per arrivare, il credente alza il capo verso il cielo perché sa che qualsiasi cosa arriverà sarà già nelle mani di Dio. Il credente vive così, come un uomo in attesa. In attesa di un incontro ultimo con il Padre eterno. Per questo il credente sa bene che anche tutto ciò che riguarderà la fine dei tempi non lo deve minimamente preoccupare. Se tutto è già nelle mani di Dio, non lo saranno anche quegli eventi finali, ultimi, definitivi della storia? Da qui il suo atteggiamento con il quale si avvia anche a vivere la conclusione di ogni cosa: la speranza. La speranza nella bontà del Signore, la speranza della sua vittoria finale, la speranza di un incontro pieno, definitivo e soprattutto stabile con Lui. Ecco cosa guida la speranza di un uomo di fede.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Dunque se ci mettiamo noi tutti davanti alle cose ultime, cosa diciamo? Come viviamo? Come reagiamo? Perché la Parola di Dio dovrebbe aver descritto, oggi, il modo con cui noi tutti vogliamo vivere, il modo con cui noi tutti dovremmo desiderare di vivere. Tocca noi avere questa speranza nel cuore, tocca noi avere questo desiderio, tocca noi avere questa capacità di non temere la storia, non temere nemmeno le cose ultime, proprio perché aneliamo a questo incontro con Cristo salvatore. Credo che la Scrittura non ci toglierà mai il dilemma. Noi tutti temeremo sempre la morte, la persecuzione, il male in qualsiasi forma e tipo si manifesterà. Noi sappiamo bene di non essere fatti per questo genere di esperienze, sappiamo bene di non poterle possedere e superare, mai! Mai se siamo da soli. Ma, nella fede, e cioè con la compagnia di Cristo, tutto diventa possibile, anche superare esperienze che, a noi tutti, sembrano assolutamente difficili e insuperabili. Oggi chiediamo questa grazia al Signore e, mentre entriamo nella parte finale di questa settimana, chiediamo al Signore di custodire anche i nostri sentimenti e le nostre riflessioni. Sarà così, con questa compagnia, che potremo affrontare qualsiasi cosa, anche la più difficile e la meno incoraggiante.
Provocazioni dalla Parola
- Davanti alle cose ultime cosa diciamo?
- Come viviamo?
- Come reagiamo?