Settimana della 6 domenica dopo il martirio – venerdì
La spiritualità di questa settimana
Prima di entrare nel sabato, che ha letture sempre diverse, affrontiamo le Scritture che chiudono questa settimana liturgica.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 2Tm 4, 9-18. 22
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, cerca di venire presto da me, perché Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a Èfeso. Venendo, portami il mantello, che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene. Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione. Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Il Signore sia con il tuo spirito. La grazia sia con voi!
SALMO Sal 140 (141)
A te, Signore, sono rivolti i miei occhi.
Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
porgi l’orecchio alla mia voce quando t’invoco.
La mia preghiera stia davanti a te come incenso,
le mie mani alzate come sacrificio della sera. R
Poni, Signore, una guardia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra.
Non piegare il mio cuore al male,
a compiere azioni criminose con i malfattori:
che io non gusti i loro cibi deliziosi. R
A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, non lasciarmi indifeso.
Proteggimi dal laccio che mi tendono,
dalle trappole dei malfattori. R
VANGELO Lc 21, 34-38
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.
Timoteo
Cosa aiuta ancora la speranza, oltre alla memoria e alla coltivazione del senso di fede che nasce dalle Scritture? Cosa aiuta il credente a superare le difficoltà del tempo per vivere sempre con speranza forte e certa? L’amicizia. La compagnia di persone giuste. La condivisione con persone che, nella fede, appaiono non solo come “correligionari” ma, molto di più, come fratelli. C’è molta amicizia, direi molta fraternità in queste parole di San Paolo. Paolo invoca la presenza dell’amico per dare coraggio al suo ministero, certamente. Egli sa che il ministero di un giovane vescovo va sostenuto. Ma Paolo sa anche che lui stesso ha bisogno di questa compagnia. Ormai sa di essere vecchio, oppresso dalla prigionia, avverte il peso della solitudine che incomincia a gravare anche su di lui. Per questo lo chiama a sé, lo invita a farsi vedere. Sa che il viaggio sarà lungo, ma la comunione che sarà possibile vivere, farà bene a tutti e due. È per questo che le parole sono così forti, quasi pressanti. Ancora abbiamo sentito che Paolo oltre ad una visita, chiede anche le pergamene. Cioè chiede quegli scritti di fede da rileggere con il suo amico e collaboratore. Sarà questa lettura comune, sarà questa condivisione nella fede a rendere ancora più bello il proprio soggiorno e la propria condivisione di fede. La comunione nella fede apre il cuore e sostiene il cammino verso il cielo!
Vangelo
Accanto a queste parole il monito di Gesù. Gesù sa bene che gli affanni della vita, cioè le difficoltà del vivere, portano il cuore dell’uomo lontano da quello che dovrebbe essere il cuore, il centro delle sue preoccupazioni. È per questo che Gesù invita alla vigilanza. Quando un cuore è puro, quando un cuore è forte, quando un cuore è saldamente fondato nella vigilanza, tutto può succedere, ma quel cuore non si distoglierà mai dal centro della sua contemplazione e dal vivere quel richiamo alla verità per il quale è stato creato. Un cuore può essere fondato nella speranza e può vivere in modo molto radicale la fedeltà solo quando la preghiera è forte, l’amore per la Parola di Dio è saldo, il senso di amicizia e la condivisione nella fede diventano un pilastro della propria esistenza. È solo a queste condizioni che si può vivere tutto questo con fiducia e serenità.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Terminiamo anche questa settimana all’insegna della speranza che è davvero la guida del nostro itinerario interiore in questo anno giubilare, in questo anno di fede singolare. Al Signore chiediamo anche noi tutto quello che, giorno per giorno, ha guidato la nostra preghiera. Chiediamo anche noi al Signore il dono non solo di un itinerario bello, forte, importante, alla luce della Parola di Dio che amiamo e che cerchiamo di vivere. Chiediamo anche il dono di una comunità nella quale le relazioni diventano importanti. Chiediamo anche il dono di una condivisione di fede che sappia aprire i cuori alla Verità di Dio. Chiediamo anche noi la fortezza interiore, perché sappiamo dirigerci con attenzione sempre rinnovata verso quell’incontro con Dio che noi non sappiamo quando avverrà, ma che Dio custodisce sempre, nel suo cuore di Padre, dall’eternità. Chiediamo questa grazia, per non essere disattenti a quel richiamo di speranza che, in modo sempre più forte, viene a noi dal cammino di fede che, insieme, stiamo compiendo e per il quale ci stiamo impegnando.
Provocazioni dalla Parola
- Come sono stato educato alla speranza in questa settimana?
- Con il mio modo di vivere traduco in atto quello in cui spero?
- Come mi comporto verso chi non ha questa speranza cristiana e non riesce a vivere il dono della fraternità cristiana?