mercoledì 07 settembre

Settimana della 1 domenica dopo il martirio – mercoledì 

Il tema del giorno

La ricchezza della fraternità.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA 1Pt 1, 22 – 2, 3
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché «ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno». E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato. Allontanate dunque ogni genere di cattiveria e di frode, ipocrisie, gelosie e ogni maldicenza. Come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore.

SALMO Sal 33 (34)

Gustate e vedete com’è buono il Signore.

Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire. R

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia. R

VANGELO Lc 16, 9-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».

Vangelo

Il Vangelo di oggi è la continuazione di quello di ieri e svela un comportamento che è in uso sempre, ieri ed oggi: l’accumulo di sostanze fine a sé stesso. “I farisei erano attaccati al denaro…”, diceva Gesù. Nella società di Israele questo modo di fare suonava un po’ come uno scandalo. Si sa che i farisei erano uomini di fede, molto istruiti, ma, evidentemente, anche gente molto capace di badare ai propri affari. Così quando Gesù insegna che il vero tesoro di una vita non è l’accumulo di ricchezze ma il desiderio di piacere a Dio e il desiderio di realizzare una fraternità autentica, essi capiscono subito il sottile rimprovero contenuto nelle sue parole. È come se Gesù avesse detto che la loro fraternità, quella a cui tenevano tanto, non è profonda, vera, reale. Gesù smaschera l’apparenza. È come se avesse detto: voi farisei siete tutti dediti all’accumulo del denaro, non vi importa poi molto delle relazioni, anche se, a parole, dite esattamente l’opposto. Un insegnamento di vita molto bello e prezioso anche per noi.

1 Petri

Ci aiuta molto anche l’insegnamento di Pietro che, come abbiamo detto, è alle prese con una Chiesa che sta nascendo, sta crescendo, si compone di varie voci diverse, di provenienze diverse, di culture diverse. È ovvio che Pietro inviti tutti ad occuparsi della fraternità da realizzare. “Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della Parola di Dio viva ed eterna”. Pietro raccomanda la cura per la fraternità che nasce non da un seme corruttibile, dice, ma da uno incorruttibile. Cosa intende dire l’apostolo? Pietro intende affermare che il cristiano è un uomo dalle relazioni ampie, vere, profonde, intense. Mentre la maggior parte degli uomini cercano di stringere relazioni con chi conoscono bene, con i parenti, con coloro che la vita porta a conoscere come amici, il cristiano si dispone a considerare fratello qualsiasi uomo che incontra, in forza della sua fede, ben sapendo che tutti siamo generati da Dio, ben conoscendo che è il sangue di Cristo versato nella Pasqua che ci unisce in un unico popolo: il popolo dei redenti. Ecco perché il cristiano tende ad una fraternità vera, autentica, profonda, reale, aperta. Il cristiano non limita mai il circolo delle relazioni, ma rimane aperto al soffio dello Spirito e alla comprensione sincera di ciò che il Signore chiede in ogni momento di vita. Tutto questo è basato sulla Parola di Dio che pungola sempre il credente e lo spinge a dilatare i confini della fraternità. Da qui il comportamento morale del cristiano: “allontanate ogni frode, ogni ipocrisia, gelosie e maldicenze”, che sono i mali della fraternità dai quali sempre guardarsi. “Se davvero avete gustato quanto è buono il Signore…”, concludeva poi San Pietro, frase che riassume tutto. Se uno ha capito la bellezza della fede, se uno ha capito la verità profonda che la fede gli permette di contemplare, allora si comporta da uomo spirituale e cura la fraternità. Se uno non cura la fraternità in Cristo è perché non ha gustato la fede.

Intenzioni di preghiera

Continua l’esercizio di trovare intenzioni di preghiera dalla Parola di Dio.

  1. Preghiamo per imparare a vivere una fraternità sempre più vera e reale. Su questo punto credo che tutti facciamo un po’ fatica. Specie dopo questi anni di covid che ci hanno allontanato molto. Le relazioni non sono subito tornate a splendere con tutti. Mi pare di vedere che c’è un desiderio di stare insieme ad altri, ma, spesso, vince la prudenza. Preghiamo, allora, perché davvero vinca la fraternità cristiana, perché noi diventiamo uomini e donne capaci di viverla e di testimoniarla senza preclusioni, senza riserve, senza difficoltà, proponendoci con umiltà come esempio.
  2. Preghiamo per la Chiesa insieme di fratelli. Da questa visione nasce anche una visione di Chiesa del tutto particolare. La Chiesa deve essere il luogo dove splende la fraternità. Ecco perché è nostro dovere pregare per la Chiesa diffusa in tutto il mondo, per la Chiesa che non conosciamo e che pure ci appartiene, per la Chiesa che promuove fraternità tra tutti i popoli. Preghiamo perché la Chiesa sia sempre porta aperta a tutti gli uomini.
  3. Preghiamo per i gruppi e i movimenti. Molto spesso accade che nei gruppi e nei movimenti si riesca a costruire una fraternità vera e profonda, ma chiusa. Ci si conosce bene, ci si stima, ma non si è aperti, si rimane come imbrigliati tra le maglie dell’esperienza che si frequenta. Così si diventa autoreferenziali, proprio mentre ci si illude di vivere una fraternità profonda. Preghiamo perché i gruppi e i movimenti che sono presenti nella nostra comunità siano esempio di vera fraternità.

Come sempre ciascuno aggiunga, poi, le intenzioni di preghiera che porta nel cuore.

2022-09-01T14:17:35+02:00