Giovedì 08 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – giovedì – Corpus Domini

La spiritualità di questo giorno 

In questo giorno vogliamo mettere a tema la presenza reale del Corpo del Signore. È la festa dell’Eucarestia, la festa della presenza del Signore nelle specie eucaristiche che anche questa sera porteremo nelle vie della nostra città, per meglio significare che noi crediamo a questa presenza e che noi ci affidiamo ad essa. Sono diverse e sono molte le riflessioni che possiamo tenere nel cuore in un giorno come questo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 8, 2-3. 14b-16a
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

SALMO Sal 147

Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R

EPISTOLA 1Cor 10, 16-17
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

VANGELO Gv 6, 51-58
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alle folle dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Vangelo

Anzitutto la domanda che può lecitamente essere anche dentro ciascuno di noi: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”. È la domanda che molti, di fronte a Gesù che parlava di ciò che sarebbe stata la sua identificazione con il pane e il vino nella cena, hanno fatto. Domanda fatta anzitutto a loro stessi, il che testimonia un pensiero buono, un pensiero di fede. La domanda nasce dentro una coscienza che si sa interrogare di fronte a ciò che Gesù insegna, il che è già una cosa buona.

Domanda che hanno fatto anche al Signore, rimettendo nelle sue mani i propri pensieri.

C’è però differenza tra chi rimette nelle mani di Gesù il proprio pensiero in modo sincero e il modo di chi, invece, esprime solo il proprio dubbio. Il Vangelo ci sta dicendo che se la prima realtà è sempre buona e lecita, la seconda tradisce un modo di pensare e di ragionare che non è secondo la fede. Noi tutti, oggi, siamo invitati a rimetterci nelle mani di Dio così come siamo, con quello che capiamo e con quello che noi non capiamo. Anche rispetto alla Santa Eucarestia, che è e rimane un mistero. Il mistero della presenza, il mistero dell’identificazione del Signore con il pane spezzato e con il calice benedetto. Posizione che ha suscitato, come ben sappiamo, molti dubbi anche in uomini dalla fede certa. Dubbi che, poiché rimessi con umiltà nelle mani di Dio, hanno addirittura generato dei miracoli eucaristici. Noi, oggi, vogliamo imitare questa fede. La fede di chi sa inginocchiarsi perché riconosce già la presenza di Dio e comprende l’importanza centrale del Sacramento rispetto a tutte le espressioni possibili della vita di fede. Ma anche la posizione di chi ha qualche dubbio, di chi si sente ancora in cammino per capire. Vorrei che tutti insieme presentassimo anche questa posizione di molti fratelli e sorelle nella fede che, però, ancora vacillano, ancora tentennano. Credo che la preghiera più bella da fare sia proprio quella di un affidamento e di una custodia perché il cuore, gli occhi, la mente di chi vive questa situazione possano essere illuminati e rischiarati.

Deuteronomio

Davanti all’Eucarestia e mentre celebriamo questo giorno preziosissimo possiamo, poi, fare un secondo pensiero di fede. È quello che ci viene suggerito dal Deuteronomio. Mosè, ripensando e facendo ripensare a tutto il suo popolo ciò che era stato l’Esodo, cerca di far comprendere che il Signore ha sostenuto il cammino di tutti. In modi molto diversi ma, soprattutto, con il segno della manna. La manna è stata un prodigio con il quale Dio ha permesso che non si logorasse il vestito dei pellegrini, non si rompesse il loro sandalo. Immagini, quelle evocate da Mosè, che aiutano a capire che Dio si è preso cura del suo popolo, nonostante le difficoltà, nonostante i pericoli, nonostante le paure provate da tutto il popolo.

Credo che anche a noi venga detto chiaramente che l’Eucarestia fa tutto questo. Come diciamo anche nel canto, l’Eucarestia è il pane del cammino e noi dovremmo cercare questo Sacramento proprio per non venire meno nel cammino della vita. Anche per noi la vita è stancante, anche per noi ci sono diversi ostacoli e diversi problemi da affrontare. Anche noi possiamo dire che, con il sostegno della S. Eucarestia tutto diventa accettabile, tutto possiamo affrontare, tutto possiamo sopportare. San Paolo, nelle sue lettere, ci dimostra che la forza del suo ministero è stata proprio questa presenza del Signore, sempre amata, sempre cercata, sempre custodita. È tipico dell’apostolo dire: “Tutto posso in Colui che mi dà forza”. È la sintesi di questa pagina del Primo Testamento. È l’invocazione di fede che anche noi possiamo fare. Anche noi, che riceviamo la S. Eucarestia, dovremmo sentire vere queste parole per noi e anche noi dovremmo poter dire: tutto posso in Gesù Eucaristico, che è colui che mi dà forza.

Corinzi

Ancora un altro pensiero è quello che ci viene suggerito dalla lettera ai Corinti. San Paolo ha anche in mente con profonda chiarezza che l’Eucarestia è ciò che genera la fraternità cristiana. Cristo unisce a sé i cuori proprio attraverso la potenza di questo Sacramento. Così come nel cenacolo il Signore ha radunato tutti i suoi discepoli, che erano diversi, che erano anche separati e forse un po’ in competizione l’uno con l’altro, così nella celebrazione del Sacramento Egli attira a sé tutti gli uomini, ciascuno dei quali ha la sua fede, la sua storia, ma anche il suo peccato. Cristo, nel Sacramento, attira a sé tutti i cuori e insegna che la vera fraternità cristiana inizia qui, inizia davanti al Sacramento.

Questo pensiero dovrebbe essere molto prezioso per noi. Noi, infatti, viviamo un po’ divisi, ciascuno con i suoi pensieri, ciascuno un po’ a suo modo. Cosa ci tiene uniti con modi di vivere tanto diversi? Cosa ci tiene uniti con modi così differenti di fare? Solo la S. Eucarestia. Noi prendiamo coscienza di quello che siamo, della nostra storia, del nostro amore per il Signore, della nostra vicinanza l’uno all’altro, solo nella potenza del Sacramento. Quello che san Paolo diceva per la comunità di Corinto è più che mai vero per tutti noi e per le nostre chiese. Una vera unione, una vera unità è solo quella che può nascere dalla fraternità che scopriamo e che viviamo in Cristo. Fraternità che va alimentata e che va sempre rinnovata nel medesimo Sacramento.

Vangelo /2

Ed è ancora il Vangelo che ci offre un ultimo pensiero per chiudere la nostra meditazione sul Sacramento dell’Eucarestia. La S. Eucarestia, che illumina i dubbi, sostiene il cammino, diventa principio di comunione, è anche ciò che ci introduce nella vita eterna. L’Eucarestia non ha effetto solo adesso, solo sulle nostre menti o nei nostri cuori circa il cammino di fede che possiamo vivere ora. L’Eucarestia trascende il tempo e ci immette nella dimensione di vita di Dio stesso: l’eternità. Noi riceviamo il Corpo e il Sangue del Signore come pegno di vita eterna. Ecco il cuore di questo pensiero che ci raggiunge e che ci guida. Ecco il senso di ciò che facciamo quotidianamente celebrando la bellezza di questo mistero.  Noi, pellegrini nel tempo, mentre accettiamo le sfide del cuore e della mente, mentre camminiamo come riusciamo nella fraternità cristiana, ci sentiamo sorretti da questo Sacramento che deve essere per noi tutti pegno di vita eterna e già immissione nella contemplazione del mistero di Dio.

Il nostro cammino di fede

Come vivere questo giorno? Come pregare in questo giorno?

Con vivo senso di stupore. Oggi dovrebbe essere in noi lo stupore eucaristico. Stupore, cioè capacità di commuoversi davanti a Dio che ci dona questa sua forza e questa sua presenza. Stupore perché Dio viene a camminare con noi. Stupore perché egli diventa il sostegno dei nostri cammini. Stupore perché Dio viene anche a condividere i nostri dubbi, le nostre domande, i nostri pensieri, tutto quello che siamo, insomma. Di fronte all’Eucarestia che ci ricorda tutto questo, stupiamoci.

Con la consapevolezza di essere popolo pellegrino nella storia. La S. Eucarestia ci chiede anche questo, di avere la consapevolezza di essere in cammino, di non essere arrivati, di essere ancora nel tempo e nel momento nel quale noi tutti dobbiamo chiedere a Dio il sostegno per giungere a Lui. In questo senso direi anche di intercedere per tutti quei battezzati che non vivono l’Eucarestia. Siamo tutti consapevoli che, nel popolo dei credenti, nel popolo dei battezzati, stia enormemente crescendo la fetta di coloro che non vengono a Messa tutte le domeniche, di coloro che non credono nella forza, nella potenza, nella bellezza, nell’essenzialità del Sacramento rispetto al cammino di fede di ciascuno.

Con la consapevolezza di essere fatti per il cielo. Noi oggi dovremmo tutti essere qui con la consapevolezza e anzi con la certezza di non essere fatti solo per le cose di questa terra, ma di essere fatti per il cielo, per il Paradiso, per la vita eterna. Cosa che troppo spesso dimentichiamo.  Chiediamo al Signore di accendere in noi anche questo desiderio.

Vorrei citare, per concludere, qualche espressione che San Francesco ebbe a pronunciare davanti al crocifisso di San Damiano (dove mi trovo mentre scrivo questa meditazione), e che vorrei riferissimo alla S. Eucarestia.

Signore illumina le tenebre del cuore mio.

Signore donaci scienza certa e perfetta carità.

Signore donaci umiltà profonda,

dacci senno e capacità di discernimento

perché, sostenuti dalla S. Eucarestia, possiamo sempre compiere il tuo volere.

Così sia.

2023-06-03T12:07:45+02:00