Venerdì 09 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – venerdì

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 4, 10-17
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Mosè disse al Signore: «Perdona, Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono stato né ieri né ieri l’altro e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua». Il Signore replicò: «Chi ha dato una bocca all’uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? Ora va’! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire». Mosè disse: «Perdona, Signore, manda chi vuoi mandare!». Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: «Non vi è forse tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa parlare bene. Anzi, sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. Tu gli parlerai e porrai le parole sulla sua bocca e io sarò con la tua e la sua bocca e vi insegnerò quello che dovrete fare. Parlerà lui al popolo per te: egli sarà la tua bocca e tu farai per lui le veci di Dio. Terrai in mano questo bastone: con esso tu compirai i segni».

SALMO Sal 98 (99)

Santo è il Signore, nostro Dio.

Il Signore regna: tremino i popoli.
Lodino il tuo nome grande e terribile.
Forza del re è amare il diritto.
Tu hai stabilito ciò che è retto;
diritto e giustizia hai operato in Giacobbe. R

Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
invocavano il Signore ed egli rispondeva.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato. R

Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati.
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R

VANGELO Lc 4, 42-44
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Sul far del giorno il Signore Gesù uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Esodo

All’indomani della solenne celebrazione del Corpus Domini, potremmo vedere due risvolti diversi della vita di fede.

Il primo risvolto dell’incontro con il Signore, potrebbe anche essere la paura. La paura di Dio. Pensate che è nientemeno che Mosè che ha vissuto questa paura! Tanto da dire, dopo le prime avvisaglie di ciò che il suo compito avrebbe comportato, di fare pure a meno di Lui. Mosè è molto duro con il Signore, perché gli sta dicendo non solo di scegliersene un altro, ma addirittura che ha proprio sbagliato a chiamare lui. Mette in rilievo le sue difficoltà fisiche, mette davanti a tutto sé stesso! Il che, come abbiamo sentito, provoca l’ira di Dio! Un modo di dire per affermare che Mosè sta facendo l’opposto di quello che Dio gli chiede. Dio gli sta chiedendo di fidarsi, di mettere Lui davanti a tutto, perché tutto avverrà nel suo nome. Mosè, invece, mette sé stesso davanti a tutto. Non vedendo in lui altro che difetti, non vedendo in lui quella forza che sarebbe necessaria per un’impresa così ardua, vorrebbe rinunciare. Questa lettura ci sta mettendo davanti a quello che anche il Nuovo Testamento ci insegna a chiare lettere: non mettiamo noi stessi al centro di tutto. Come uomini e donne di fede, abbiamo bisogno di mettere al centro di tutto il Signore. Da lui tutto proviene, da lui tutto ottiene forza, in Lui tutto si compie.

Vangelo

L’altro esito, deferentissimo, è quello di cui ci parlava il Vangelo. Chi ha portato i malati dal Signore e ha visto la forza e l’intensità della sua preghiera, vorrebbe non staccarsi più da Lui. È per questo che cerca il Signore Gesù ovunque, andando a strapparlo a quei momenti di deserto, cioè di preghiera in unione al Padre, che Gesù ogni giorno cercava. La rivelazione di amore ai poveri e ai sofferenti che Gesù ha appena fatto, viene immediatamente compresa, capita, cercata. Gesù non solo non fa paura, ma attira tutti coloro che lo ascoltano. Le persone che cercano il Signore capiscono che Egli è necessario alla loro vita più di ogni altra cosa. È per questo che non vorrebbero mai staccarsi da Lui. È Gesù che, quasi, prende le distanze. Non per abbandonarli, ma perché desidera che anche altri comprendano la sua parola e la sua rivelazione. Egli è venuto per questo: non per salvarne alcuni, ma per salvare tutti.

Per il nostro cammino di fede

Questa volontà di salvezza universale è proprio quello che l’Eucarestia esprime. In ogni celebrazione, nelle parole proprie della consacrazione, noi ripetiamo che il Signore è venuto per tutti, è venuto per ogni uomo, è venuto perché la salvezza che Dio offre è davvero una salvezza universale. Però, di fronte al Sacramento di questa salvezza universale, anche noi corriamo il rischio di Mosè, ovvero quello di mettere noi davanti a tutto! Quante volte anche noi veniamo a Messa, ma invece di un vero ascolto e di una ricezione fruttuosa del Sacramento, continuiamo a parlare di noi! Quante volte, invece di un ascolto sincero della Parola, assordiamo Dio con le nostre richieste! Quante volte non ascoltiamo il suo modo di vedere le cose che la Parola ci spiega con instancabile pazienza e mettiamo nelle mani di Dio solo il nostro modo di vedere, di giudicare, di interpretare la realtà! Insomma, quante volte, anche di fronte al Sacramento che ci consegna il Signore e la sua presenza, noi parliamo soprattutto o solo di noi!

Anche se non sono pochi coloro che hanno capito, coloro che sentono che la presenza del Signore è necessaria alla loro vita e, proprio per questo, vivono frequentemente la Messa e la comunione. Quanti di noi hanno capito che senza il Signore non siamo nulla, che i nostri problemi si complicano anziché risolvere, che, con il solo nostro modo di pensare e di vedere le cose, noi ci condanniamo all’insuccesso certo! Credo che, dopo la festa del Corpus Domini, tutti dovremmo avvertire con maggior urgenza il desiderio di avvicinarci alla Santa Eucarestia, il desiderio di riceverla in noi. Come dice spesso papa Francesco, noi abbiamo bisogno dell’Eucarestia come viatico per non soccombere nelle cose di tutti i giorni. Sia questo il desiderio che consacriamo con il Signore in questa Messa. Sia questo il desiderio che ci guida oggi e ogni volta che veniamo per la celebrazione della Messa.

Intenzioni di preghiera

Vi invito, oggi, a vivere bene il ringraziamento dopo la comunione. O, se leggete il testo e non siete a Messa, vi invito a trovare, nella vostra giornata, un momento di ringraziamento. Mettiamo, in questa preghiera, Cristo al centro di ogni cosa e non noi! E chiediamo perdono per tutte le volte in cui siamo anche noi un poco come Mosè, ovvero per tutte le volte che mettiamo noi, i nostri problemi, il nostro modo di vedere le cose al centro di tutto, senza fidarci di Dio. Preghiamo perché la Santa Eucarestia ci guidi ad avere una fiducia totale ed esclusiva nei confronti di Dio.

2023-06-03T12:10:27+02:00