Sabato 10 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – sabato

La spiritualità di questo giorno 

Il segno della sacra unzione di consacrazione

La Parola di questo giorno

LETTURA Lv 8, 1-13
Lettura del libro del Levitico

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Prendi Aronne insieme ai suoi figli, le vesti, l’olio dell’unzione, il giovenco del sacrificio per il peccato, i due arieti e il cesto dei pani azzimi; convoca tutta la comunità all’ingresso della tenda del convegno». Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato e la comunità fu convocata all’ingresso della tenda del convegno. Mosè disse alla comunità: «Questo il Signore ha ordinato di fare». Mosè fece accostare Aronne e i suoi figli e li lavò con acqua. Poi rivestì Aronne della tunica, lo cinse della cintura, gli pose addosso il manto, gli mise l’efod e lo cinse con la cintura dell’efod, con la quale lo fissò. Gli mise anche il pettorale, e nel pettorale pose gli urìm e i tummìm. Poi gli mise in capo il turbante e sul davanti del turbante pose la lamina d’oro, il sacro diadema, come il Signore aveva ordinato a Mosè. Poi Mosè prese l’olio dell’unzione, unse la Dimora e tutte le cose che vi si trovavano e così le consacrò. Fece con esso sette volte l’aspersione sull’altare, unse l’altare con tutti i suoi accessori, il bacino con il suo piedistallo, per consacrarli. Versò l’olio dell’unzione sul capo di Aronne e unse Aronne, per consacrarlo. Poi Mosè fece avvicinare i figli di Aronne, li vestì di tuniche, li cinse con le cinture e legò sul loro capo i turbanti, come il Signore aveva ordinato a Mosè.

SALMO Sal 94 (95)

Venite, acclamiamo al Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R

Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. R

EPISTOLA Eb 5, 7-10
Lettera agli Ebrei

Fratelli, nei giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.

VANGELO Lc 4, 16b-22b
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Secondo il suo solito, di sabato, il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Numeri

Il tema delle Scritture di oggi è tutt’altro che facile. Partiamo dalla prima Scrittura, dal libro dei Numeri, dove troviamo l’unzione di Aronne che viene eletto sacerdote. Ovviamente si tratta del sacerdozio del Primo Testamento. Abbiamo letto che questa elezione equivale ad una separazione da tutto il popolo. Ecco il senso di questa unzione che viene poi esplicitata anche dalla vestizione dei paramenti sacri e dai segni di onore che vengono dati alla sua persona proprio per dire a tutti quale grande compito graverà su di lui e quale grande ministero lo attende. Egli dovrà servire Mosè e stare al suo fianco per tutta la vita.

Vangelo

Il tema dell’unzione riguarda anche Gesù. Gesù non riceve fisicamente l’unzione come Aronne, ma egli è il Cristo, ovvero “l’unto”. Per spiegare questa realtà, ecco che l’evangelista fa riferimento ad un passo del profeta Isaia. L’unzione di Cristo dice la sua missione. In che cosa consiste la sua missione? Come aveva predetto il profeta, il Messia porta il Vangelo di salvezza per tutte le genti, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi e proclamare a tutti l’anno di grazia del Signore. Si tratta di espressioni tipiche del Primo Testamento con le quali il profeta descriveva la vicinanza del Messia a tutti i poveri. Vicinanza non solo spirituale, ma reale. Il Messia sarebbe stato colui che avrebbe immerso nel cuore di Dio tutti i poveri della terra e avrebbe portato a tutti la tenerezza di Dio, la sua comprensione, la sua vicinanza. Il ministero di Gesù che segue a questo annuncio non è altro che la traduzione in gesti concreti di questo ideale di vita.

Ebrei

La lettera agli Ebrei è la rilettura sintetica di tutto questo. L’autore di questa lettera comprende che il servizio del Cristo, dell’unto del Signore si è espresso sulla Croce. È nell’accettazione della Pasqua che Cristo porta a compimento la sua missione. Le parole di Isaia non immettevano il Messia in una vita tranquilla e serena. Il mistero dell’unzione del Signore è proprio da ricercare nel suo desiderio di redenzione che, ultimamente, è quello che Gesù ha vissuto sulla Croce.

Il nostro cammino di fede

Credo che oggi possiamo vivere in due direzioni diverse la nostra meditazione.

Anzitutto ricordiamoci di essere anche noi degli “unti”, dei consacrati. Tutti abbiamo ricevuto l’unzione nel Battesimo e nella Confermazione. Noi partecipiamo di quello che il Concilio Ecumenico Vaticano II ha chiamato il sacerdozio comune dei fedeli. Pertanto anche noi partecipiamo, a pieno titolo, della missione di Cristo. Come tali anche noi abbiamo il dovere di essere fonte di vicinanza, di consolazione, di sostegno di tutti coloro che ne hanno più bisogno. Ecco il senso del nostro essere cristiani, ecco il senso pieno e vero della nostra fede.

Però non dobbiamo dimenticare che, proprio in questi giorni, tutti i sacerdoti ambrosiani ricordano la loro ordinazione che è, da sempre, nel mese di giugno: a San Pietro e Paolo per i più vecchi di noi, nella seconda settimana di giugno per i più giovani. Credo che la nostra preghiera debba farsi proprio intercessione per loro, per il loro ministero, per le intenzioni che portano nei loro cuori. Come si vede due modi molto diversi ma pieni di significato per vivere bene, spiritualmente parlando, anche questa giornata.

Intenzioni di preghiera

Terminando la settimana del Corpus Domini vi chiedo di sostare ancora in silenzio davanti al Tabernacolo, proprio per vivere queste due preghiere che vi ho suggerito nella meditazione. Ringraziamo per la nostra fede e per essere anche noi unti nel sacerdozio comune dei fedeli; preghiamo per tutti i sacerdoti. Offrire la preghiera per i sacerdoti e per il loro ministero è il regalo più bello che possiamo fare loro.

2023-06-03T12:13:46+02:00