Lunedì 08 luglio

Settimana della 6° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Sarà soprattutto la cara e santa memoria di San Benedetto a guidare questa settimana verso un suo apice, anche se poi ricorderemo i santi martiri Nabore e Felice a cui la nostra Chiesa è fortemente affezionata. Per il resto leggeremo ancora il libro di Giosuè che lascerà poi spazio a quello dei Giudici, oltre alle pagine di Luca, come previsto per questo tempo. Oggi credo che le Scritture ci lascino un poco perplessi e, in fondo, si potrebbe dire di ciascuno di noi quello che si dice nel Vangelo: “queste cose restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso”.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gs 6, 6-17. 20
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Giosuè, figlio di Nun, convocò i sacerdoti e disse loro: «Portate l’arca dell’alleanza; sette sacerdoti portino sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca del Signore». E al popolo disse: «Mettetevi in marcia e girate intorno alla città e il gruppo armato passi davanti all’arca del Signore». Come Giosuè ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe di corno d’ariete davanti al Signore, si mossero e suonarono le trombe, mentre l’arca dell’alleanza del Signore li seguiva. Il gruppo armato marciava davanti ai sacerdoti che suonavano le trombe e la retroguardia seguiva l’arca; si procedeva al suono delle trombe. Giosuè aveva dato quest’ordine al popolo: «Non lanciate il grido di guerra, non alzate la voce e non esca parola dalla vostra bocca fino al giorno in cui vi dirò di gridare. Allora griderete». L’arca del Signore girò intorno alla città, percorrendone il perimetro una volta. Poi tornarono nell’accampamento e passarono la notte nell’accampamento. Di buon mattino Giosuè si alzò e i sacerdoti portarono l’arca del Signore; i sette sacerdoti, che portavano le sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca del Signore, procedevano suonando le trombe. Il gruppo armato marciava davanti a loro e la retroguardia seguiva l’arca del Signore; si procedeva al suono delle trombe. Il secondo giorno girarono intorno alla città una volta e tornarono poi all’accampamento. Così fecero per sei giorni. Il settimo giorno si alzarono allo spuntare dell’alba e girarono intorno alla città sette volte, secondo questo cerimoniale; soltanto in quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla città. Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: «Lanciate il grido di guerra, perché il Signore vi consegna la città. Questa città, con quanto vi è in essa, sarà votata allo sterminio per il Signore. Rimarrà in vita soltanto la prostituta Raab e chiunque è in casa con lei, perché ha nascosto i messaggeri inviati da noi». Il popolo lanciò il grido di guerra e suonarono le trombe. Come il popolo udì il suono della tromba e lanciò un grande grido di guerra, le mura della città crollarono su se stesse; il popolo salì verso la città, ciascuno diritto davanti a sé, e si impadronirono della città.

SALMO Sal 135 (136)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Dio degli dèi.
Rendete grazie al Signore dei signori.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie.
Guidò il suo popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre. R

Colpì grandi sovrani.
Uccise sovrani potenti:
Sicon, re degli Amorrei,
Og, re di Basan,
perché il suo amore è per sempre. R

Diede in eredità la loro terra.
In eredità a Israele suo servo.
Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi.
Ci ha liberati dai nostri avversari,
perché il suo amore è per sempre. R

VANGELO Lc 9, 37-45
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Quando furono discesi dal monte, una grande folla venne incontro al Signore Gesù. A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho! Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio». Mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Gesù minacciò lo spirito impuro, guarì il fanciullo e lo consegnò a suo padre. E tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio. Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Giosuè

Anzitutto rimaniamo un poco perplessi di fronte a questa Scrittura del Primo Testamento e facciamo davvero fatica a coglierne il senso. Si parla di guerra, di urlo di guerra, di presa della città, di sterminio… tutte cose che ci fanno pensare anche se, davvero non ne capiamo il senso. Eppure è molto chiaro il senso della prima Scrittura dal punto di vista spirituale. Come abbiamo sentito anche ad una prima lettura, tutto ruota attorno al simbolismo del numero 7. Ci sono 7 giorni in cui si ripete un rituale preciso attorno a Gerico, ci sono 7 sacerdoti, essi suonano 7 trombe e il cuore dell’evento è quello che si realizza proprio il settimo giorno, quando i 7 sacerdoti fanno 7 volte il giro della città suonando le 7 trombe. Tutto è scritto per farci comprendere che le cose, tutte le cose, sono nelle mani di Dio. L’uomo studia, pianifica, cerca di controllare, ma, alla fine, deve riconoscere che tutte le cose sono nelle mani di Dio. Il testo serve anche per dirci che, per questo primo ingresso nella terra della promessa, non contarono molto le doti di Israele, la sua capacità di pianificare, nemmeno i suoi uomini, le sue forze, il suo esercito. Se Israele entrò nella terra dei padri fu per volontà di Dio. La chiave di lettura della prima pagina è quindi spirituale. Siamo di fronte ad una pagina che ci insegna una vera e propria teologia della storia. Tutto è nelle mani di Dio, tutto avviene per volontà di Dio, tutto è sicuramente tenuto da Dio nel suo cuore. La prima pagina della Scrittura vuole dunque portarci a riconoscere che Dio è il Signore di tutto e di tutti.

Vangelo

Il Vangelo pure ci lascia perplessi, come sempre lo siamo di fronte alla malattia dei giovani, di fronte alle cose della vita che non si spiegano come l’essere indemoniati. Nella nostra cultura abbiamo proprio perso il senso di questa possessione demoniaca e, normalmente, giudichiamo un po’ esaurito, un po’ fuori di testa chi viene parlando di queste cose. Non dobbiamo dimenticare, invece, che la Scrittura ci parla spesso della possessione demoniaca come qualcosa di estremamente negativo, pericoloso, eppure reale nella vita degli uomini. Anche i ragazzi possono esserne affetti. Noi non credendo alla presenza del demonio, mettiamo in ridicolo questo concetto. Gesù prende per mano ciascuno di noi e, guarendo molti indemoniati nel corso del suo ministero, ci ricorda che una vita lontana da lui, si apre anche a questa possibilità. Possibilità che c’è anche oggi, specie perché c’è troppa lontananza dal suo mistero di amore, ovviamente, questo mette molte anime realmente a rischio. Il Vangelo, quindi, ci insegna che in Cristo è all’opera una potenza di bene che può tutto, anche scacciare la presenza di Satana dalle anime nelle quali egli entra.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Le due pagine insieme diventano, per noi tutti, un invito a cercare il Signore, per non lasciare che la nostra anima sia in balia del nemico, ma anche esprimono una certezza: Dio è presente nella storia, Dio guida tutta la storia, Dio cerca di condurre l’uomo lì dove l’uomo troverà la sua pace. Questo dovrebbe essere il pensiero che ci guida e che ci aiuta a capire che non dobbiamo fare altro che lasciare che la nostra anima cerchi il Signore. Quando avviene questo, quando c’è questa attenzione, tutti noi diventiamo capaci di comprendere come Cristo è presente nella nostra vita e dove Egli dirige la storia. Chiediamo al Signore questa grazia, iniziando la settimana: la grazia di superare la difficoltà di comunione con questi testi sacri, la grazia di essere davvero sempre attenti a ciò che Egli ci sta dicendo, la grazia di saper vivere di sequela e di amore per Lui. Sarà la sua potenza di bene a liberarci da ogni rischio di trascorrere una vita di lontananza dal mistero di Dio e, quindi, di lontananza dall’Amore.

Provocazioni dalla Parola

  • Quale difficoltà sento presente in me di fronte a pagine come questa?
  • Cosa chiedere oggi al Signore?
2024-07-05T16:28:45+02:00