Settimana della nona domenica dopo Pentecoste – Sabato
Il tono di questo sabato ci permette di continuare la catechesi che già ieri abbiamo iniziato.
Numeri
Nm 14, 26-35
Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Fino a quando sopporterò questa comunità malvagia che mormora contro di me? Ho udito le mormorazioni degli Israeliti contro di me. Riferisci loro: “Come è vero che io vivo, oracolo del Signore, così come avete parlato alle mie orecchie io farò a voi! I vostri cadaveri cadranno in questo deserto. Nessun censito tra voi, di quanti siete stati registrati dai venti anni in su e avete mormorato contro di me, potrà entrare nella terra nella quale ho giurato a mano alzata di farvi abitare, a eccezione di Caleb, figlio di Iefunnè, e di Giosuè, figlio di Nun. Proprio i vostri bambini, dei quali avete detto che sarebbero diventati una preda di guerra, quelli ve li farò entrare; essi conosceranno la terra che voi avete rifiutato. Quanto a voi, i vostri cadaveri cadranno in questo deserto. I vostri figli saranno nomadi nel deserto per quarant’anni e porteranno il peso delle vostre infedeltà, finché i vostri cadaveri siano tutti quanti nel deserto. Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare la terra, quaranta giorni, per ogni giorno un anno, porterete le vostre colpe per quarant’anni e saprete che cosa comporta ribellarsi a me”. Io, il Signore, ho parlato. Così agirò con tutta questa comunità malvagia, con coloro che si sono coalizzati contro di me: in questo deserto saranno annientati e qui moriranno».
Nel libro dei Numeri si faceva riferimento a cosa sarebbe accaduto per la mancanza di fede del popolo di Dio. Mentre ci si sta riferendo al tempo dell’Esodo si precisa che molti sarebbero morti nel deserto, molti sarebbero caduti a causa della loro iniquità, come pure molti si sarebbero persi, come quando si cammina in un deserto senza pista. Le immagini sono molto evocative per un popolo che conosceva bene questa realtà e che aveva realmente camminato nel deserto. A noi dicono molto meno, ma ci fanno comunque capire che dove non si cerca Dio, si perde la propria umanità. Dove non si cerca il Signore, si perde la propria capacità di servire Dio e si abbruttisce la propria umanità. La lettura non si limita, tuttavia, solamente a dirci cosa succede dove si perde il senso di Dio. Essa ci offre anche un rimedio: poiché il Signore sopporta anche questo, è Dio a darci tempi e spazi di conversione perché possiamo aderire alla sua misericordia.
Vangelo
Mt 13, 54-58
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Venuto nella sua patria, il Signore Gesù insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Tempo di misericordia, luogo di misericordia per eccellenza è la vita di Gesù. È in Lui che appare tutta la misericordia di Dio, è lui che segna il tempo nella sua pienezza, è a lui che occorre dare ascolto, è lui che occorre seguire se si vuole imprimere alla propria vita una direzione autenticamente spirituale. È quanto non accade nei territori dove Gesù è conosciuto, come abbiamo ascoltato. Anzi, proprio dove la predicazione avrebbe potuto essere, in un certo senso più facile, ebbene proprio lì diventa più complessa, più difficile, maggiormente delicata. Anzi, per alcuni sia per quello spazio di opposizione a Cristo che è opposizione a Dio e alla sua rivelazione.
Ebrei
Eb 3, 12-19
Lettera agli Ebrei
Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall’inizio. Quando si dice: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione», chi furono quelli che, dopo aver udito la sua voce, si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall’Egitto sotto la guida di Mosè? E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant’anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto? E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non avevano creduto? E noi vediamo che non poterono entrarvi a causa della loro mancanza di fede.
Ecco perché l’autore della lettera agli ebrei poteva predicare chiedendo che nessuno si opponga mai alla rivelazione di Dio e alla sua parola. Resistere al Signore è il peccato più grave che l’uomo possa compiere. Resistere al Signore significa chiudere le porte del cuore alla sua misericordia e al suo aiuto. Occorre, invece, mantenere salda la fiducia in Dio, occorre mantenere aperto il cuore, occorre prestare ascolto alla sua parola. Questo è ciò che rende lieto il cuore dell’uomo, questo è quanto l’uomo deve compiere per rimanere fedele a quel Dio dal quale ogni uomo ha avuto l’esistenza ed ogni altro dono.
Per noi
Sempre nel mezzo dell’estate, viene richiesto anche a noi di essere attenti alla nostra fede. Il rischio di fare di questo tempo un periodo in cui “mandare in ferie” anche il Signore, c’è anche per noi! Se poi ci riferiamo alla nostra società, credo che tutti possiamo ben vedere come le parole del libro dei numeri siano proprio dirette a ciascuno di noi. Anche noi viviamo in un tempo in cui tanti si dimenticano di Dio, anche noi viviamo in un tempo in cui i nostri figli e nipoti, dimenticandosi di Dio, stanno facendo proprio quella fine che era descritta nella parola di Dio: si smarriscono in un deserto senza strade. Tutti dobbiamo prendere a cuore questa situazione e tutti siamo chiamati ad intervenire per essa. Come?
- Offendo la nostra intercessione;
- Incentivando la nostra preghiera, anche in questo tempo estivo, perché impariamo noi per primi a non dimenticarci di Dio;
- Offrendo una testimonianza di chiesa accogliente, perché siamo più attenti a quello che molti stanno comunque cercando.
Maria Santissima vegli su di noi e interceda per noi. Se è lecito chiedere, come abbiamo ascoltato nella catechesi sulla preghiera dei giorni scorsi, sia Lei a chiedere al Padre questa grande realtà che deve stare a cuore a ciascuno di noi!