Settimana della 6 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Entriamo nella seconda parte della settimana, siamo ormai al quarto giorno degli esercizi che sarà determinato dalla figura di San Giuseppe e dal tema del cambiamento. Il cristiano è un uomo che sa cambiare! Non ripete solamente il passato, ma guarda con attenzione il futuro! Attenzione e anche speranza, perché ha fiducia in Dio.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 2Tm 4, 1-8
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero. Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
SALMO Sal 70 (71)
Con la mia vita canterò la tua lode, Signore.
Della tua lode è piena la mia bocca:
tutto il giorno canto il tuo splendore.
Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze. R
Io, invece, continuo a sperare;
moltiplicherò le tue lodi.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare. R
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
Io ti renderò grazie al suono dell’arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio,
a te canterò sulla cetra, o Santo d’Israele. R
VANGELO Lc 21, 25-33
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Vangelo
Il Vangelo di oggi mi sembra, da questo punto di vista, la lettura fondamentale. Gesù ci ha ricordato che il futuro è nelle mani di Dio. Certo il cristiano sa che tutto cambia, sa che tutto si evolve. Non sempre in bene. Qualche volta il futuro sembra promettente e le cose che devono venire sono attese con attenzione, pazienza, amore e qualche altra volta il futuro fa paura, addirittura atterrisce, non sembra per niente promettente. Il futuro è fatto di tante cose diverse ma è nelle mani di Dio. Il Vangelo ci sta dicendo che questa è la consapevolezza che il cristiano ha sempre nel cuore. Non si spaventa, non si atterrisce per la prima cosa che capita, per il primo annuncio difficile che vede. Il cristiano sa bene che tutto è nelle mani di Dio e che tutto deve avere un ordine, perché tutto ha un fine. Il fine della storia è rivelare a tutti il grande amore di Dio per l’uomo. Il fine della storia è permettere a tutti gli uomini di incontrare quel Dio provvidente e buono da cui tutto proviene. La fine della storia sarà il mezzo per cui tutto questo accadrà. Per questo il cristiano è l’uomo che attende il futuro e sa cambiare. Come San Giuseppe, come tutti gli altri grandi protagonisti della fede che hanno saputo vedere lo Spirito all’opera nei loro giorni e hanno saputo seguire il Signore nelle diverse cose della vita. Il cristiano si concepisce così, come un uomo che continua a cambiare fino a quando tutto non sarà ricapitolato in Cristo.
2 Timoteo
Se è vero che il cristiano vive in un mondo che cambia continuamente, il cristiano è anche l’uomo che sa avere una bussola. Il credente non è un uomo che cambia continuamente per il solo gusto di cambiare e nemmeno uno che continua a cambiare come una banderuola. Il cristiano ha un punto fermo: la sua fede. È per questo che non lascia mai i suoi capisaldi fondamentali: la Parola di Dio, la celebrazione dei Sacramenti, la cura della Chiesa che sente in primis rivolta a sé e che ricambia, come abbiamo detto ieri nella memoria della Beata Vergine del Rosario, con tutto il suo cuore. San Paolo ci offre la sua vita come esempio, l’esempio di un atleta dello Spirito che ha percorso tutta la sua corsa dentro cambiamenti evidenti e grandissimi: da ebreo a cristiano; da persecutore a predicatore; da uomo di Israele a uomo del mondo, in grado di dialogare con una cultura, una lingua, una mentalità diversa dalla sua. Un uomo che ha saputo cambiare davvero tanto, non diventando un instabile, ma un uomo che ha saputo apprezzare tutte le cose e che si è lasciato guidare da quella presenza dello Spirito che lo ha portato fino alla morte per amore di Cristo in Roma, nel cuore dell’impero.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Anche noi, già a partire dalla Messa di oggi, dobbiamo interrogarci:
- Siamo uomini e donne del cambiamento o siamo imbrigliati nelle molte cose della vita ed anche della fede?
Certo se stiamo a guardare il nostro tempo, vediamo bene che il clima è quello o dell’instabilità o, forse per reazione, della chiusura nel passato. Lo vediamo bene che c’è chi precorre i tempi e propone cambiamenti che sembrano azzardati e, forse per contrastare questa visione, chi si rifugia nelle forme antiche della fede, magari non mettendosi nemmeno bene in ascolto della Chiesa e di tutti i cambiamenti che essa ha saputo fare nel tempo. Noi siamo in mezzo a tutte queste cose. Noi siamo in un clima spirituale che è fatto così. Noi siamo in un clima spirituale che è pieno zeppo di questi contrasti. Tocca a noi decidere da che parte stare: se dalla parte di Timoteo, dalla parte di chi cerca stabilità in Cristo, o se dalla parte di chi continua a cambiare per il gusto di qualcosa di diverso. Tocca a noi capire quali sono i cambiamenti che, invece, il tempo raccomanda e lo Spirito sostiene. Certo non una cosa facile! Ecco perché, sia come singoli che come credenti, abbiamo davvero bisogno del sostegno e della preghiera di San Giuseppe, che seppe cambiare rimanendo fedele a Dio, alla sua vocazione, al suo cammino di fede. L’immagine della stabilità di Giuseppe e, insieme, il suo continuo cambiare modo di vivere, ci siano di aiuto, per capire cosa ci è chiesto personalmente.
Così come deve accadere anche nella Chiesa. È chiaro che anche la Chiesa deve fare molti cambiamenti! È chiaro che anche la Chiesa deve saper mutare, se vuole parlare all’uomo di oggi! Così come è stato in tutti i secoli precedenti. San Giuseppe, che della Chiesa è il patrono universale, ci aiuti a capire quali cambiamenti attuare e come essere Chiesa che, nel tempo, sa corrispondere all’amore di Dio e sa predicare il vangelo nel mondo.