venerdì 09 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore- venerdì 

La spiritualità di questo giorno

Oggi concludiamo la nostra settimana di esercizi e ci prepariamo ad una manifestazione di fede del tutto straordinaria. La processione che faremo in onore della Madonna del Rosario sarà un attestato della fede e della devozione che tutti dobbiamo avere. Questa sera ci metteremo in contemplazione della Chiesa celeste e cercheremo di capire che se non abbiamo visioni, se non abbiamo immagini che spronino il nostro credere, il cammino si intristisce. Con questa consapevolezza nel cuore rileggiamo insieme i testi biblici che la Chiesa ci offre e ci dona in questo giorno.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 2Tm 4, 9-18. 22
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, cerca di venire presto da me, perché Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a Èfeso. Venendo, portami il mantello, che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene. Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione. Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Il Signore sia con il tuo spirito. La grazia sia con voi!

SALMO Sal 140 (141)

A te, Signore, sono rivolti i miei occhi.

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
porgi l’orecchio alla mia voce quando t’invoco.
La mia preghiera stia davanti a te come incenso,
le mie mani alzate come sacrificio della sera. R

Poni, Signore, una guardia alla mia bocca,
sorveglia la porta delle mie labbra.
Non piegare il mio cuore al male,
a compiere azioni criminose con i malfattori:
che io non gusti i loro cibi deliziosi. R

A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi;
in te mi rifugio, non lasciarmi indifeso.
Proteggimi dal laccio che mi tendono,
dalle trappole dei malfattori. R

VANGELO Lc 21, 34-38
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

2 Timoteo

Il brano della lettera a Timoteo ci fa sentire, quest’oggi, tutto il dolore di San Paolo. Il dolore perché è rimasto solo a difendersi. Il dolore per chi lo ha abbandonato. Il dolore nel vedere che, nella Chiesa, dopo l’entusiasmo iniziale inizia una fase di stanchezza, di pesantezza, spesso anche di abbandono. Abbandono della fede, abbandono di Dio, abbandono degli uomini di Dio. Si capisce bene il dolore di Paolo in questa solitudine che non pensava di provare. Questa sensazione, questa solitudine non produce, però, disperazione. San Paolo sa che Cristo è con lui e, per questo, va avanti. Va avanti nel predicare, va avanti nel costruire la Chiesa, va avanti nel portare quella Parola di Dio che è il cuore del suo messaggio. Il cristiano lo imita. Il cristiano di qualsiasi tempo e di qualsiasi luogo sa che queste cose saranno sempre possibili. Ci saranno sempre defezioni, difficoltà, crisi… solo chi è radicato in Dio e solo chi è animato da un vero amore per la Chiesa potrà perseverare nel suo cammino e continuare a gustare le ricchezze che la vita di fede propone a chi le accoglie. Questa è la certezza di Paolo che, fino alla fine, propone sé stesso come esempio e si lascia sostenere da coloro che, insieme con lui, sanno essere fedeli.

Vangelo

Il Signore Gesù stesso ci ha messo in guardia dall’essere tentati da tutta quella serie di cose che appesantiscono il cuore e allontanano dalla verità. Insieme a questo pensiero, il Signore ci ha ricordato che ci saranno sempre persone che cadranno in tutta questa serie di cose. Il che significa che il vero pericolo per la Chiesa non viene da fuori, piuttosto da dentro. È dalla cattiva testimonianza dei fedeli che la Chiesa rischia di essere abbattuta, non certo dalle grandi imprese di oppositori che si dichiarano tali. È per il cattivo esempio degli uomini e delle donne che si dicono fedeli che la Chiesa rischierà di perdere la sua identità, non certo per i grandi sconvolgimenti che ogni tempo porterà con sé. Dunque l’invito del Signore ha un duplice scopo. Anzitutto ricordare a ciascuno di vigilare su sé stesso e di perseverare nel cammino che si propone di fare. In secondo luogo, di vigilare sulla vita comunitaria, perché una cattiva testimonianza è più deleteria di qualsiasi oppositore dichiarato che viene ostilmente contro la Chiesa.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Tutti noi abbiamo già vissuto momenti di vita di fede che ci hanno riportato a questa verità. Tutti noi abbiamo già vissuto momenti di fede che ci hanno fatto capire che il vero pericolo raramente viene da fuori della Chiesa. Il più grande pericolo viene dal suo interno. Così la cattiva testimonianza di credenti, di qualsiasi ordine, di qualsiasi grado, rischia di essere più deleteria di qualsiasi attacco formale che la Chiesa deve subire. Gesù ha avuto parole durissime verso coloro che avrebbero creato scandalo nei piccoli del regno, che, ovviamente si traduce in un grande monito per coloro che non vivono bene la fede e fanno del male alla fede degli altri.

Quest’oggi vorrei che la nostra preghiera potesse proseguire su due binari diversi.

Anzitutto quello della revisione personale, perché dobbiamo tutti domandarci se qualcuno ha smesso di credere per la nostra cattiva testimonianza. Certo è possibile che qualche parola, qualche gesto, qualche comportamento abbiano talmente urtato qualcuno da allontanarlo dalla vita della comunità o dalla vita di fede. Questo pensiero deve farci sempre rimanere umili e dovrebbe farci sempre pregare chiedendo al Signore di allontanare da noi questo genere di responsabilità.

In secondo luogo vorrei che la nostra preghiera si trasformasse in intercessione. Sono molti coloro che hanno ferito la Chiesa partendo dal suo interno. Magari nemmeno li conosciamo, ma sappiamo quali sono i grandi scandali che hanno attanagliato la nostra Chiesa nel corso degli ultimi decenni. Ecco perché dobbiamo pregare per costoro. Dobbiamo pregare perché il male che è venuto da questi scandali possa, in qualche modo, passare, essere riparato, essere superato. Non c’è altro modo di riparare il male che lo scandalo ha provocato se non quello della preghiera e dell’offerta. Ecco perché vorrei che questa festa della Madonna del Rosario fosse da tutti vissuta come un atto di riparazione a tutte le offese che il cuore di Cristo e il cuore di Maria devono sopportare. Un atto di riparazione per i grandi scandali che hanno ferito la Chiesa ma anche per quei piccoli scandali che magari abbiamo provocato noi e che possono avere ferito qualcuno. Un atto di riparazione al cuore di Cristo e al cuore di Maria perché impariamo a costruire la Chiesa anche attraverso l’attenzione alla vita comunitaria e alla testimonianza che tutti possiamo e dobbiamo dare al nome di Cristo.

2026-10-03T11:42:09+02:00