Domenica 08 novembre – Cristo Re

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Che cosa significa che Cristo è re? Che cosa dice questo titolo in una società che non ha più questo criterio di riferimento e di confronto? Ben sapendo, poi, l’origine storica di questa festa – l’epoca dei totalitarismi – che senso ha celebrarla ancora? A noi che siamo ancora in questa situazione sempre più intricata e complessa, cosa può dire una festa del genere?

2 Samuele

2Sam 7, 1-6. 8-9. 12-14a. 16-17
Lettura del secondo libro di Samuele

In quei giorni. Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione”. Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.

ro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

Colossesi

Col 1, 9b-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Fratelli, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati

Vangelo

Gv 18, 33c-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Vangelo

La verità biblica sottesa a questa celebrazione è quella espressa nel Vangelo. Tutta la predicazione di Gesù è dedicata al “regno di Dio”. Regno di Dio è la sua stessa persona, è la sua stessa rivelazione, è il suo andare predicando il volto del Padre misericordioso che è vicino al cuore di ogni uomo. Questa rivelazione ha un apice: la crocifissione. È sulla Croce che Gesù rivela tutta la sua “regalità”. Un “regno che non è di questo mondo”, un “regno di verità”, dice con parole comprensibili a noi, che le rileggiamo dopo la sua risurrezione, ma che di certo non poteva capire Pilato che, da governatore, le udiva e le interpretava con il pensiero di un romano.

Il Regno di Gesù è un regno di anime: tutti coloro che si consacrano alla Verità del Padre.

Il Regno di Cristo è un regno di cuori: quelli di tutti coloro che imparano ad amare come Lui.

Il Regno del Figlio di Dio è quell’esperienza di conoscenza della sua persona che si concretizza nell’ascolto assiduo della Parola.

Il Regno di Dio è tutte queste cose messe insieme, un regno non terreno, non politico.

2 Samuele

La predicazione di Gesù ha un retroterra veterotestamentario, che è quello che ci ha descritto la prima lettura. Il regno di Israele è durato pochissimo: la casa di Davide ha espresso due grandi re: Davide e Salomone, e, poi, una serie di piccoli re che, di fatto, sono diventati vassalli delle superpotenze del tempo. La dinastia, poi, è terminata, poiché è terminata l’esperienza politica di regno autonomo di Israele. Eppure, il profeta, comprende che anche quelle cose hanno avuto un senso e capisce che la promessa di Dio di rimanere per sempre nella casa di Davide, è una promessa reale. Il culmine di questa promessa è proprio il Signore Gesù, che prende carne nella stirpe di Davide e porta a compimento quelle antiche attese e promesse.

Colossesi

La lettura più bella, alla luce di ciò che stiamo vivendo, è, però, la seconda lettura, il brano di Paolo ai Colossesi.

Paolo comprende che partecipare al regno di Cristo significa, anzitutto, “avere piena conoscenza della sua volontà”. La volontà di Dio è sempre qualcosa di misterioso ed affascinante, come ci diceva anche il Vangelo. Volontà di Dio è la redenzione che Cristo attua sulla Croce, volontà di Dio è il raduno di tutte le anime in quella salvezza che è operata da Cristo; volontà di Dio è la risurrezione del Signore che inaugura quel “regno di verità e giustizia” che è la vita eterna in Dio.

Prosegue l’apostolo: “perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore”. C’è una conoscenza della volontà del Padre che è legata immediatamente al comportamento del discepolo che ha riconosciuto, in Cristo, la rivelazione del volto di Dio. Chi riconosce il “regno di Dio”, chi si consacra a quel “regno di verità”, come lo ha chiamato il Signore, si deve, poi, comportare in maniera tale da dimostrare la sua adesione a questo regno. Paolo precisa anche cosa significa tutto questo: “portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio”. C’è un legame intenso tra il riconoscimento del regno di Dio e la vita buona dei cristiani. Maggiore è il riconoscimento della Verità rivelata da Dio, più intensa è la bontà delle opere prodotte. Maggiore è anche il desiderio di conoscere, ancor meglio, il mistero di Dio che si rivela.

Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria”, diceva ancora l’Apostolo, testimoniando così che chi riconosce il mistero di Dio come mistero del Padre che rivela in Cristo il suo regno, diventa “forte”, cioè capace di superare le cose della vita non in base alla forza del proprio carattere, ma in base all’affidamento alla potenza di Dio, che può ogni cosa.

Ringraziate con gioia il Padre, che vi ha permesso di partecipare alla sorte dei santi nella luce”. Paolo è profondamente convinto che chi accoglie la rivelazione di Cristo, diventa magnanimo e desideroso di conoscere sempre più il Padre, fino a quando questa conoscenza diventerà perfetta ed attuale nella vita eterna. Realtà che non riguarda solo il futuro, ma anche il presente, dal momento che partecipare al suo regno è già l’avere ottenuto la remissione dei peccati ed “essere trasferiti nel regno del figlio del suo amore”. Come dire: lasciando che Cristo ami noi dalla Croce, lasciando che la sua manifestazione di amore coinvolga le nostre vite e le nostre persone, noi partecipiamo, già fin d’ora, a quel regno che, poi, dovrà svelare tutta la sua potenza e la sua gloria quando Cristo sarà tutto in tutti. Partecipare al regno di Dio è, quindi, una realtà molto complessa che è l’insieme di tutte queste cose.

Per noi

Vivere la festa di Cristo Re, non è, allora, pensare a cosa passate e che riguardano la vita di Cristo o future, e, quindi, lontane. Significa riflettere bene sulla fede per vivere bene il tempo presente.

Vivere con Cristo Re significa conoscere la sua volontà, abbiamo detto.

  • Cosa significa per noi, in questo momento, conoscere la sua volontà?

Certo noi, normalmente, ci appelliamo alla volontà di Dio quando le cose vanno male e quando non sappiamo più cosa fare. Ma può essere questo l’unico criterio di interpretazione della volontà di Dio? Non ci ha detto forse San Paolo che conoscere la volontà di Dio significa vivere il presente per crescere in magnanimità e conoscenza di Lui?

Credo che sia proprio questa la chiave per vivere bene questa festa di Cristo Re. Noi siamo qui per crescere in magnanimità. Questo tempo dovrebbe produrre in noi un senso di vicinanza, di collaborazione, di condivisione che ci può salvare dallo smarrimento, dalla paura, dall’incertezza che sperimentiamo.

Questa magnanimità deve farci conoscere meglio il mistero di Dio. Io non vedo questo, in questo momento. Io non vedo questo segnale. Vedo gente che vuole ritornare al più presto “alla vita di prima”. Vedo gente che pensa a come uscire da questa chiusura per tornare a spostarsi, a trovarsi, a vivere in modo spensierato… Non vedo un riaccendersi della fede, non vedo una conversione per essere più buoni e solidali, non vedo gente che vuole lasciarsi coinvolgere dal regno di Cristo!

Vedo spesso gente per cui il regno di Dio è marginale. Vedo gente che, in questo momento, si avvale di ciò che viviamo per giustificare la propria pigrizia e non incontrare il Signore! Vedo gente che vive la fede in modo del tutto marginale.

Ricordiamolo bene: festeggiare Cristo Re significa lasciarci interpellare dalla sua presenza, dalla sua vicinanza, dalla sua Parola che è richiamo alla bontà e alla santità della vita. Questo tempo potrebbe proprio farci sperimentare più da vicino la regalità di Cristo.

Interroghiamoci sulla sua volontà, facciamo in modo che questo tempo non sia solo tempo di angoscia, ma anche tempo di riflessione e, forse meglio, di conversione. Allora sì! Cristo tornerà a regnare nelle nostre coscienze!

2020-11-06T12:10:58+01:00