Ferie dopo l’Epifania – Sabato
Vangelo
Mt 5, 31-32
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».
Questo sabato ha un tema del tutto particolare che riguarda il matrimonio, non solo dal punto di vista umano, ma soprattutto come simbolo dell’unione di Cristo con la Chiesa.
A dirlo è anzitutto il Vangelo, che ricorda come Gesù, recuperando l’insegnamento della Genesi, richiama tutti alla verità. La verità è che l’uomo e la donna, nella loro unione, formano quell’immagine di Dio che non va deturpata, che non va mai messa in discussione. Ecco perché Gesù, contrariamente alle grandi scuole teologiche del suo tempo, non ammette adulterio, ma richiama la verità della consacrazione coniugale che chiede l’indissolubilità del matrimonio.
L’insegnamento di Gesù non rimane finalizzato solo al matrimonio in sé.
Efesini
Ef 5, 21-27
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
San Paolo, nel fondamento del matrimonio cristiano che è contenuto nella lettera agli Efesini, ricorda, infatti, che tale, e cioè indissolubile, è l’unione di Cristo con la Chiesa. Cristo ama la Chiesa e, per questo, fa tutto per lei. Cristo ama la Chiesa e, per questo, vive di amore per essa. Cristo ama la Chiesa e, per questo, si dona incessantemente a lei. È la donazione che si ripete ogni volta che celebriamo la S. Messa.
Proprio per questo motivo anche la Chiesa deve donarsi incessantemente a Cristo, senza riserve, senza remore, senza esitazioni e, proprio per questo, ha bisogno di quella vigilanza costante di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.
Cantico
Ct 4, 7-15. 16e-f
Lettura del Cantico dei Cantici
Tutta bella sei tu, amata mia, e in te non vi è difetto. Vieni dal Libano, o sposa, vieni dal Libano, vieni! Scendi dalla vetta dell’Amana, dalla cima del Senir e dell’Ermon, dalle spelonche dei leoni, dai monti dei leopardi. Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, mia sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo, con una perla sola della tua collana! Quanto è soave il tuo amore, sorella mia, mia sposa, quanto più inebriante del vino è il tuo amore, e il profumo dei tuoi unguenti, più di ogni balsamo. Le tue labbra stillano nettare, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua e il profumo delle tue vesti è come quello del Libano. Giardino chiuso tu sei, sorella mia, mia sposa, sorgente chiusa, fontana sigillata. I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane, con i frutti più squisiti, alberi di cipro e nardo, nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo, con ogni specie di alberi d’incenso, mirra e àloe, con tutti gli aromi migliori. Fontana che irrora i giardini, pozzo d’acque vive che sgorgano dal Libano. Venga l’amato mio nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti.
Così come anche la sposa del Cantico dei Cantici, che fa giungere la sua voce allo sposo perché lo sposo si allieti di lei. Come anche lo sposo fa giungere la sua voce alla sposa, perché ella si senta sempre e costantemente sostenuta dalla voce del suo sposo, che diventa il riferimento di tutta la sua esistenza. È la pagina che più ci fa pensare al rapporto mistico tra Cristo e la Chiesa, nel quale anche noi, come battezzati, siamo inseriti.
Per noi:
Alla vigilia della festa del Battesimo del Signore, colmi di quella particolare rivelazione di grazia che abbiamo ascoltato in questi giorni, facciamo nostra anche questa forma di sapienza che abbiamo ricevuto oggi.
Anzitutto la sapienza che diviene, per noi tutti, richiamo alla fedeltà. Ciascuno di noi ha il suo stato di vita: sposati, celibi o nubili, consacrati, vedovi… ciascuno di noi ha il suo proprio modo di vivere quella fedeltà che si addice a tutti nel regno di Dio e per la quale ci dobbiamo tutti dare da fare.
- Come vivo la fedeltà alla quale sono chiamato?
In secondo luogo credo che tutti siamo stati ampiamente richiamati alla fedeltà della preghiera, come fonte di sostegno per qualsiasi altra forma di fedeltà che possiamo vivere nei nostri giorni.
- Quale fedeltà della preghiera intendo offrire al Signore mentre ricomincia la vita più o meno normale?
- Anche in questo tempo di “non normalità” della vita, quale sapienza di preghiera guida i miei passi?
Entriamo così nella festa del Battesimo del Signore e disponiamoci a vivere con sapienza anche questo giorno, per dare degna conclusione a tutto il mistero di attesa e di celebrazione della venuta del Signore in mezzo a noi.