Domenica 10 gennaio

Battesimo del Signore

La festa del Battesimo del Signore può diventare, per noi, un’occasione preziosa per riflettere sul nostro Battesimo. Come vi scrivo anche sul notiziario della settimana, ci sono alcuni segni che mi lasciano particolarmente perplesso: anzitutto il progressivo venir meno di un Battesimo popolare. Sono ormai molte le coppie che decidono di non battezzare il proprio figlio. In secondo luogo lo scollamento tra la vita matrimoniale, la vita di famiglia e la vita di fede, così accade che anche moltissimi tra coloro che chiedono il Battesimo per il proprio figlio, non siano sposati “nel Signore” pur potendolo fare. Lo scollamento pratico tra la fede battesimale e la vita, per cui accade che uno “decida” se, come, quando e perché appartenere ad una comunità. Sono solamente alcune riflessioni iniziali per le quali io credo tutti dobbiamo domandarci:

  • Vale la pena di essere battezzati oggi?
  • Perché battezzare i bambini oggi?
  • Cosa significa chiedere il Battesimo e vivere da battezzati?

Isaia

Is 55, 4-7
Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti onora. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona»

Efesini

Ef 2, 13-22
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Vangelo

Mc 1, 7-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzare di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Un possibile significato

La questione più radicale che vorrei porre è proprio questa: cosa significa, oggi, essere battezzati? Dal momento che il Sacramento è sempre lo stesso ma, nelle diverse epoche storiche, è innegabile che ha assunto diversi significati e diversi modi di essere vissuto.

Essere battezzati significa vivere alla presenza di Dio. Chiedere il Battesimo significa donare ad un bambino la possibilità di comprendere che tutta la sua vita si svolgerà alla presenza di Dio. Essere battezzati o chiedere il Battesimo significa collocare la propria esistenza dentro un orizzonte di senso. Discorso che ci porta lontano da quella ritualità o da quel senso di festa che, oggi, va per la maggiore. Il Battesimo non è un rito di benedizione, e nemmeno un momento di festa, sebbene siamo tutti nella gioia quando celebriamo questo Sacramento. Il Battesimo è essere immersi nella Trinità, Dio vivo, che non abbandona, che sempre accompagna.

Immersi in Dio e in una fraternità di uomini e donne che collocano la propria esistenza nel medesimo orizzonte di senso. È il contenuto della seconda lettura che oggi abbiamo ascoltato e che è del tutto fondamentale in una riflessione seria sul Sacramento, sul modo di viverlo e di amministrarlo.

Con il Battesimo, come proseguiva la riflessione del Vangelo, noi siamo immersi nell’eternità di Dio e, quindi, siamo già partecipi ora della sua vita eterna. Immersi nel “per sempre di Dio”, noi siamo in cammino verso quella “eternità” che è la dimensione di Dio che diverrà attuale per ciascuno di noi dopo questa esistenza, attraverso il passaggio della nostra morte. L’eternità non è qualcosa che incomincerà dopo la nostra morte: noi siamo già inseriti in essa, come battezzati. Conosceremo quella verità che è l’eternità di Dio solo dopo la nostra morte, ma siamo già immersi in questo orizzonte di senso grazie al Battesimo che abbiamo ricevuto o che doniamo, come genitori o anche come comunità cristiana, a chi viene dopo di noi.

L’ elemento acqua

Un’ulteriore riflessione viene poi dall’elemento materia del Battesimo: l’acqua. Elemento che ci ricorda, al termine di queste feste legate al mistero della Incarnazione del Verbo, che la nostra fede non è solo un principio spirituale. Noi non viviamo solamente di cose spirituali, il cristianesimo non è una realtà di solo spirito. Il cristianesimo è incarnazione nella vita dell’uomo, è materia, è vita! L’acqua è la sorgente della vita! Il fonte battesimale è fonte di vita! L’acqua del fonte battesimale è l’acqua che ricorda l’acqua del Mar Rosso e del Giordano. Il popolo di Israele passando attraverso le acque aperte del Mar Rosso uscì dalla schiavitù dell’Egitto e passando attraverso il Giordano che pure prodigiosamente si aprì, entrò nella terra della promessa, la terra della libertà. Così è per il credente. Immergendosi nell’acqua del fonte, ogni anima si immerge nella morte di Cristo e risorge per la libertà.

In che cosa consiste la libertà del cristiano? Nel giocare la propria vita nella direzione dei comandamenti, espressione dell’amore di Dio perché la libertà dell’uomo abbia uno scopo preciso e non si perda nel nulla dell’inconsistenza umana. Ecco cosa ci dice l’acqua, elemento materiale, che si unisce alla parola che il Sacerdote, a nome di Dio, proclama. Nessuno si battezza da sé. Tutti siamo battezzati nella fede della Chiesa e le parole del Sacerdote sono le parole di Cristo che incorpora a sé.

La professione di fede

Altro orizzonte di senso è dato dalla professione di fede. Il triplice “rinuncio” che anche noi diremo tra poco, come pure il triplice “credo” che ripeteremo, è solo una versione, un’espressione del rito per dire che noi vogliamo rinunciare a ciò che si oppone a Dio per aderire a ciò che viene da Dio. I primi cristiani, quando venivano interrogati: “volete rinunciare alle pompe del demonio?”, capivano benissimo che ci si riferiva ad un modo di intendere la vita che non era per i cristiani. Un modo di intendere la vita fatto di soprusi, di prevaricazioni, un modo di pensare l’esistenza dell’uomo dividendo tra la vita di chi ha potere e conta e la vita di chi non ha potere, non ha visibilità e, per questo non conta nulla, tanto che poteva vedere persino la sua stessa vita cancellata con la violenza. I cristiani rinunciavano a questo modo di vedere le cose, di interpretare la vita, scegliendo Cristo e cioè professando che la vita di ogni uomo è un valore e conta, va salvaguardata e non sprecata. Da qui tutte le implicazioni morali: se la mia vita è di Cristo allora la spendo in modo tale che la mia libertà vada nella direzione di Cristo. È questo un altro orizzonte di senso nel quale collocano la vita coloro che ricevono il Battesimo. Detta in termini moderni, il battezzato è chiamato a rinunciare a quella “way of life” che, in ogni secolo, esprime una mentalità che offende Dio e, per questo, offende l’uomo. Il battezzato, in ogni tempo, aderisce a quella mentalità che loda Dio e, per questo, realizza l’uomo e tutto ciò che è umano.

In una comunità

Il Battezzato, è, ancora, un uomo che entra in una comunità. Non è un camminatore solitario, è uno che si inserisce in una tradizione. Fondato sul fondamento degli apostoli, aderisce a quel popolo di Dio che sempre, in ogni tempo, in ogni luogo, realizza la promessa di Dio. Quella in base alla quale nessun uomo è mai solo, ma sempre pensato in una fraternità che diventa “compagnia”. Compagnia di uomini che vuole godere della compagnia di Dio e che, per questo, cammina umilmente con Cristo nella storia.

L’orizzonte di senso nel quale il Battesimo immette ogni anima è ora completo: creati da Dio, si comprende di non essere mai soli, ma si chiede di essere immersi in quell’eternità di Dio che è dono già per il tempo presente e che lo sarà anche per il futuro, per la vita dopo la morte, verso la quale, ora, camminiamo nella speranza.

Per noi:

    • È già così per noi?
    • Viviamo così il nostro Battesimo?
    • Percepiamo che la domanda giusta da farci è quella dell’orizzonte di senso nel quale collocare la nostra esistenza?
    • Comprendiamo che il nostro modo di essere, la nostra “way of life” deve essere differente per esprimere la novità cristiana?

    Il cuore della trattazione odierna è tutto qui. O noi percepiremo che il cristianesimo non è né un insieme di idee né una morale ma un modo di vivere fraterno e rivolto a Dio, o non usciremo affatto da quella situazione difficile per la fede nella quale ci troviamo. Spingo tutti a cercare proprio in questo orizzonte di senso l’origine ma anche la forza del proprio battesimo. Esorto tutti a verificare il proprio modo di intendere la vita, per verificare se, per caso, non è che anche noi viviamo in modo non cristiano, mettendo poi celebrazione di riti in una vita che è lontana da Dio. Questo offenderebbe la nostra intelligenza e la nostra libertà, prima ancora che il Signore! Questo potrebbe essere anche lo spazio della nostra conversione!

    Così come esorto genitori, nonni, padrini a capire che il Battesimo per un figlio va richiesto se vogliamo immettere quest’anima in un possibile orizzonte di senso. L’obiezione riprodotta da molti che decidono di non battezzare il proprio figlio e che si esprime con la formula: “quando sarà grande deciderà cosa fare”, rivela tutta la sua inconsistenza. È possibile generare vita senza poi darle un orizzonte di senso? Io credo di no! Come cristiani dobbiamo dire no! Non è possibile! Ecco perché, se siamo cristiani, battezzeremo i nostri figli! Per dare quell’orizzonte di senso senza il quale sarebbe assurda la stessa vita!

    Scopriamo di nuovo il significato di questo sacramento! Cammineremo verso la felicità e la pienezza della vita!

2021-01-08T14:52:25+01:00