Lunedì 09marzo

Settimana della seconda domenica di Quaresima – lunedì

Questa seconda settimana di quaresima è dedicata al secondo articolo del Credo, ovvero alla figura del Signore Gesù, nel quale crediamo e del quale proclamiamo l’incarnazione, la gloriosa passione e risurrezione, l’ascensione al cielo e il ritorno al Padre. Lasciamo che il testo del Vangelo ci aiuti a comprendere sempre meglio i misteri della vita di Cristo.

Vangelo

Mt 5, 27-30
✠ Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».

Che cosa rivela questa predicazione del Signore rispetto alla sua identità? Io credo che questa predicazione riveli, anzitutto, come il Figlio di Dio vuole educare i nostri desideri. Gesù, nel mistero dell’incarnazione, ha assunto la nostra carne, ovvero la nostra natura, quindi il nostro modo di pensare, di vivere, ma anche i nostri desideri, il nostro modo di avvertire i sentimenti, in una parola ha assunto tutto il nostro modo di essere. Sulla dinamica del desiderio Gesù è molto preciso. Egli sa bene che quello che il nostro cuore desidera è ciò che la nostra vita, le nostre forze, il nostro pensiero, la nostra volontà, cercherà di avere, cercherà di realizzare. Che cosa ha desiderato Gesù? Gesù ha desiderato rivelare il volto del Padre: tutto il suo ministero è rivelazione della misericordia di Dio. Anche questa pagina, nella quale Gesù non intende assolutamente mortificare i desideri dell’uomo: piuttosto insegna a dare ordine a quei desideri del cuore che rischiano di essere disordinati. Egli sa bene che i desideri disordinati del cuore non permettono di vedere il volto di Dio, non permettono di incontrare la sua misericordia e il suo amore. Ecco il senso del richiamo del Signore: se anche tu entri in quel desiderio di Cristo che è quello di vedere il volto del Padre, allora educhi il tuo desiderio. Gesù ha desiderato compiere la volontà del Padre: tutta la sua vita è dedicata a questo. Anche la preghiera che Gesù insegna ha, nel suo centro, nel suo cuore, il desiderio di insegnare a compiere ogni giorno la volontà di Dio. Riesce in questo intento solamente chi educa il proprio desiderio e impara a desiderare solo Dio e le cose di Dio. Esattamente come Gesù, che, pur non rinnegando nulla di ciò che è umano, educa il proprio desiderio perché sia sempre secondo il Padre. Gesù ha desiderato portare tutti alla salvezza che viene da Dio Padre: gli ultimi giorni della quaresima e i riti della settimana santa ci mostreranno proprio questo volto del Signore: il volto di chi desidera portare a tutti la salvezza di Dio, ultimo atto di rivelazione di quella misericordia e di quella salvezza del Padre che ogni altro atto del ministero ha rivelato. Il desiderio dell’uomo dovrebbe essere quello di accogliere questa salvezza. Tutti gli altri desideri dovrebbero andare in questa direzione. Se i desideri dell’uomo si oppongono a questa rivelazione, rischiano di allontanare l’anima dalla salvezza eterna. Gesù, con questa predicazione, insegna a tutti gli uomini che educare il proprio desiderio significa conoscere Dio sempre meglio ed avvicinarsi alla salvezza che viene da Lui.

Genesi

17, 1b-8
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Io sono Dio l’Onnipotente: cammina davanti a me e sii integro. Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò molto, molto numeroso». Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: «Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni. Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abramo, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò. E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. La terra dove sei forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio».

Che cosa può desiderare un uomo che sta invecchiando e che da molti anni vive accanto alla moglie con fedeltà, se non il dono di un figlio? Questo desiderio che è secondo Dio, che è piena realizzazione della volontà del Padre, che è desiderio umano ma, al tempo stesso, desiderio purificato dalla fede che Abramo vive, è il terreno fecondo dell’incontro tra Dio e il patriarca. Nella realizzazione miracolosa di questo desiderio c’è tutta la vicinanza di Dio ad Abramo, ma anche tutta la gioia di Abramo nel sentire che Dio manterrà fede alla sua promessa. Il desiderio dell’uomo, purificato dalla fede, diventa realtà.

Proverbi

5, 1-13
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, fa’ attenzione alla mia sapienza e porgi l’orecchio alla mia intelligenza, perché tu possa conservare le mie riflessioni e le tue labbra custodiscano la scienza. Veramente le labbra di una straniera stillano miele, e più viscida dell’olio è la sua bocca; ma alla fine ella è amara come assenzio, pungente come spada a doppio taglio. I suoi piedi scendono verso la morte, i suoi passi conducono al regno dei morti, perché ella non bada alla via della vita, i suoi sentieri si smarriscono e non se ne rende conto. Ora, figli, ascoltatemi e non allontanatevi dalle parole della mia bocca. Tieni lontano da lei il tuo cammino e non avvicinarti alla porta della sua casa, per non mettere in balìa di altri il tuo onore e i tuoi anni alla mercé di un uomo crudele, perché non si sazino dei tuoi beni gli estranei, e le tue fatiche non finiscano in casa di uno sconosciuto e tu non debba gemere alla fine, quando deperiranno il tuo corpo e la tua carne, e tu debba dire: «Perché mai ho odiato l’istruzione e il mio cuore ha disprezzato la correzione? Non ho ascoltato la voce dei miei maestri, non ho prestato orecchio a chi m’istruiva».

Il libro dei Proverbi insegna che dove il desiderio dell’uomo è desiderio umano, senza misura, smodato, senza regole – come è il desiderio che nasce quando manca il controllo delle emozioni e dei sentimenti – esso porta lontano da Dio, perverte il cuore dell’uomo, diventa attraente nell’immediato, ma lascia senza alcuna eredità chi lo insegue senza porsi alcuna domanda.

In preghiera

Signore Gesù Cristo, aiutaci a conoscere i nostri sentimenti e a dare ordine alle emozioni che sono dentro di noi. Aiutaci a comprendere che solo desiderando Te, unico e sommo bene, si hanno anche tutte le altre cose importanti per la vita, mentre, senza di Te, tutto è perduto. Insegnaci che solo chi desidera la volontà del Padre realizza la propria vocazione che è vocazione alla felicità, alla pace, alla gioia.

Esame di coscienza

  • Che cosa desidero per la mia vita?
  • Sono capace di dare un ordine interiore ai miei sentimenti e alle mie emozioni?
  • Cosa significa, per me, cercare di compiere la volontà di Dio nella mia vita, alla luce del mistero di Cristo?
2020-03-07T21:03:01+01:00