Mercoledì 09 marzo

Settimana della 1 domenica di quaresima – mercoledì 

La paura di sostenere il confronto

Sostenere un confronto è una capacità da acquisire. Molto spesso si ha paura di sostenere il confronto. Come Caino e Abele.

La Parola di Dio per questo giorno

GENESI 4, 1-16
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo. Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai». Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello? ». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

SALMO Sal 118 (119), 9-16

Pietà di me, o Dio; purificami con la tua parola.

Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. R

Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti. R

Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze. R

Voglio meditare i tuoi precetti,
considerare le tue vie.
Nei tuoi decreti è la mia delizia,
non dimenticherò la tua parola. R

PROVERBI 3, 19-26
Lettura del libro dei Proverbi

Il Signore ha fondato la terra con sapienza, ha consolidato i cieli con intelligenza; con la sua scienza si aprirono gli abissi e le nubi stillano rugiada. Figlio mio, custodisci il consiglio e la riflessione né mai si allontanino dai tuoi occhi: saranno vita per te e ornamento per il tuo collo. Allora camminerai sicuro per la tua strada e il tuo piede non inciamperà. Quando ti coricherai, non avrai paura; ti coricherai e il tuo sonno sarà dolce. Non temerai per uno spavento improvviso, né per la rovina degli empi quando essa verrà, perché il Signore sarà la tua sicurezza e preserverà il tuo piede dal laccio.

VANGELO Mt 5, 17-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Genesi

Con grande finezza il testo biblico ci fa comprendere che è difficile sostenere il confronto che nasce dalle differenze che la vita porta con sé. Caino e Abele. Due fratelli, due modi diversi di vivere la vita, due modi diversi di concepire la fede. Due mondi che avrebbero potuto completarsi l’uno con l’altro. Sarebbe bastata quella “custodia” l’uno per l’altro, che è già essa stessa un antidoto contro qualsiasi paura. Eppure, come ci dice l’autore biblico, questo comporta fatica. Così, spesso, si preferisce l’eliminazione dell’altro alla fatica della custodia. Eliminazione dalla mente, dal cuore, dai pensieri. Eliminazione verbale, eliminazione con i gesti ma, non di rado, anche eliminazione fisica. Così è di Caino che stende la propria mano contro Abele, fingendo poi di non essere omicida. Ma, agli occhi di Dio, qualsiasi eliminazione, sia quella dei pensieri, che quella verbale, che quella fisica, è comunque un male. L’uomo è creato per la custodia, non per l’eliminazione. Custodia come quella che Dio dispone per tutti gli uomini, anche per l’omicida Caino. Anch’egli merita di vivere, lui che ha sottratto la vita al fratello. Merita di vivere perché è sempre possibile la conversione. Dio è maestro dell’attendere.

Vangelo

A contrastare questa paura anche l’insegnamento del Vangelo. Si esce dalla paura di sostenere il confronto, quando si impara ad “essere grandi”. Non certo secondo il criterio della società, spesso imposto all’uomo, ma secondo il criterio della fede. Si è grandi quando si comprende che “non passerà un solo trattino della legge senza che tutto sia compiuto”. Il rispetto dell’altro passa anche per il rispetto della legge, non solo quella di Dio, ma anche quella dell’uomo. La legge, infatti, viene data all’uomo perché egli diventi “grande” con il rispetto dell’altro che altro non è che una forma di quella “custodia” che ci ha proposto il libro della Genesi. “Chi osserverà i precetti della legge e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato grande nel regno dei cieli”. Vero obiettivo del credente è questa grandezza spirituale che fa avvicinare un’anima al regno dei cieli, cioè al Signore Gesù. Percorso difficile e complesso, non privo di ostacoli, eppure l’unico percorso possibile se si vuole tendere alla santità che la Quaresima propone.

Noi e la paura di sostenere il confronto

Penso soprattutto ai giovani. Il mondo dei giovani, ma anche il mondo degli adulti, è tutto un mondo di confronti. Ci si confronta sulle capacità personali, sull’abbigliamento, sul modo di essere, sul modo di vivere. Tutti i canali social propongono questo: un infinito confronto con l’altro, così che, in qualsiasi situazione, a casa come ad un ristorante, al lavoro come in vacanza o nel tempo libero, uno possa esibire sé stesso per confrontarsi con gli altri. Così molti credono che si possa vincere la paura di questo confronto rilanciando sempre in avanti, oppure eliminando l’altro. Magari anche solo nei contatti! Eppure, sempre di eliminazione si tratta. La Scrittura ci sta dicendo, invece, che solo l’arte della custodia è rimedio contro questa paura. Solo dall’arte del custodire la propria vita per custodire la vita dell’altro nasce il superamento di quella paura che porta a visioni sbagliate di sé stessi, degli altri, del mondo.

Per uscire dalla paura

Per uscire da questa paura occorre entrare nell’arte del prendersi cura e dedicarsi alla custodia.

Di sé stessi: la Quaresima è il tempo opportuno per prendersi cura non già del corpo, ma dell’anima. Che altro dicono gli inviti al digiuno, alla penitenza, alla rinuncia, se non che è necessario prendersi cura dell’anima anche attraverso segni particolari del corpo?

Degli altri: che altro dice l’impegno di carità che possiamo vivere a favore degli altri? Che altro ci dice l’impegno possibile a favore di progetti nobili se non questo? Anche attraverso la rinuncia a qualcosa, anche attraverso la generosa condivisione dei beni passa la cura e la custodia dell’altro.

Di Dio: che altro dice l’invito alla spiritualità proprio di questo tempo, se non questo?

Esercizio quaresimale

  • Di chi mi prendo cura?
  • Come so “custodire il fratello”?
  • Sono un’anima che è rispettosa di tutto e di tutti?
  • Rispetto il “diritto di Dio”?
  • Quale proposito sto facendo per prendermi cura della mia anima? Quale rinuncia vivrò questa prima settimana di Quaresima?

Proposito quaresimale

Mi impegno a prendermi cura di una persona, in casa o fuori casa. Una persona concreta, di cui conosco bene il nome, la vita, gli interessi, il ruolo. Mi prendo cura di questa persona a partire dalla preghiera di intercessione.

2022-04-14T08:12:41+02:00