Sabato 09 settembre

Settimana della 1° domenica dopo il martirio – sabato 

Introduzione

Come sempre il sabato ha un tema proprio nelle Scritture. Questo sabato ha un tema facilmente riconoscibile che io indicherei in questa sintesi: l’alternativa credente.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 11, 7-15
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Davvero i vostri occhi hanno visto le grandi cose che il Signore ha operato. Osserverete dunque tutti i comandi che oggi vi do, perché siate forti e possiate conquistare la terra che state per invadere al fine di possederla, e perché restiate a lungo nel paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri e alla loro discendenza: terra dove scorrono latte e miele. Certamente la terra in cui stai per entrare per prenderne possesso non è come la terra d’Egitto, da cui siete usciti e dove gettavi il tuo seme e poi lo irrigavi con il tuo piede, come fosse un orto di erbaggi; ma la terra che andate a prendere in possesso è una terra di monti e di valli, beve l’acqua della pioggia che viene dal cielo: è una terra della quale il Signore, tuo Dio, ha cura e sulla quale si posano sempre gli occhi del Signore, tuo Dio, dal principio dell’anno sino alla fine. Ora, se obbedirete diligentemente ai comandi che oggi vi do, amando il Signore, vostro Dio, e servendolo con tutto il cuore e con tutta l’anima, io darò alla vostra terra la pioggia al suo tempo: la pioggia d’autunno e la pioggia di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo frumento, il tuo vino e il tuo olio. Darò anche erba al tuo campo per il tuo bestiame. Tu mangerai e ti sazierai».

SALMO Sal 94 (95)

Venite, acclamiamo al Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R

Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

EPISTOLA Fil 2, 12-18
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.

VANGELO Mt 19, 27-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele».

Deuteronomio

Come vive l’uomo? Può vivere in modo tale da interpretare tutto ciò che riesce a fare come sua propria capacità. Oppure l’uomo può vivere in perenne rendimento di grazie a Dio e scoprendo che le cose necessarie alla vita, nascono sempre dall’amore di Dio. Anche quando sono il prodotto del lavoro dell’uomo, in fondo esse provengono dall’amore di Dio che ha acceso, negli uomini che le hanno realizzate, determinati doni di grazia, determinati carismi. I figli di Israele sono invitati a non fare come gli altri popoli, a non pensare che tutto sia prodotto della loro attività, bravura, attenzione, ma che tutto sia dono di Dio. Per questo l’invito costante è a pregare in senso di ringraziamento e in senso di affidamento per le cose della vita.

Filippesi

È San Paolo a dire che il cristiano ha un motivo ancora più evidente per non comportarsi come tutti gli altri uomini. A motivo della speranza della vita eterna che è depositata dentro di lui e a motivo dell’imitazione di Cristo che sempre il cristiano deve attuare, è chiaro che il credente non si comporta come gli altri uomini. C’è una differenza del credente che non significa affatto mettersi in uno stato di superiorità sugli altri e che comporta una differenza pratica di comportamento che si deve vedere, perché tutti comprendano che il credente ha un motivo interiore, spirituale, di fede molto solido che lo spinge a comportarsi in modo assolutamente differente dagli atri. Senza il riferimento a Cristo e senza la speranza cristiana nel cuore, sarebbe impossibile comportarsi in modo diverso rispetto a quello che tutti gli uomini attuano.

Vangelo

La domanda che i discepoli si fanno, quando Gesù insegna loro queste cose, è molto concreta, molto pratica: “Cosa avremo in cambio?”. Che bene deriva dal comportarsi in modo diverso da tutti? Cosa ci guadagna la vita di un uomo ad essere ispirata ai valori del Vangelo? Perché mai occorrerebbe fare tanta fatica e perché non si può vivere come tutti, senza darsi troppo pensiero delle cose? Risponde il Signore: è in vista della comunione con Lui che un uomo può scegliere questo criterio di vita da attuare nella propria esistenza. È in vista dell’eternità beata che uno sceglie di vivere andando controcorrente e sfidando quasi gli altri che vivono, pensano, agiscono in un modo assolutamente diverso. Chi non ha fede non ha speranza di vita eterna, può vivere come vuole. Chi ha la speranza della vita eterna, non abbandona mai ciò che Cristo ha depositato nel profondo del suo cuore. Egli vivrà sempre alla luce di quella alternativa cristiana che diventa la ragione della sua vita.

Provocazioni per proseguire il cammino

Viviamo questa alternativa cristiana?

Credo che questo insegnamento della Parola di Dio e più in particolare del Vangelo, sia più che mai urgente per ciascuno di noi. Oggi la testimonianza che ci chiede il mondo è più che mai una testimonianza di autorevolezza, di forza, di fiducia che è possibile dare solamente quando si è radicati in Cristo e solamente quando si vuole davvero essere testimoni della fede. Oggi non serve essere cristiani nel senso di fare delle opere buone e basta. Ci sono molti uomini buoni nel mondo, anche al di là delle fedi. Ci sono uomini e donne che compiono il bene senza essere cristiani e il bene è sempre bene! Va valorizzato certamente! Ma non si può ridurre il cristianesimo ad un generico “buonismo”. Il cristianesimo è per chi ha incontrato Cristo, è per chi ha nel cuore la sua forza, è per chi si lascia attirare da Lui nell’eternità che è lo sperimentare, in atto, quella comunione con Dio che, nella vita, nel corso del tempo, si può provare in molti modi diversi che però non saranno mai né esaustivi né definitivi. Solo quando formeremo questa comunità coesa, unita a Cristo, capace di radicare le cose in lui, saremo quella Chiesa in grado di attirare, di convertire, di fare in modo che molti si interroghino sul perché delle cose.

Invito alla preghiera

Vi invito a pregare e ad iniziare questo anno pastorale perché tutti possiamo vivere alla luce di quella alternativa cristiana senza la quale perde senso la speranza alla quale siamo stati chiamati.

2023-09-08T22:39:06+02:00