Settimana della 3 domenica di avvento – martedì
La spiritualità di questo giorno
Dopo la festa solenne dell’Immacolata riprendiamo il cammino della quarta settimana di Avvento. Le Scritture profetiche e il Vangelo potrebbero essere uniti oggi nel titolo che do a questa meditazione: “Questione di identità”.
La Parola di questo giorno
EZECHIELE 16, 1. 3a-3b. 44-47. 57b-63
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Ecco, tutti quelli che usano proverbi diranno di te: “Quale la madre, tale la figlia”. Tu sei degna figlia di tua madre, che ha abbandonato il marito e i suoi figli: tu sei sorella delle tue sorelle, che hanno abbandonato il marito e i loro figli. Vostra madre era un’Ittita e vostro padre un Amorreo. Tua sorella maggiore è Samaria, che con le sue figlie abita alla tua sinistra. Tua sorella più piccola è Sòdoma, che con le sue figlie abita alla tua destra. Tu non soltanto hai seguito la loro condotta e agito secondo i loro costumi abominevoli, ma come se ciò fosse stato troppo poco, ti sei comportata peggio di loro in tutta la tua condotta. Perché ora tu sei disprezzata dalle figlie di Aram e da tutte le figlie dei Filistei che sono intorno a te, le quali ti deridono da ogni parte? Tu stai scontando la tua scelleratezza e i tuoi abomini. Oracolo del Signore Dio. Poiché così dice il Signore Dio: Io ho ricambiato a te quello che hai fatto tu, perché hai disprezzato il giuramento infrangendo l’alleanza. Ma io mi ricorderò dell’alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza e stabilirò con te un’alleanza eterna. Allora ricorderai la tua condotta e ne sarai confusa, quando riceverai le tue sorelle maggiori insieme a quelle più piccole, che io darò a te per figlie, ma non in forza della tua alleanza. Io stabilirò la mia alleanza con te e tu saprai che io sono il Signore, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto». Oracolo del Signore Dio.
SALMO Sal 79 (80)
Guarda dal cielo, o Dio, e visita questa vigna.
Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse. R
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.
O Dio, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. R
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R
Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R
PROFETI Os 1, 6 – 2, 2
Lettura del profeta Osea
In quei giorni. La donna concepì di nuovo e partorì una figlia e il Signore disse a Osea: «Chiamala Non-amata, perché non amerò più la casa d’Israele, non li perdonerò più. Invece io amerò la casa di Giuda e li salverò nel Signore, loro Dio; non li salverò con l’arco, con la spada, con la guerra, né con cavalli o cavalieri». Quando ebbe svezzato Nonamata, Gomer concepì e partorì un figlio. E il Signore disse a Osea: «Chiamalo Non-popolo-mio, perché voi non siete popolo mio e io per voi non sono. Il numero degli Israeliti sarà come la sabbia del mare, che non si può misurare né contare. E avverrà che invece di dire loro: “Voi non siete popolo mio”, si dirà loro: “Siete figli del Dio vivente”. I figli di Giuda e i figli d’Israele si riuniranno insieme, si daranno un unico capo e saliranno dalla terra, perché grande sarà il giorno di Izreèl!».
VANGELO Mt 19, 23-30
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
La Scrittura
Quale la madre, tale la figlia…
Voi siete figli del Dio vivente…
Molti degli ultimi saranno i primi…
Il tema dell’identità è stato sentito molto fortemente da Israele. L’antico popolo di Dio offre molte riflessioni – tra cui le due pagine dei profeti che abbiamo ascoltato oggi – che cercano di riflettere su questo tema.
Anzitutto la risposta di Ezechiele, sempre molto complessa. Ezechiele insiste nel dire che l’identità del popolo di Dio è l’identità di un solo soggetto peccatore. Il ricordo proposto era per tutti i tentativi di Israele di liberarsi di Dio, quasi che il peccato del popolo stesso fosse simile al comportamento di una sola donna. Tale l’immagine che il profeta utilizza. Una donna non in grado di essere fedele, una donna che infrange il patto nuziale con il suo sposo, una donna incapace di curare i suoi figli, una donna incapace di prendere sul serio i doveri della sua condizione e di essere guida ferma e credibile della sua famiglia. Il profeta così deride Israele. Chiamato ad essere popolo alleato di Dio, si è trasformato in donna infedele. Ecco la vera identità del popolo tutto. Ovviamente l’immagine e la forza delle parole che il profeta utilizza devono servire da denuncia. Una denuncia volta non solo a smascherare il peccato di tutti, ma a riprendere il cammino di alleanza con Dio. Lo sentivamo sul finire della lettura che il vero scopo di questa denuncia è far incontrare la vera identità di Dio a tutti. La vera identità di Dio è l’identità di colui che perdona tutto quello che è stato fatto. Una lettura complessa e forte ma, come vediamo, piena di verità e di speranza.
Così è anche nella lettura del profeta Osea, il profeta che parla dell’amore appassionato di Dio per il suo popolo. Ebbene, Dio è come colui che deve chiamare la propria figlia “Non amata”, o il proprio figlio “Non mio popolo”. È un controsenso! Eppure è quello che è stato chiesto a Dio! Il profeta immagina che sia tutto il popolo di Israele ad aver provocato così tanto Dio da mettere sulla bocca di Dio stesso queste parole terribili. Anche Osea denuncia l’identità di un popolo che si è pervertito: da popolo amato, da popolo eletto, si è trasformato in un “non popolo”. Parole terribili e fortissime che denunciano la perversione totale di ciò che Dio ha messo all’origine. Anche questa lettura è però piena di speranza, perché il profeta annuncia il tempo in cui, proprio grazie all’intervento di Dio, il popolo tornerà al suo Dio e comprenderà il segreto della sua identità.
Anche il Vangelo ci dona di riflettere e di far lavorare la nostra coscienza su questo tema: chi è il discepolo? È uno che ha lasciato tutto per amore di Cristo. Ma il suo atto, la sua libertà che si è messa in gioco, non sarà senza ricompensa. Anzi, Gesù dice apertamente che questa sarà per sempre l’identità del credente, in ogni tempo. Ad ogni credente che avrà perseverato nella ricerca di Dio è promessa una ricompensa; anche gli ultimi in ordine cronologico potranno avere la stessa ricompensa che già ora brilla in coloro che vengono riconosciuti come santi, amici di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Potremmo anche trasformare il titolo di questa meditazione in domanda per noi: chi sono io?
Qual è il segreto della mia identità? Credo che tutti noi abbiamo già dedicato del tempo, magari anche in altre stagioni della vita, a farci questa domanda. Così come abbiamo vissuto il nostro percorso di crescita, anche interiore, cercando di costruirci la nostra identità. L’identità che abbiamo voluto assumere o che ci è stato permesso di avere anche dagli eventi della vita così come si sono susseguiti. Se questo è vero per la nostra esistenza, è però altrettanto vero anche per le realtà dello spirito. Noi tutti abbiamo anche una identità come credenti. Qual è la nostra identità? Esattamente quella di cui ci hanno parlato i profeti. Anche noi, come tutti gli uomini, di ieri, di oggi, di sempre, siamo dei peccatori. È bene che sostiamo su questa identità e che ci fermiamo a comprenderla fino in fondo. Credo che tutti, chi più chi meno, non ci riteniamo, poi, dei grandi peccatori. Siamo dei “peccatori normali”, gente che sì ha dei peccati sulla coscienza, ma che non è poi così peccatrice. Questa visione delle cose sminuisce molto il senso del peccato. La denuncia dei profeti, fatta con le parole forti che abbiamo sentito, ci ricorda, invece, che noi tutti siamo peccatori. La nostra identità non finisce qui. Noi non solo siamo dei peccatori, ma siamo peccatori perdonati, come diceva sempre la visione dei profeti ma come ci dice con maggior evidenza il Vangelo. Noi che facciamo scelte di fede, noi che viviamo anche alcune fatiche del cammino di fede, siamo peccatori che sempre vengono perdonati e che sempre possono sperimentare la grazia di Dio in atto nelle loro vite. È per questo che la nostra identità ci candida ad essere anche tra coloro che riceveranno il centuplo. Centuplo che, come ci dice sempre il Vangelo, non è per questo tempo, ma è per la vita eterna. Così noi tutti dovremmo vivere questa vita in riferimento costante alla vita eterna, che è il bene ultimo e sommo verso il quale dovremmo dirigere il nostro sguardo e la nostra attenzione. Ecco chi siamo!
Vi propongo, oggi, di sostare a lungo sul segreto della nostra identità, senza sminuire il nostro essere peccatori ma senza perderci in esso.
Confidando sulla misericordia di Dio ma senza approfittarci di essa.
Ricordando che ciascuno di noi è chiamato, mentre perfeziona la costruzione della propria identità, a incamminarsi verso quel centuplo che è benedizione e fine della nostra vita.
Perchè la Parola dimori in noi
- Quale identità mi sono costruito?
- Quale la mia identità di credente?
- Il centuplo promesso da Cristo rimane, per me, un richiamo e fonte di ispirazione per i miei giorni?