Domenica 10 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – Domenica – Madonna del Rosario

Per introdurci

Che cosa chiedere alla Madonna del Rosario che vogliamo venerare come patrona di tutti i credenti?

Cosa vogliamo affidare alla sua preziosa e materna intercessione?

Quale gesto di fede vogliamo vivere oggi, insieme?

Sono come sempre le scritture a darci la risposta e a guidare il cammino di questo giorno del Signore e di questa settimana.

Isaia

Is 45, 20-24a
Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Radunatevi e venite, avvicinatevi tutti insieme, superstiti delle nazioni! Non comprendono quelli che portano un loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare. Raccontate, presentate le prove, consigliatevi pure insieme! Chi ha fatto sentire ciò da molto tempo e chi l’ha raccontato fin da allora? Non sono forse io, il Signore? Fuori di me non c’è altro dio; un dio giusto e salvatore non c’è all’infuori di me. Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra, perché io sono Dio, non ce n’è altri. Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la giustizia, una parola che non torna indietro: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. Si dirà: “Solo nel Signore si trovano giustizia e potenza!”».

Efesini

Ef 2, 5c-13
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.

Vangelo

Ef 2, 5c-13
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.

Isaia

“Volgetevi a me e sarete salvi”. La prima risposta che mi sembra di trovare nel percorso delle scritture sacre di questa domenica è proprio quella che viene dal profeta Isaia. Egli si rivolge al popolo di Israele che ha avuto momenti di grande tentazione e anche di grande deviazione rispetto alla legge di Dio. È un popolo che si è lasciato tentare da altri idoli, da altre religioni. Il profeta, parlando a nome di Dio domanda: chi vi dà salvezza? Chi vi tratta come vi tratta Dio? Ed ecco la risposta: non c’è nessuno che tratti come Dio, non c’è alcuna realtà che possa permettere all’uomo di trovare quella pace e quella gioia che solo il Signore può dare. Ecco allora l’invito fatto a nome di Dio: “volgetevi a me e sarete salvi!”. È il profeta che spera in un ritorno di fede a parlare. È il profeta che propone un ritorno della fede a parlare. È il profeta che è sicuro che l’uomo girovaga con il suo cuore inquieto, da sempre, nella diverse proposte spirituali che gli sono offerte, ma, prima o poi, è quasi obbligato a comprendere che la fede nel solo vero Dio è quella che salva. È il profeta che quasi supplica l’uomo perché si accorga dell’amore di Dio, senza il quale nulla può esistere.

Efesini

Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo”. Una seconda risposta viene dalla lettera agli Efesini. Noi dobbiamo avere chiara la nostra identità: siamo uomini e donne creati ad immagine di Dio. Come dobbiamo anche avere chiara la nostra missione: noi siamo creati perché imparassimo a praticare le opere buone che sono alla nostra portata e nelle quali dobbiamo distinguerci. Da che cosa si capisce se siamo credenti? Dalle “opere buone” che sono state predisposte perché noi le praticassimo! È questa una risposta bellissima perché dice qual è, in concreto, il compito di tutti gli uomini di fede: vivere il tempo come un’occasione che ci viene donata per praticare il bene che possiamo. Questo è quello che ci salva! Questo è quello che ci deve stare a cuore ogni giorno.

Viceversa chi è senza Dio, vive alla giornata e non è capace di avere alcun orizzonte di bene nel quale collocare le opere buone che pure può compiere il non credente. Ma, soprattutto, coloro che non collocano le proprie opere buone in un orizzonte di vita eterna, non può avere alcuna speranza. La speranza nasce quando sappiamo che le nostre opere buone sono custodite in Dio, autore di ogni bene e fondamento di ogni cosa buona.

Vangelo

“Andate anche voi nella mia vigna”. Infine, una terza risposta, viene proprio dal Vangelo della vigna che ci ricorda come ciascuno, in qualche modo misterioso, è chiamato a fare qualcosa nella vigna del Signore, cioè per l’opera del “regno di Dio”. Ciascuno ha, cioè, un compito. Un compito unico, che solo lui può assolvere. Ci sono uomini che sono nella vigna del Signore fin dalla prima ora, ci sono persone che arrivano dopo e ci sono persone che arrivano solo alla fine della vita a capire quale era il loro compito per la ricerca e la custodia del bene di tutti nella vigna del Signore. A Dio non interessa il tempo nel quale arriviamo a questa consapevolezza. Piuttosto interessa che siamo pronti a riconoscere i segni del suo passaggio nella nostra vita e siamo pronti ad accoglierlo, portando a compimento quello che solo noi possiamo fare. Il salario è uguale per tutti, dal momento che Cristo promette la vita eterna a tutti coloro che fanno qualcosa in ordine al regno, senza alcuna distinzione o differenza. Anche chi sarà arrivato tardi a capire la bellezza di Dio e del lavoro nella sua vigna, riceverà quanto hanno ricevuto i discepoli della prima ora! Essere nella vigna e stare nella vigna significa diventare capaci di arricchire l’umanità con la nostra presenza; non vivere da egoisti pensando solo a noi stessi; aprirci alle istanze degli altri; comprendere che siamo popolo di Dio e pellegrini con il resto dell’umanità e, quindi, non perdendo la nostra identità, aprirci alle istanze di carità che sempre il tempo porta con sé.

Per noi

Tre risposte molto precise per noi che, oggi, diventano tre suppliche che vogliamo rimettere nelle mani di Maria della quale concludiamo la festa gloriosa chiamandola con il nome di Madonna del Rosario.

Anzitutto dobbiamo chiedere a Maria di renderci persuasi che, lontano da Dio, non c’è alcun bene! Dobbiamo dire, attraverso l’intercessione di Maria, che senza Dio non c’è alcun bene. Siamo qui per questo e nel pomeriggio usciremo con la statua della nostra Madonna, per dire che senza Dio, senza Maria, non c’è vita di fede e la nostra esistenza si appiattisce, si rammollisce. Supplichiamo la Madonna del Rosario per tutti quegli uomini e quelle donne, per tutti i ragazzi e le ragazze, per tutti i nostri concittadini che hanno perso il senso di Dio, il senso della fede e che non riescono a comprendere quella ricerca di amore che Dio ha pensato anche per loro. Supplichiamo la Vergine Maria che riaccenda la fede nei loro cuori.

Maria, tu che vedi nel cuore di ciascuno, riavvicina le strade di molti a quella del Figlio tuo. Tu che sei pronta a sostenere il cammino di fede di chi l’ha perduta, intercedi per tutti coloro che vivono immersi nelle cose della vita senza nessuna luce di speranza e senza alcuno sguardo sul futuro. Tu che sei pietosa per chi è solo e senza Dio, intercedi per noi!

Siamo qui per dire che noi ci riconosciamo cristiani perché, nel nome di Dio, vogliamo praticare quelle buone opere che sono alla nostra portata.

Madonna Vergine del Rosario. Tu che sostieni il cammino degli uomini, apri il cuore di tutti a vedere il bene, a riconoscere il bene, a discernere il bene perché ciascuno possa fare il bene che è alla sua portata. Tu che sei stata operosa e sollecita nel nome di Dio, rendi tutti i cristiani solleciti e premurosi nel nome dell’unico Padre. Donaci di non voltarci mai dall’altra parte e di saper investire il nostro tempo proprio per coloro che hanno poco e che attendono la consolazione di qualcuno.

Siamo qui per dire che, senza andare nella vigna del Signore, non si va da nessuna parte. Ci sembra di fare chissà che cosa, ci sembra di avere in mano chissà che cosa ma, poi, tutti, dobbiamo ricrederci e dobbiamo constatare che il progetto di vita di chi non costruisce sui valori della fede, risulta non solo illusorio, ma anche privo di ogni consistenza.

Maria Vergine del Rosario, invita tutti noi a lavorare nella vigna del Signore. Fai in modo che tutti noi presenti possiamo essere, a nostra volta, invito per chi vive con noi, per chi ci vede, per chi è chiamato a vivere questo nostro tempo come una promessa di benedizione sul futuro. Maria, tu che vedi e saggi il cuore di ciascuno, parla al cuore di chi ha sempre 1000 resistenze, parla al cuore di chi è lontano da Dio con tenerezza di madre, convinci tu tutti che senza essere nella vigna del Signore si perde la vita.

Maria Vergine del Rosario, ti affidiamo, in modo particolare in questo anno voluto dal Papa tutte le nostre famiglie. Le famiglie dove si è in salute e quelle dove si vive la malattia; le famiglie dove si è uniti a condurci e quelle dove c’è divisione, incomprensione, disperazione. Le famiglie dove c’è la fede e dove si respira il mistero di Dio  e quelle ormai senza Dio. Le famiglie promettenti che guardano al futuro con speranza e quelle che si sono ridotte a lumicino e sono ormai verso una fine ineluttabile. Le famiglie giovani con le loro fragilità ma anche con le loro intuizioni e le famiglie antiche con solidità di tradizioni ma anche con le loro lentezze e preclusioni.

Maria Vergine del Rosario, ti affidiamo anche le famiglie degli stranieri, di coloro che sono venuti a Cassano e che abitano con noi la città: aiutaci ad essere interpreti dei loro bisogni e ad essere pronti a condividere le bellezze e le ricchezze che portano tra noi.

Maria Vergine del Rosario passa tra noi, benedici tutti, attira tutti al cuore del tuo unico Figlio Gesù. Così sia!

 

2021-10-08T19:03:09+02:00