lunedì 10 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – lunedì 

Entriamo nell’ultima settimana dopo il martirio, settimana che ci introduce alla festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale. Questa settimana ricorrono la memoria di San Giovanni XXIII il cui ricordo è ancora molto vivo nei più anziani e, sabato, la memoria di Santa Teresa d’Avila. Lasciamo che la Parola di Dio ci ispiri intenzioni di preghiera per questi giorni.

Il tema del giorno

La fede sincera

La Parola di Dio per questo giorno

EPISTOLA 2Tm 2, 16-26
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, evita le chiacchiere vuote e perverse, perché spingono sempre più all’empietà quelli che le fanno; la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena. Fra questi vi sono Imeneo e Filèto, i quali hanno deviato dalla verità, sostenendo che la risurrezione è già avvenuta e così sconvolgono la fede di alcuni. Tuttavia le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e ancora: «Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore». In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di argilla; alcuni per usi nobili, altri per usi spregevoli. Chi si manterrà puro da queste cose, sarà come un vaso nobile, santificato, utile al padrone di casa, pronto per ogni opera buona. Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro. Evita inoltre le discussioni sciocche e da ignoranti, sapendo che provocano litigi. Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, capace di insegnare, paziente, dolce nel rimproverare quelli che gli si mettono contro, nella speranza che Dio conceda loro di convertirsi, perché riconoscano la verità e rientrino in se stessi, liberandosi dal laccio del diavolo, che li tiene prigionieri perché facciano la sua volontà.

SALMO Sal 85 (86)

Mostrami, Signore, la tua via.

Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.
Fra gli dèi nessuno è come te, Signore,
e non c’è nulla come le tue opere. R

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. R

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
e darò gloria al tuo nome per sempre. R

O Dio, gli arroganti contro di me sono insorti
e una banda di prepotenti insidia la mia vita,
non pongono te davanti ai loro occhi.
Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà. R

VANGELO Lc 21, 5-9
 Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Vangelo

Normalmente siamo soliti ascoltare queste pagine “apocalittiche” nei primi giorni di Avvento. Possiamo capirle se partiamo dal contesto nel quale sono state pronunciate. C’è gente, o meglio, ci sono credenti che si stanno compiacendo del tempio, delle sue costruzioni, delle sue bellezze, delle sue ricchezze, della sua arte. Gesù passa oltre tutte queste cose. Non sono certo le pietre che interessano a Dio! Dio è in cerca di anime! Le pietre possono essere utili all’anima, ma non hanno valore in sé! Se le belle costruzioni servono per catturare le anime e condurle a Dio, esse hanno raggiunto il loro scopo! Ma guai se esse rimangono solo un valore fine a sé stesso! Perderebbero del tutto la loro legittimità, il loro valore! La raccomandazione vale anche per noi. Noi italiani, soprattutto, ci vantiamo dell’immenso patrimonio artistico che è nel nostro Paese, la maggior parte del quale è di natura sacra, essendo stata la Chiesa la grande committente soprattutto del Rinascimento. Eppure se tutto quello che abbiamo a disposizione, se la grande bellezza di cui siamo destinatari, non accendono in noi il senso della fede, l’amore per Dio, una viva carità, rischiamo di essere immersi in un museo fine a sé stesso! Ecco perché dobbiamo essere molto attenti a come lasciamo che i grandi messaggi della fede entrino in noi!

Timoteo

Questa preoccupazione era anche in San Paolo che, ricordandoci anche i nomi di alcune persone, intende farci capire che, nella comunità cristiana, la ricerca della fede autentica e sincera è sempre avversata. Il riferimento della lettera è molteplice. Abbiamo questi due personaggi, Imeneo e Fileto che, con il loro operato, hanno turbato la comunità, deviando dalla fede. Ma abbiamo anche il riferimento a tante persone che non vengono citate, persone comuni, persone semplici, che si perdono in chiacchiere, disturbando così la vita della comunità intera. Abbiamo poi chi si perde nelle passioni, diceva ancora l’apostolo. Anche costoro danno cattiva prova della loro fede e sminuiscono il senso di fede della comunità stessa. Sono costoro coloro che rischiano di avere un comportamento scandaloso, ovvero sono costoro quelli che falsificano la grazia del Battesimo con il loro comportamento. Paolo invita a guardarsi da loro, per non cadere nel loro stesso errore e non rischiare di rovinare non solo il proprio percorso personale, ma quello di tutta la comunità che, vedendo il cattivo esempio, potrebbe perdere la propria fede.

Intenzioni di preghiera

Raccolgo da queste letture alcune intenzioni.

  1. Preghiamo per noi, perché sappiamo raccogliere gli inviti alla fede e alla preghiera del nostro tempo. Come dicevo potrebbe essere che anche noi ci perdiamo in tante cose, inseguiamo la grande bellezza di cui siamo depositari ma non accediamo alla fede! Quante persone visitano luoghi di fede! Quante poche persone escono da questi luoghi con un messaggio di fede! Preghiamo perché le provocazioni e le testimonianze artistiche e culturali del nostro tempo sappiano spronare tanti ad un vivo desiderio di conoscere Dio.
  2. Preghiamo per la nostra comunità. Come in tutte le comunità cristiane, anche tra noi sono presenti il pettegolezzo che rovina la vita comune, la disattenzione ai cammini l’uno dell’altro che rende povero il cammino comune, qualche comportamento di scandalo che ferisce i deboli… tutte cose che fanno parte del vivere della Chiesa fin dalle sue origini e che non sono passate nel corso del tempo! Preghiamo perché stiamo attenti noi per primi a come parliamo, a cosa facciamo, per non rovinare il cammino comune. Chiediamo un grande senso di appartenenza e un grande senso di responsabilità nel cammino comunitario. Questo è quello che ci deve stare maggiormente a cuore.
  3. Preghiamo per avere più fede. Chiediamo al Signore di poter costruire, nella comunità di cui facciamo parte, un piccolo gregge di persone che credono davvero, che cercano davvero di testimoniare la propria vita di fede. Il resto serve a poco!

Ricordiamoci di questi moniti e preghiamo così come la Parola ci suggerisce.

2022-10-07T08:37:45+02:00