Ultima settimana dell’anno liturgico – lunedì
La spiritualità di questo giorno
Entriamo nell’ultima settimana dell’anno liturgico. San Leone Magno, san Martino di Tours, San Giosafat sono i grandi santi di questa settimana. A parte la memoria di San Martino, che ha un lezionario proprio, non si interromperà mai la lettura dell’Apocalisse e dei testi del Vangelo di Matteo previsti dalla liturgia.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 19, 6-10
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
In quel giorno. Udii come una voce di una folla immensa, simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano: «Alleluia! Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l’Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta: le fu data una veste di lino puro e splendente». La veste di lino sono le opere giuste dei santi. Allora l’angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!». Poi aggiunse: «Queste parole di Dio sono vere». Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo, ma egli mi disse: «Guàrdati bene dal farlo! Io sono servo con te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. È Dio che devi adorare. Infatti la testimonianza di Gesù è lo Spirito di profezia».
SALMO Sal 148
I cieli e la terra cantano la gloria di Dio.
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere. R
I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le ragazze,
i vecchi insieme ai bambini
lodino il nome del Signore. R
Perché solo il suo nome è sublime:
la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
Ha accresciuto la potenza del suo popolo.
Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d’Israele, popolo a lui vicino. R
VANGELO Mt 24, 42-44
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Vangelo
Il Vangelo di oggi è un invito alla vigilanza, come si capisce bene anche da una semplice lettura. Invito alla vigilanza nelle cose della vita, per essere vigilanti rispetto alla grande attesa: quella dell’incontro con Dio. Vigilare sulle cose del tempo significa vigilare sulle opere che si possono compiere, perché siano opere che nascono dall’amore e siano opere piene di amore. Questo è l’unico modo per prepararsi a quell’ultimo grande e atteso incontro: quello con la misericordia di Dio nel giorno della salvezza.
Apocalisse
Il testo dell’Apocalisse ci aiuta a riflettere ulteriormente. Anzitutto ecco il canto di tutti coloro che sono per sempre nel mistero di Dio Padre e che potranno cantare: “Ha preso possesso del suo Regno il Signore, il nostro Dio, l’Onnipotente”. Parole forti che indicano come l’eternità sia mistero di comunione. Entrano nella comunione con Dio tutti i giusti della storia. Entrano nella comunione con Dio tutti coloro che hanno preso parte alle vicende della vita con amore. Infatti subito dopo San Giovanni ci ricordava che le opere dei santi sono le opere che rimangono per sempre, come attestato presso Dio di ciò che un uomo, mosso dall’amore, è stato in grado di operare. L’eternità è sempre dono di Dio, dono della sua misericordia, dono del suo amore. Le opere, tuttavia, non sono ininfluenti. Le opere buone compiute nel nome di Cristo, per amore di Cristo, mentre si è rivolti a Dio Padre, sono opere che immettono in questo mistero e che aiutano ad entrare nella contemplazione di Dio. Dunque si partecipa al mistero di Dio per suo amore, per sua gratuità ma anche avvicinandosi al Mistero con le opere buone che si compiono nel nome di Lui.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che, mentre siamo molto abituati a riflettere sul tema delle opere buone, siamo meno disposti a riflettere sul tempo dell’eternità nella quale diventano fisse tutte le cose. La nostra esperienza, d’altronde, è esperienza delle cose che, nel tempo, mutano tutte. La nostra esperienza ci mette di fronte alle cose che non sono mai fisse e definitive. Ogni cosa ha la sua evoluzione, ogni realtà ha i suoi mutamenti, ogni realtà è fatta per cambiare. L’eternità no! Essendo fuori dagli schemi temporali, è una realtà che rimane in eterno e nella quale tutto si fissa nell’amore di Dio in modo cristallino e puro. La pagina dell’Apocalisse dovrebbe proprio aprirci a questa contemplazione e dovrebbe farci gustare già fin d’ora quella condizione nella quale ogni cosa ha il suo posto, il suo ordine che non può essere più sconvolto da nulla. È una contemplazione di bellezza, di amore, di pienezza, di immutabilità verso la quale dovremmo tutti sentirci attratti. Insieme alla considerazione della costante e visibile presenza di Dio, che non deve essere più cercato perché tutte le cose saranno in Lui e Lui brillerà in tutte le cose. In questa settimana, che ci porta verso un nuovo Avvento, penso che sia determinante e fondamentale ragionare in questo modo e immetterci, pian piano, in questa considerazione del valore delle cose e del tempo stesso.
Maria e i grandi santi che onoriamo in questi giorni ci aiutino ad entrare in questa logica, loro che sono nell’amore immenso di Dio.