sabato 10 settembre

Settimana della 1 domenica dopo il martirio – sabato

Il tema del giorno

La capacità di far nascere il regno di Dio in sé.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Dt 11, 18-24
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Porrete nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai seduto in casa tua e quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai; le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte, perché siano numerosi i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, come i giorni del cielo sopra la terra, nel paese che il Signore ha giurato ai vostri padri di dare loro. Certamente, se osserverete con impegno tutti questi comandi che vi do e li metterete in pratica, amando il Signore, vostro Dio, camminando in tutte le sue vie e tenendovi uniti a lui, il Signore scaccerà dinanzi a voi tutte quelle nazioni e voi v’impadronirete di nazioni più grandi e più potenti di voi. Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro: i vostri confini si estenderanno dal deserto al Libano, dal fiume, il fiume Eufrate, al mare occidentale».

SALMO Sal 94 (95)

Venite, adoriamo il Signore.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

EPISTOLA Ef 2, 11-18
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.

VANGELO Lc 17, 20-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. I farisei domandarono al Signore Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».

Vangelo

Quando viene il regno di Dio? Probabilmente, se facessimo circolare questa domanda, otterremmo risposte molto diverse, a seconda di quanto uno è “apocalittico”. Se uno è, per natura, un negativo, un catastrofista, non ci metterà molto a dire che ci sono tutti i segni per dire che Dio si è stancato di noi e che presto porrà fine al mondo. Se, al contrario, interpelliamo uno “di manica larga”, ci dirà che il regno di Dio verrà quando ci saremo convertiti tutti… in sostanza c’è tempo! Gesù cosa dice in proposito? Gesù dice una cosa molto semplice. Il regno di Dio nasce quando un’anima lo fa nascere in sé. Non occorre cercare visioni, interpretazioni, segni… non c’è da essere né dei catastrofisti né degli ingenui. Il regno di Dio nasce in un’anima che attende il Signore e quando c’è questo, c’è tutto, perché dove il Signore è presente con il suo amore, tutto il resto diventa assai relativo.

Deuteronomio

Di per sé l’insegnamento non è nuovo. Anche il Primo Testamento aveva insegnato ad un’anima a far nascere in lei la presenza di Dio. Quel richiamo costante all’alleanza, alla parola, alla legge, quei segni che dovevano essere apposti alle case, alle porte, alle finestre e su alcune parti del corpo, avrebbero dovuto ricordare al credente che tutto era perché Dio potesse nascere in un’anima. Aver trasformato questi segni da richiamo a segno scaramantico, ha ucciso la fede. Gesù ne sarà pienamente consapevole e richiamerà spesso l’uso degli ebrei di appendere piccoli rotoli della Scrittura alle diverse parti del corpo o della casa, proprio per richiamare l’invito a far nascere in noi la presenza di Dio.

Efesini

Con forza San Paolo richiamava che il “regno di Dio”, ovvero il sentimento della fede, non nasce quando ci sono dei segni esteriori che lo attestano, ma quando il cuore vigila. Uno non è ebreo per i segni di appartenenza al popolo ebraico, se, poi, vive in modo contrario ai figli di Israele. Provocazione che Paolo utilizza per dire che uno non è cristiano se partecipa ai riti dei cristiani ma il suo cuore è profondamente lontano da Dio. Dio nasce dove un cuore lo ricerca, al di là dei segni di appartenenza. Dio è felice quando uno lo accoglie, anche senza ancora appartenere ad un’esperienza particolare. Così, poi, richiamava anche che uno fa nascere il regno di Dio in sé quando accoglie Gesù Cristo. Fino a quando c’è un’appartenenza solo formale alla fede, alla Chiesa, a qualsivoglia altra esperienza, serve a poco o a nulla.

Intenzioni di preghiera

Continua l’esercizio di trovare intenzioni di preghiera dalla Parola di Dio.

  1. Preghiamo per imparare a far nascere il regno di Dio in noi. Il rischio di avere segni ma senza fede lo corriamo tutti. Di fatto noi vediamo continuamente come ci siano persone di formazione cristiana che non vivono il cristianesimo. Sanno vivere dei segni, sanno avere alcune forme di partecipazione liturgica, ma, poi, manca la vita comunitaria, manca una fede professata personalmente, manca tutto quel contesto che porta a dire che queste anime sono credenti. Il “regno di Dio”, senza giudicare, non è ancora nato in loro! Ma attenzione, perché noi tutti potremmo essere così! Anzi, l’essere immersi in molte manifestazioni di fede, non ci è di aiuto e potrebbe anche diventare un ostacolo. Preghiamo perché noi per primi sappiamo far nascere il regno di Dio in noi e sappiamo custodirlo. Preghiamo perché noi per primi sappiamo essere di esempio ad altri, curando davvero che la nostra anima sappia sempre far nascere la presenza del Signore non solo a parole.
  2. Preghiamo per saper valorizzare i segni della fede. Siamo pieni di segni di fede: crocifissi, icone, immagini sacre di vario genere e tipo. Eppure siamo lontano dal vivere i richiami di fede che essi propongono. Diamo questi segni anche ai più giovani in svariati momenti di vita, ma rimangono segni muti. “Cose” che appendiamo, portiamo al collo, appoggiamo su un sostegno in casa… senza lasciare che il loro valore giunga alla nostra coscienza. Preghiamo perché impariamo a valorizzare i segni di fede come richiamo alla vita costantemente conforme a Cristo.
  3. Preghiamo perché Cristo nasca in noi. Siamo all’inizio dell’anno pastorale, abbiamo appena invocato la presenza della Beata Vergine Maria tra noi per iniziare bene questo nuovo percorso, cerchiamo di far vivere proprio dentro di noi la presenza di Cristo.

Iniziano settimane importanti per la nostra comunità: saluto a chi va, accoglienza a chi viene, ritrovo di vecchi amici… preghiamo anche perché queste occasioni che abbiamo siano davvero occasioni di fede, di ritrovo, di accoglienza vera. Maria nascente, ancora, ci benedica e ci protegga.

2022-09-01T14:33:15+02:00