Sabato 11 aprile

Pasqua nella Risurrezione del Signore

Vangelo

Mt 28,1-7
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».

Carissimo Angelo della Pasqua,

forse anche tu sei tra i personaggi minori di questa “Pasqua minore”, come l’abbiamo chiamata. Non sappiamo come ti chiami, sappiamo solo che sei stato visto presso la tomba vuota, anzi, secondo San Matteo, ti sei messo a sedere sulla pietra che chiudeva la tomba, quella che fu sbalzata via dal terremoto. Hai atteso con pazienza l’arrivo delle donne. Hai atteso con pazienza che iniziasse quel giorno benedetto e santo che chiamiamo Pasqua.

Sappiamo che “il tuo aspetto era come la folgore e il tuo vestito bianco come la neve”. Davvero, scusami se te lo dico, tra il terremoto e il tuo nitore, un po’ di paura era ovvio che ci fosse per quelle donne che vennero al sepolcro al mattino presto di quel primo giorno della settimana che avrebbe cambiato per sempre il senso della storia.

Carissimo Angelo della Pasqua,

sappiamo che sei un angelo che parla, un angelo che dice: “voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui, è risorto come aveva detto”.

Sappiamo che sei un Angelo della pace, un Angelo che cerca di infondere coraggio, un Angelo che invita a cercare sempre Gesù. Così hai detto alle donne, quel giorno, così ripeti a noi in questa nostra “Pasqua minore.

Carissimo Angelo della Pasqua,

sappiamo anche che sei un Angelo che invia. “presto, andate a dire ai fratelli: è risorto dai morti e vi precede in Galilea, ecco io ve l’ho detto”.

Come se fosse cosa facile! Intanto già a credere che il Signore era risorto e che la tomba vuota era solo un segno. E poi pensare di nuovo alla Galilea, dove tutto era iniziato, pensare di andare a riprendere quella normalità ormai lontana anni, per ritrovare sé stessi, il Signore risorto e, in Lui, il senso della propria vita. Caro Angelo, scusa ma mi metto proprio dalla parte delle donne che hanno fatto fatica a capire, come penso che tu stesso abbia intuito. Penso anche che quel giorno tu ti sia messo proprio dalla loro parte ed abbia sostenuto i loro passi prima verso Gerusalemme, per il primo annuncio, e, poi, verso quella Galilea della normalità della vita verso la quale le hai indirizzate. Loro e i loro fratelli.

Carissimo Angelo della Pasqua,

anche noi, quest’anno, assomigliamo proprio alle donne che vanno al sepolcro. Eccoci qui, ancora una volta soli, in questa nostra comunità. Solo noi sacerdoti e pochi ministranti che ci hanno permesso di portare, giusto per alleviare un po’ la tristezza di un rito senza musica, o senza voci per le letture. Tu hai avuto pazienza. Tu hai aspettato. Dona a noi, Angelo Santo della Pasqua, un po’ della tua pazienza, che a noi sembra di non averne più. Veniamo da settimane difficili, nelle quali abbiamo mutato tutto d’un tratto ogni nostra abitudine e ogni nostra condizione di vita. Sentiamo il peso di questa situazione. Donaci quella pazienza che è necessaria per arrivare fino in fondo a tutto questo percorso. Donaci la grazia di sperare e di credere che anche da questo fatto arriverà quel bene che Dio non dimentica mai di distribuire ai suoi figli.

Carissimo Angelo della Pasqua,

tu hai invitato le donne a continuare a cercare Gesù: donaci il gusto della ricerca del volto di Cristo. Sai, forse queste settimane sono già servite a molti per una quaresima più intensa e più vera, una quaresima dell’essenziale. Ma molti non hanno usato questo tempo liberato per cercare il volto del Signore. Anzi, si sono persi nell’ozio, nella pigrizia, nelle difficoltà di una relazione forzata con le persone di casa o nella difficoltà della condivisione del medesimo spazio per un tempo prolungato. Angelo della Pasqua, insegnaci che una vita che non cerca Cristo, è una vita senza senso. Angelo della Pasqua, aiutaci a capire che ci sono delle realtà che possono anche essere assunte come un segno e come un richiamo. Forse questa situazione che viviamo, è davvero un richiamo del Signore a trovare in Lui e non in altro il senso dei giorni e della vita.

Carissimo Angelo della Pasqua,

tu hai invitato le donne ad andare in Galilea, verso la normalità della loro esistenza, verso quel luogo della quotidianità dove tutto era iniziato. Molto spesso ci siamo lamentati della nostra quotidianità e della nostra routine e, adesso, non sapremmo più cosa fare e cosa dire per ritrovarla! Aiutaci a ritrovare la nostra normalità di vita e ad apprezzarla. Non permettere, però, che l’ansia di un recupero ci faccia ributtare a capofitto nelle cose che abbiamo perduto. Insegnaci che il valore della quotidianità diventa veramente tale se è illuminato dalla fede e se diventa ricerca di Cristo. È di questo che abbiamo bisogno, per non tornare alla vita di sempre senza aver appreso nulla da questo stop forzato che ancora stiamo vivendo.

Carissimo Angelo della Pasqua,

tu hai fatto il custode ad una tomba vuota. Le nostre tombe sono piene. Noi e molti altri ben più di noi, hanno dovuto accompagnare alla sepoltura persone care. Mi ha molto colpito e addolorato il dover vedere che alcuni hanno dovuto trasmettere ai propri cari la benedizione funebre con telefono perché volevano far sentire vicino anche chi era costretto ad una quarantena, o bloccato in un ospedale. È stato davvero molto difficile per tutti, caro Angelo della Pasqua, ed ora queste persone hanno bisogno della consolazione che viene da Dio e della speranza che viene dalla risurrezione di Cristo. Non abbandonarle, Angelo della Pasqua.

Carissimo Angelo della Pasqua,

sappiamo che nella Trinità non si vive di riti. Si vive già nella Verità. Noi, invece, abbiamo anche bisogno dei riti, della fraternità che viene dal trovarsi nel nome di Cristo. Angelo della Pasqua, abbiamo realmente bisogno di riaprire le nostre chiese e di radunare la nostra gente. Abbiamo bisogno di coinvolgere di nuovo tutti i fedeli e forse anche di più nella scoperta della tomba vuota di Cristo, che è il cardine fondamentale della fede. Angelo della Pasqua, ottienici la grazia di poterci presto radunare di nuovo nel nome del Signore.

Carissimo Angelo della Pasqua,

a te affidiamo la nostra preghiera. Portala al Risorto perché Lui sia sempre con noi!

E così sia!

2020-04-13T00:24:02+02:00