Lunedì 11 maggio

Settimana della quinta domenica di Pasqua – Lunedì

Anche in questa settimana del mese di maggio, mentre vogliamo continuare l’impegno che il Vescovo ci lascia, e cioè quello di cercare spunti per continuare a seguire il Signore in questo tempo dedicato tutto alla risurrezione del Signore, vogliamo anche continuare a celebrare il mistero di Maria, la Madre. Avremo poi la festa della Madonna di Fatima, quella di San Mattia e, per concludere, la memoria di san Luigi Orione, che, un tempo, aveva anche una sede della congregazione delle suore da lui fondate in città.

Vangelo

Gv 8, 21-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù disse ai Giudei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Voi morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire”. Sono parole difficili del Signore. Vediamo di renderle un poco più accessibili. Intanto la prima parte: “dove vado io voi non potete venire”. Nel corso del suo ministero, Gesù ha fatto più volte riferimento alla sua Pasqua, alla sua crocifissione e alla sua risurrezione. Il “non poter andare con lui” è riferito proprio a questi eventi. Nessuno può comprendere se non è attirato dal Padre, aveva più volte predicato il Signore Gesù. Con queste parole Egli cerca di istruire non solo i discepoli, ma tutti coloro che lo stanno ascoltando, per comprendere che solo la fede è la via per conoscere il Padre e per tornare a Lui. Al di fuori di questa vita, che è anche via di riconciliazione con Dio, non c’è salvezza. Detto con le parole di Gesù, fuori dalla via della fede che è via di conversione e di ritorno al Padre, “il peccato rimane”, cioè permane quella lontananza da Dio che non permette di vedere il suo volto. Quello che chiede Gesù è, quindi, un’autentica conversione del cuore, per comprendere la sua parola, per seguire la sua rivelazione, per essere perdonati rispetto ai propri peccati e per essere, un giorno, partecipi della sua gloria. Discorso difficile, quello del Signore, che molti non sono in grado di capire dal momento che preferiscono non cimentarsi in discorsi così difficili e profondi.

Atti

At 21, 17-34
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente. Il giorno dopo Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi; c’erano anche tutti gli anziani. Dopo aver rivolto loro il saluto, si mise a raccontare nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo del suo ministero. Come ebbero ascoltato, davano gloria a Dio; poi dissero a Paolo: «Tu vedi, fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e sono tutti osservanti della Legge. Ora, hanno sentito dire di te che insegni a tutti i Giudei sparsi tra i pagani di abbandonare Mosè, dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non seguire più le usanze tradizionali. Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato. Fa’ dunque quanto ti diciamo. Vi sono fra noi quattro uomini che hanno fatto un voto. Prendili con te, compi la purificazione insieme a loro e paga tu per loro perché si facciano radere il capo. Così tutti verranno a sapere che non c’è nulla di vero in quello che hanno sentito dire, ma che invece anche tu ti comporti bene, osservando la Legge. Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso e abbiamo loro scritto che si tengano lontani dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalle unioni illegittime ». Allora Paolo prese con sé quegli uomini e, il giorno seguente, fatta insieme a loro la purificazione, entrò nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata presentata l’offerta per ciascuno di loro. Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d’Asia, come lo videro nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando: «Uomini d’Israele, aiuto! Questo è l’uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la Legge e contro questo luogo; ora ha perfino introdotto dei Greci nel tempio e ha profanato questo luogo santo!». Avevano infatti veduto poco prima Tròfimo di Èfeso in sua compagnia per la città, e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio. Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse. Afferrarono Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio e subito furono chiuse le porte. Stavano già cercando di ucciderlo, quando fu riferito al comandante della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione. Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso di loro. Costoro, alla vista del comandante e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo. Allora il comandante si avvicinò, lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto si informava chi fosse e che cosa avesse fatto. Tra la folla però chi gridava una cosa, chi un’altra. Non riuscendo ad accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.

Come, del resto, ci mostrava anche la pagina degli Atti. Nella prima chiesa il confronto tra coloro che provenivano al cristianesimo essendo stati Giudei rispetto a coloro che aderivano alla Chiesa provenendo dal paganesimo, è stato davvero profondo e ha rischiato anche di dividere i credenti in opposte fazioni. Lo abbiamo sentito narrare da San Luca, che ci ha ben descritto anche il confronto tra Paolo, l’apostolo dei gentili che sta portando molti alla conversione dal mondo greco e Giacomo, che, invece è il garante di coloro che provengono dal giudaismo. Il confronto è intenso, profondo. Gli apostoli cercano di farsi raccontare ciò che avviene, per comprendere come la grazia di Dio stia operando in loro e nella chiesa che sta sorgendo.

Non tutto avviene in maniera così pacifica e serena, perché gli animi di alcuni, sempre pronti ad infervorarsi, subito generano tumulti e, addirittura, vorrebbero uccidere Paolo, solo “per sentito dire”, senza aver indagato, come invece hanno fatto gli apostoli, sulle ragioni e sui frutti della missione. Potremmo dire che, invece di interessarsi di ciò che Dio opera nella potenza della risurrezione, gli animi della gente di Gerusalemme si infervorano sulle persone e, incuranti di ciò che è già accaduto nella storia di Cristo, continuano a condannare e vorrebbero mettere a morte nel nome di Dio o meglio di quelle tradizioni religiose che essi stessi si sono costruiti.

Ad Jesum per Mariam:

Con queste risposte della scrittura, penso che possiamo rileggere quella litania che dice:

  • Vas spirituale: Maria è in effetti “vaso spirituale”. Lei che ha avuto la capacità di rileggere ogni cosa della vita grazie alla illuminazione che lo Spirito le aveva donato. Questa litania può però essere applicata a Giacomo e alla Chiesa di Gerusalemme, che compie il medesimo discernimento ed insegna a noi a fare altrettanto, se non si vuol vivere di “sentito dire” o di tradizioni.
  • Vas honorabile: Maria è come un vaso a cui si deve onore. È un’immagine bella, che possiamo applicare anche alla prima chiesa. Noi rileggiamo gli eventi della chiesa antica e siamo ammirati, perché hanno avuto capacità di discernimento i cui frutti giungono fino a noi.
  • Vas insigne devotionis: noi stiamo esprimendo devozione per la Vergine, ma anche per la Chiesa, di cui siamo figli e pietre vive.

Non perdiamo l’occasione di continuare a credere, e di continuare a convertirci nel nome del Signore.

2020-05-08T16:37:46+02:00