Domenica 11 luglio

Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – Domenica

Per introdurci

  • Siamo sicuri che Dio è per noi?
  • Cosa significa che Dio è “dalla nostra parte?”.

Domande che, come sempre, sono messe nel cuore dell’uomo dalla Parola di Dio.

Giosuè

Gs 10, 6-15
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Gli uomini di Gàbaon inviarono questa richiesta a Giosuè, all’accampamento di Gàlgala: «Da’ una mano ai tuoi servi! Vieni presto da noi a salvarci e aiutaci, perché si sono alleati contro di noi tutti i re degli Amorrei, che abitano le montagne». Allora Giosuè salì da Gàlgala con tutto l’esercito e i prodi guerrieri, e il Signore gli disse: «Non aver paura di loro, perché li consegno in mano tua: nessuno di loro resisterà davanti a te». Giosuè piombò su di loro all’improvviso, avendo marciato tutta la notte da Gàlgala. Il Signore li disperse davanti a Israele e inflisse loro una grande sconfitta a Gàbaon, li inseguì sulla via della salita di Bet-Oron e li batté fino ad Azekà e a Makkedà. Mentre essi fuggivano dinanzi a Israele ed erano alla discesa di Bet-Oron, il Signore lanciò dal cielo su di loro come grosse pietre fino ad Azekà e molti morirono. Morirono per le pietre della grandine più di quanti ne avessero uccisi gli Israeliti con la spada. Quando il Signore consegnò gli Amorrei in mano agli Israeliti, Giosuè parlò al Signore e disse alla presenza d’Israele: «Férmati, sole, su Gàbaon, luna, sulla valle di Àialon». Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici. Non è forse scritto nel libro del Giusto? Stette fermo il sole nel mezzo del cielo, non corse al tramonto un giorno intero. Né prima né poi vi fu giorno come quello, in cui il Signore ascoltò la voce d’un uomo, perché il Signore combatteva per Israele. Giosuè e tutto Israele ritornarono verso l’accampamento di Gàlgala.

Romani

Rm 8, 31b-39
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Vangelo

Gv 16, 33 – 17, 3
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo! ». Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo».

Giosuè

Una pagina difficile, quella di Giosuè. Come interpretare queste parole che hanno avuto grande parte nella storia della Chiesa, creando non pochi problemi? Davvero dovremmo ritenere che il Signore si è alleato di un uomo, Giosuè, contro altri uomini? E poi, come interpretare il senso di questa grandinata di pietre, che uccise più uomini di quanti non ne uccise l’esercito di Giosuè? Per non dire poi del celeberrimo: “fermati o sole!”.

Se vogliamo capire questa pagina del primo testamento dobbiamo anzitutto conoscere la storia. Gabaon è una città importante, fortificata, ben armata. Il suo re ha preferito non giungere allo scontro con gli ebrei e Giosuè, in premio di questa alleanza, ha promesso che verrà in aiuto a questa popolazione quando verrà attaccata. Così, quando i 5 re delle montagne si alleano tra loro per assediare Gabaon, ecco che Giosuè deve mantenere la promessa. In una notte, egli percorre i 30 Km che distanziano Gabaon da Galgala, dove egli si trova e si mette a combattere contro i 5 re delle montagne per aiutare Gabaon. La vittoria non fu semplice, ma arrivò. Ecco la storia. Cui si aggiunge l’interpretazione di fede. Come hanno fatto gli israeliti, numericamente assai inferiori agli eserciti dei 5 re a vincere? Come hanno fatto pochi uomini, non molto esperti di guerra, a combattere contro eserciti meglio formati ed equipaggiati del loro? Il popolo di Israele, che rilegge sempre la storia con gli occhi di Dio non ha dubbi: con l’aiuto di Dio. Israele capisce che Dio, che interviene sempre nella storia attraverso l’operato degli uomini, è intervenuto anche in quell’occasione. Ricordiamo poi che alcuni fenomeni atmosferici, come la grandine o come la pioggia violenta e torrenziale, erano interpretati come simbolo dell’ira di Dio contro coloro che avevano sbagliato. Ecco che quello che accadde durante quella battaglia venne preso come un segno del cielo. Un’interpretazione semplice, forse anche un poco ingenua, ma pienamente inserita nella fede e nella cultura del tempo.

Ciò che conta non è tanto il fatto storico in sé, ma l’interpretazione di fede che Israele dà a questo e ad ogni altro fatto della storia dell’uomo: solo Dio guida la storia degli uomini, solo Lui conosce il bene dell’uomo, solo a Dio conduce ogni singolo fatto della storia di ogni tempo, di ogni uomo, di ogni luogo. Non c’è quindi nessuna interpretazione scientifica da dare, non c’è nessuna volontà di intervenire su quello che poi, nella storia, è stato un grande pasticcio di interpretazione che ci insegna a non far mai dire alla Scrittura quello che la Scrittura stessa non dice e non vuole dire.

Vangelo

Piuttosto il compito del credente è quello di leggere tutto alla luce della rivelazione di Cristo, ed ecco, allora il Vangelo. Dio non prende certo la parte di un uomo contro l’altro e nemmeno utilizza quello che avviene nella storia per essere contro qualcuno. Piuttosto il Vangelo ci ricorda che ogni cosa è già stata vinta da Cristo nella sua passione, morte e risurrezione, il Vangelo, quindi, ci invita a guardare ogni cosa con gli occhi della fede e ad interpretare tutto ciò che avviene con gli occhi dell’amore che in Cristo viene riversato su tutta l’umanità. Anzi, il Vangelo oppone a chi parla di guerra e a chi vorrebbe risolvere con la forza le questioni difficili della vita degli uomini l’atteggiamento di Gesù, quell’atteggiamento che è non violenza, “passività”, se vogliamo, testimoniata con la sua morte di Croce. È una grande bestemmia il tirare Dio da una parte piuttosto che dall’altra, ci sta dicendo il Vangelo. Cristo, che ha vinto ogni peccato sulla Croce, invita l’uomo ad essere promotore di pace e di concordia seguendo il “suo” stile: lo stile di vita della non violenza, della comprensione, lo stile di vita di chi si dona per amore. È questo lo stile di vita del cristiano che tutti i battezzati dovrebbero sempre vivere, fare proprio, approfondire. Per evitare che, appunto, si collochi Dio da una parte o dall’altra tra i dissidi degli uomini, dimenticando che Dio è il Padre di tutti e che il mistero di Cristo salva ogni uomo. “Questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’unico vero Dio e colui che hai mandato: Gesù Cristo!”. Così San Giovanni afferma l’unicità di Dio e il suo essere presente nella storia come padre e redentore.

Romani

La riflessione più completa è quella di Paolo. Egli, come sempre, mette insieme quella che è la sua formazione, il suo modo di sentire, con la rivelazione cristiana. Paolo era stato educato a ritenere che Dio prendesse la parte dei giusti contro gli ingiusti che, poi, voleva dire la parte di Israele contro gli altri popoli. Solo nella conversione Paolo comprende che non è così, e che Dio opera sempre in favore dell’uomo, senza alcuna connotazione, specie di coloro che sono in qualsiasi genere di difficoltà, angustia, problema, errore. Ecco perché, contemplando il mistero pasquale del Signore, poteva scrivere: “se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”. Con un elenco di cose che consideriamo negative e che Paolo stesso ha sperimentato: “la fame, la nudità, il pericolo, la spada, la tribolazione, l’angoscia?”. Paolo comprende bene che queste realtà non sono tolte dalla vita del discepolo, anzi, spesso sono presenti in abbondanza proprio nella vita di chi si dedica, con amore, al Vangelo; ma proprio alla luce di Colui che ha vinto il mondo, il credente affronta tutte queste cose e sa di dover guardare a Cristo per sentirsi sostenuto proprio mentre affronta questo genere di battaglie e di difficoltà.

Nulla ci potrà separare dall’amore che è in Cristo Signore”, questa la verità della fede. Non esiste esperienza umana nella quale si possa incappare e che possa far dire ad un uomo: Dio non è vicino a me. Ecco la lezione spirituale fortissima e profondissima dell’Apostolo. Se non c’è nulla che ci possa distogliere dall’amicizia con Dio, allora non c’è niente che debba fermare la fede. Se Dio è sempre a favore dell’uomo, allora non c’è nulla da temere, nemmeno quando un uomo si pone contro un altro uomo, magari anche in forma armata. Dio prende su di sé anche il dolore degli uomini e accompagna coloro che vogliono credere alla sua rivelazione di amore. Se nulla ci può separare dall’amore di Dio, allora è possibile affrontare ogni cosa nel suo amore e nella sua grazia.

Per noi

Credo che questa domenica tutti dobbiamo metterci in una dimensione di ascolto forte. Perché tutti commettiamo l’errore di pensare che Dio debba prendere la nostra parte contro qualcun altro e, forse, non siamo nemmeno alieni dall’interpretare alcune cose che capitano nella nostra storia a nostro piacimento e a nostro vantaggio, quasi che trovassimo una certa compiacenza nel dire che Dio è con noi e non con qualcun altro o, peggio, contro i nostri avversari. La tentazione è unica, difficile da rimuovere, impossibile da dimenticare.  Quindi un primo richiamo: poniamo sempre molta attenzione a come interpretiamo i passi del primo testamento, perché nell’affermare che noi abbiamo, comunque, un’altra sensibilità, spesso gettiamo via anche quel contenuto spirituale che invece, rimane in eterno. Anche la lettura di Giosuè ci ha detto che, per chi crede, per chi ha fede, è sempre possibile sentire vicina la presenza di Dio.

  • Faccio questo e ritengo davvero che Dio mi sia vicino, al di là di quello che sento?

In secondo luogo vorrei che, nei prossimo giorni, tutti rileggessimo le parole dell’epistola, perché ci aiuta a capire che, davvero, Dio è per noi, Dio è vicino a noi, non esiste nessuna esperienza umana che ci possa separare da Dio. Soprattutto credo che questa lettura vada riletta nei momenti in cui sperimentiamo la malattia, nostra o di una persona amata, o la morte di qualche affetto che è caro a noi tutti.

  • Con quale spirito rileggiamo i momenti difficili della vita?
  • Percepiamo quel significato di fede che è dato anche per noi?

Infine vorrei che tutti ci domandassimo se siamo coscienti che il cristiano non è l’uomo a cui le tribolazioni vengono risparmiate. Lo ha detto il Signore stesso: chi lo avrebbe seguito, avrebbe avuto molte difficoltà e tribolazioni da superare. Il punto non è non provare queste cose, ma come le si affronta, e cioè se con lo Spirito del Risorto che ha vinto il mondo o con quello spirito da vittima che tutti ci portiamo un po’ sempre dentro quando capitano cose difficili da sopportare o da superare. Soprattutto dovremmo chiederci se prevale in noi quell’atteggiamento che ci porta ad essere ripiegati su noi stessi o se siamo in grado di aprirci alla contemplazione del cuore e della fede, che ci insegna che Dio è presente accanto a noi, ogni giorno, fino alla fine del mondo.

Mentre ringraziamo il Signore anche per la rivelazione di questa sua parola, mettiamoci dalla parte di chi vuole fare propri i gesti e le parole del Signore per vivere bene il tempo che Dio ci concederà sulla terra.

2021-07-09T09:17:31+02:00