Sabato 12 marzo

Settimana della 1 domenica di quaresima – Sabato

La misericordia di Dio

Ogni sabato di Quaresima, come ben sapete perché ho cercato di insegnarlo negli anni scorsi, ha un ordinamento di scritture particolare. È un itinerario che cerca di far recuperare la grazia del Battesimo perché in antico era il giorno che era utilizzato per la catechesi dei catecumeni, in vista del grande sabato “in traditione symboli”, quando ogni battezzando riceveva il credo in vista del proprio Battesimo. Vorrei che il sabato, a differenza dei giorni feriali nei quali riflettiamo sulla paura, servisse a farci conoscere la misericordia di Dio, in unione ad un atteggiamento spirituale che le Scritture ci propongono. Oggi la misericordia di Dio si unisce al tema della conoscenza di Dio.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Os 6, 4-6
Lettura del profeta Osea

Così dice il Signore Dio: «Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti».

SALMO Sal 111 (112)

Beato l’uomo che teme il Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre. R

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R

Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R

EPISTOLA Rm 13, 9b-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, qualsiasi altro comandamento si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.

VANGELO Mt 12, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Osea

“La conoscenza di Dio vale più degli olocausti”. È la frase finale della prima lettura. Il profeta osa ricordarci che conoscere la misericordia di Dio vale molto di più che offrire a Dio un culto fatto solo di esteriorità; non conosce Dio chi offre molti culti, chi vive di riti. Conosce Dio chi, avendo conosciuto la sua misericordia, sa praticare la misericordia, come attestato della propria conoscenza dell’Altissimo.

Vangelo

“Misericordia io voglio e non sacrifici”. Ecco il tema esplicito del Vangelo, dove il Signore non dice di disdegnare lodi, sacrifici, riti compiuti nel tempio di Gerusalemme con solennità. Il Signore dice che quelle realtà trovano il loro senso se plasmano il cuore dell’uomo alla misericordia verso gli altri uomini. Se il rito permette di incontrare la misericordia di Dio, se ogni rito permette di mettersi in comunione con Dio che ha misericordia di ogni uomo, allora il rito è accetto, gradito, compiuto. Se il rito è fine a sé stesso e non plasma il cuore dell’uomo per renderlo misericordioso, allora non serve a niente. Rito e vita non devono essere in contrapposizione. Una vera religione plasma il cuore dell’uomo alla bontà, alla dedizione, al dono di sé.

Romani

“La carità non fa alcun male al prossimo, pienezza della legge, infatti, è la carità”. Paolo riprende la predicazione del Signore e ne fa un richiamo morale. La legge di Jhwh Dio, portata al suo pieno compimento da Gesù Cristo, rivela pienamente che il vero contenuto della legge di Dio è l’amore. È alleato di Dio l’uomo che si sa mettere in discussione come uomo di carità. È alleato di Dio l’uomo che si dedica alle opere della luce. Ecco perché San Paolo poteva poi richiamare anche il credente della sua epoca e di tutti i tempi al buon uso del tempo. Il credente sa che il ritorno del Signore è sempre più vicino e, per questo, utilizza bene il tempo che gli viene donato. Sapendo bene che non c’è ora per la carità, perché tutto rimanda sempre all’amore, il cristiano vive il tempo che gli viene donato come occasione per fare del bene. Questo è il cuore della legge, dei profeti e del Vangelo stesso.

Per uscire dalla paura, la miseericordia

In questa settimana abbiamo riletto alcune paure che sono nel cuore dell’uomo e che possono essere anche nel nostro cuore:

  • La paura della solitudine
  • La paura di essere da meno
  • La paura di saper sostenere il confronto
  • La paura di non fare abbastanza

e abbiamo trovato, come antidoto alla paura,

  • La beatitudine dell’affidarsi a Dio e dell’essere operatori di pace
  • Il richiamo all’esemplarità
  • Il richiamo ad “essere grandi nel regno di Dio”
  • Il richiamo a spargere semi di bene.

Il tutto ci ha portato a dire, proprio oggi, che il pieno compimento di ogni cosa è la carità.

Esame di coscienza quaresimale

  • Come ho vissuto questa settimana?
  • Quale paura ho trovato nel mio cuore?
  • Quale rimedio alla paura già di fatto vivo? Quale dovrei vivere maggiormente?
  • Tra gli impegni che mi sono preso, quale mi è stato di maggiore aiuto?

Cerchiamo di vivere bene il richiamo alla penitenza già fin d’ora, in vista della confessione pasquale, a fine Quaresima.

2022-04-14T08:12:22+02:00