Settimana della 4 domenica di avvento – venerdì
La spiritualità di questo giorno
Fin dai tempi dell’esodo, Dio si definisce “Dio geloso”. Parola che, forse, ci mette tutti un po’ in imbarazzo. Ecco perché oggi vi propongo di riflettere proprio su questo tema: “Figli di un Dio geloso”.
La Parola di questo giorno
EZECHIELE 35, 1; 36, 1-7
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ora, figlio dell’uomo, profetizza ai monti d’Israele e di’: Monti d’Israele, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio: Poiché il nemico ha detto di voi: “Bene! I colli eterni sono diventati il nostro possesso”, ebbene, profetizza e annuncia: Così dice il Signore Dio: Poiché siete stati devastati, perseguitati dai vicini, resi possesso delle altre nazioni, e poiché siete stati fatti oggetto di maldicenza e d’insulto della gente, ebbene, monti d’Israele, udite la parola del Signore Dio: Così dice il Signore Dio ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli, alle rovine desolate e alle città deserte, che furono preda e scherno delle nazioni vicine: ebbene, così dice il Signore Dio: Sì, con gelosia ardente io parlo contro le altre nazioni e contro tutto Edom, che con il cuore colmo di gioia e l’animo pieno di disprezzo hanno fatto del mio paese il loro possesso per saccheggiarlo. Per questo profetizza alla terra d’Israele e annuncia ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli: Così dice il Signore Dio: Ecco, io parlo con gelosia e con furore; poiché voi avete sopportato l’insulto delle nazioni, ebbene – così dice il Signore Dio –, io alzando la mano giuro: anche le nazioni che vi stanno intorno sopporteranno il loro insulto».
SALMO Sal 30 (31)
Il Signore protegge i suoi fedeli.
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia. R
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dai litigi delle lingue. R
Io dicevo, nel mio sgomento:
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto. R
Amate il Signore, voi tutti suoi fedeli;
il Signore protegge chi ha fiducia in lui
e ripaga in abbondanza chi opera con superbia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore. R
PROFETI Os 3, 4-5
Lettura del profeta Osea
Così dice il Signore Dio: «Per molti giorni staranno i figli d’Israele senza re e senza capo, senza sacrificio e senza stele, senza éfod e senza terafìm. Poi torneranno i figli d’Israele, e cercheranno il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, e trepidi si volgeranno al Signore e ai suoi beni, alla fine dei giorni».
VANGELO Mt 21, 23-27
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
La Scrittura
Con gelosia ardente…
Cercheranno il Signore loro Dio…
Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose…
Che cosa è la “gelosia di Dio”? Perché Dio si definisce “geloso”? Credo, come ho detto, che tutti ci facciamo molte domande in proposito fino anche a chiederci se la gelosia sia un concetto applicabile a Dio. Ebbene, la Scrittura dice così perché ci vuole dire che Dio si è sempre identificato con gli uomini e in particolare con il suo popolo. Dio si è scelto un popolo per camminare accanto a lui, perché l’esperienza di vita di tutti fosse illuminata dalla sua presenza e sostenuta dal suo amore. Dio “diventa geloso”, per così dire, quando vede che l’uomo non ricambia affatto il suo amore. Anzi, Dio vede che l’uomo quasi non sa cosa farsene del suo amore e del suo accompagnamento. Ecco perché Dio diventa geloso, perché investe tutte le sue forze nel continuare a cercare quell’uomo che si allontana sempre da lui. Poiché Dio non può cancellare la libertà dell’uomo e non può impedire che si allontani da lui, ecco che Dio investe tutte le sue forze per cercare chi deliberatamente si è allontanato. È una spiegazione molto bella che appartiene un po’ a tutto l’Antico Testamento ma, soprattutto, ai profeti. Credo che sia bellissimo sapere che Ezechiele ha recuperato questa idea e l’ha ampliata. Come abbiamo sentito, Dio per così dire sta male e soffre nel vedere l’uomo soffrire. Ecco perché decide il suo intervento nella storia, secondo criteri sempre nuovi e diversi, per sollevare la sorte dell’uomo. Sorte che si solleverebbe davvero se l’uomo ascoltasse, invece di rendersi sempre sordo ed ostile a ciò che Dio raccomanda, chiede e dice.
Come anche il profeta Osea sostiene. Poiché il “Dio geloso” si mette sempre sulle tracce dell’uomo, ecco che verranno giorni in cui anche l’uomo si accorgerà di questo amore di Dio che non dà tregua e, allora, gli uomini desidereranno restaurare quell’alleanza che Dio è sempre pronto a instaurare con essi. Dio lancia sempre ponti verso gli uomini, perché li ama di amore eterno e li custodisce dall’eternità. Quando l’uomo è in grado di comprendere tutto questo, allora si realizza questa perfetta alleanza che rende l’uomo quello che è da sempre: un figlio di Dio.
Cosa chiude le porte a tutto questo? Cosa mette ostilità a questo progetto di Dio? Solo la libertà dell’uomo che, come abbiamo sentito nel Vangelo, può anche diventare chiusura verso Dio, chiusura motivata solo dalla convenienza. Chi sta ascoltando Gesù ma, soprattutto, coloro che hanno visto le sue azioni simboliche, sa bene cosa dovrebbe dire e come dovrebbe ragionare. Tuttavia c’è paura di sbilanciarsi, c’è paura di prendere posizione, in molti c’è solo calcolo ma non cuore. Ecco cosa non sopporta il “Dio geloso” che mette tutto il suo cuore in ogni azione che compie verso gli uomini: che gli uomini non abbiano attenzione per lui, non mettano il loro cuore a disposizione di Dio. È questo il rimprovero sempre valido che i profeti hanno ben capito e annunciato ma, come abbiamo sentito, è anche il rimprovero di Gesù. Sotto altra forma ma con altre parole anche Gesù fa capire tutto il suo dolore di fronte ad un uomo che non si cura del mistero di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Ecco perché, nel titolo della meditazione, dicevo che è bene che anche noi ci chiediamo se abbiamo la consapevolezza di essere “figli di un Dio geloso”. Di per sé la definizione vale per Israele ma, traslando le cose, vale anche per noi. Anche noi siamo figli di un Dio che mette tutto sé stesso nel cercare il proprio rapporto con gli uomini. Ma anche noi, spesso, mettiamo poco cuore per le cose che riguardano Dio. Possiamo capirlo molto bene anche in questi giorni di Avvento. Forse ci diamo da fare per molte cose, magari anche per alcune cose che riguardano la vita di fede, ma, spesso, più perché percepiamo un dovere che non perché offriamo un cuore che ami. Il punto è proprio questo: quando la fede diventa dovere, allora ci si limita alle cose minime, così che, assolti questi compiti, uno possa sentirsi tranquillo in coscienza. Questo gioco al minimo è proprio quello che Dio detesta. Poiché Lui mette sempre tutto sé stesso in tutte le cose, rimane, per così dire, mortificato quando vede l’uomo, dotato della capacità di amare, che limita il suo amore, soppesa i suoi impegni, mette il minimo di sé stesso in ogni cosa. Questo Dio non lo può sopportare! Avvento è tempo per riflettere sull’impegno cristiano. Avvento è tempo per riflettere sull’amore che noi mettiamo nelle cose della nostra vita, ben sapendo, ben conoscendo e continuando a celebrare quell’amore di Dio che illumina ogni cosa. Ecco perché il recupero della nostra identità può diventare davvero occasione per dire a tutti chi siamo. Noi siamo figli di un Dio che ama stare con gli uomini. Noi siamo figli di un Dio che ama perdersi nel rapporto con gli uomini. Noi siamo figli chiamati a giocare al massimo nella nostra relazione con Dio. Il Natale è proprio questo: la festa nella quale possiamo arrivare a vedere fino a che punto si è esposto Dio con le sue creature. Dio si è esposto fino a donare il suo figlio per loro. Dio si è esposto fino a mettere suo figlio nelle mani degli uomini. Dio si è esposto con gli uomini fino a desiderare di voler essere uno di loro. Di fronte a questo amore di Dio, credo che l’unica reazione possibile per noi, sia la commozione. Noi dovremmo commuoverci per questo amore e continuare a cercare questo Amore che si dona, così che pieni di Lui, consci della sua “gelosia”, anche noi possiamo mettere amore in ogni cosa che facciamo. Questo è ciò che rende perfetta la nostra identità. Noi siamo figli di un Dio che ama e per questo siamo chiamati all’amore. Autentico, generoso, stabile nel tempo, sincero, fedele.
Perchè la Parola dimori in noi
- Mi rendo conto di quanto sia grande l’amore di Dio?
- Mi sento figlio di un Dio che ama così?
- Cosa faccio per ricambiare questo amore?