Mercoledì 13 marzo

Settimana della quarta domenica di Quaresima – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

La benedizione di chi sa vedere oltre ci fa incontrare oggi un brano classico della storia di Giacobbe, la sua lotta notturna con Dio.

La Parola di questo giorno

GENESI 32, 23-33
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Durante la notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

SALMO Sal 118 (119), 105-112

La tua parola, Signore, è lampada ai miei passi.

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di osservare i tuoi giusti giudizi. R

Sono tanto umiliato, Signore:
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi. R

La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.
I malvagi mi hanno teso un tranello,
ma io non ho deviato dai tuoi precetti. R

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
perché sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore a compiere i tuoi decreti,
in eterno, senza fine. R

PROVERBI 24, 3-6
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, con la sapienza si costruisce una casa e con la prudenza la si rende salda; con la scienza si riempiono le sue stanze di tutti i beni preziosi e deliziosi. Il saggio cresce in potenza e chi è esperto aumenta di forza. Perché con le strategie si fa la guerra e la vittoria dipende dal numero dei consiglieri.

VANGELO Mt 7, 13-20
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

La lotta di Giacobbe

Ci rendiamo conto della difficoltà del brano di spiegare molte cose della vita di Giacobbe. Egli ha avuto vita difficile perché ha dovuto allontanarsi da casa. Dopo aver carpito la primogenitura e dopo avere avuto altri screzi con il fratello, egli ha dovuto abbandonare la sua casa. Si è sposato già due volte e ha già undici bambini. Il che rende la sua vita ancora più difficile. Giacobbe vive un senso di vera responsabilità per queste due donne e per la vita che ha generato ma, al momento, non ha in mano niente, non sa cosa fare, non sa nemmeno bene dove andare. È un uomo pieno di incertezze, un uomo che non sa bene cosa sarà della sua vita. Insomma, Giacobbe, da tutti i profili attraverso i quali possiamo valutare la sua storia, appare come un uomo in evidente difficoltà. Difficoltà che porta anche nella sua storia di fede. Da uomo determinato e da uomo credente qual è, egli sa bene che c’è una benedizione di Dio per lui, sa bene che la sua vita è dentro un progetto più ampio, sa bene che tutto quello che gli accade ha un senso, non sapendo però bene quale, ecco che si mette addirittura a lottare con Dio. Vuole che la sua storia abbia un senso, vuole che la sua vita abbia una direzione da prendere. Vuole sentire questa benedizione e, per questo, ha questa esperienza di difficile interpretazione; non sappiamo bene dire che cosa sia questa lotta con l’angelo. È certo che Giacobbe ha chiesto, ed ottenuto, una benedizione particolare per la sua vita. Soprattutto, sopra ogni cosa, conta la sua volontà di avere una benedizione di Dio sopra la sua vita. Lo abbiamo sentito in maniera molto chiara e molto forte nel racconto: egli non ha lasciato l’angelo fino a quando non si è sentito benedire. Come dire che Giacobbe, nella sua tormentata storia di fede, non ha lasciato perdere alle prime difficoltà, non è venuto meno nel cammino, anche se molto consapevole degli errori fatti, non ha perso la voglia di rimanere un figlio di Dio, anzi, si è aggrappato a Dio con tutte le sue forze, fino ad ottenere ciò che chiedeva. La benedizione che gli viene accordata è, quindi, frutto della sua perseveranza. Giacobbe persevera nella preghiera e questo fa sì che la benedizione di Dio lo accompagni sempre. Giacobbe continua a stare attaccato a Dio e questo produce benedizione per i suoi giorni. Noi leggiamo questo brano della sua vita proprio in Quaresima perché ci dice quanto conta davanti a Dio la perseveranza. Quella perseveranza che altri anni abbiamo letto e commentato a partire dal Vangelo, ritorna, quest’anno, in questo racconto della Genesi che ci aiuta a capire che Dio si lascia, in qualche modo, commuovere o convincere dalla nostra perseveranza. “Non ti lascerò fino a che tu non mi abbia benedetto”. Parola bellissima che dice a noi la radicalità della fede di quest’uomo che pure è un peccatore, che pure è uno che sfrutta le situazioni, che è anche uno che non si tira mai indietro rispetto alle lotte della vita e che, però, si sente sempre bisognoso della benedizione di Dio.

L’importanza di una benedizione – invito alla riflessione

Credo che questo aspetto della vita di Giacobbe sia molto illuminante anche per noi. Anche noi abbiamo i nostri pensieri, anche noi vogliamo arrivare ad alcune mete che ci siamo prefissati, anche noi non siamo sempre corretti, proprio al pari di Giacobbe che tenta di sfruttare le situazioni a suo vantaggio. Eppure anche noi siamo assolutamente bisognosi della benedizione di Dio. Forse dovremmo tenerci di più. Forse anche noi, nelle lotte della nostra vita, dovremmo essere più tenaci, dovremmo essere più capaci di perseverare nella preghiera, nella vita di fede, nella richiesta a Dio di quei beni che devono accompagnare la nostra esistenza e dei quali sentiamo assolutamente il bisogno. Oggi fissiamo il nostro sguardo e la nostra attenzione proprio sulla perseveranza che la fede chiede. Quaresima sia anche il tempo per crescere in questa virtù che è necessaria al cammino di ciascuno di noi.

La perseveranza di Giacobbe ci aiuta anche a capire che la nostra preghiera, in qualche caso, deve proprio diventare anche lotta. Forse sappiamo poco di questo combattimento spirituale che, invece, ha affascinato la vita di alcuni santi. Sappiamo poco di una preghiera che diventa lotta, perché molliamo il colpo molto prima! Direi che, insieme, dobbiamo sostenerci nell’esempio di una preghiera che diventa anche capacità di dialogo con Dio sostenuto persino in maniera estenuante. A Maria, che sempre guida i passi della nostra preghiera, chiediamo questo dono per non perderci nelle difficoltà che il cammino porta con sé.

Per noi e per il nostro cammino

  • Cosa apprezziamo della perseveranza di Giacobbe?
  • Quale aspetto di questa perseveranza potremmo imitare?
  • Cosa vogliamo chiedere al Padre con la nostra perseveranza?
2024-03-08T12:21:15+01:00