Sabato 13 marzo

Settimana della terza domenica di Quaresima – Sabato

Vangelo

Mt c 6, 6b-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Anche questa settimana cerchiamo di attingere luce dalla catechesi battesimale.

Partiamo dal Vangelo che, nel ricordare la missione dei 12, citava le unzioni che il battezzato riceve. Nel rito del Battesimo le unzioni sono due. La prima, antecedente il Battesimo, prevede una croce sul petto tracciata con l’olio dei catecumeni. Il catecumeno è colui che si prepara al Battesimo. Questa unzione, che introduce alla liberazione dal peccato originale, ricorda la lotta che il battezzato dovrà sostenere contro lo spirito del male. La vita cristiana è percepita come una lotta: una lotta difficile che deve portare il battezzato a scegliere ciò che è bene e a rifiutare ciò che è male. Una lotta impari, difficile, a tratti spossante. È per questo che chiede l’aiuto di Dio. Il battezzato, liberato dal male, chiede di essere protetto perché nella vita incontri il minor male possibile. È impossibile riuscire, da soli, vincitori nella lotta contro il male. È possibile riportare vittorie affidandosi alla grazia di Dio e confidando nella sua grande misericordia.

L’altra unzione è quella prevista dopo il Battesimo, con un altro olio: il Sacro Crisma. Colui che è rinato nel fonte battesimale viene consacrato per sempre a Dio. Con la forza che viene da Dio, il battezzato consacrato per sempre al Suo nome troverà la forza per giungere alla visione celeste, vero fine dell’esistenza terrena.

Tessalonicesi

1Ts 2, 13-20
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi

Fratelli, rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti. Voi infatti, fratelli, siete diventati imitatori delle Chiese di Dio in Cristo Gesù che sono in Giudea, perché anche voi avete sofferto le stesse cose da parte dei vostri connazionali, come loro da parte dei Giudei. Costoro hanno ucciso il Signore Gesù e i profeti, hanno perseguitato noi, non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini. Essi impediscono a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano sempre di più la misura dei loro peccati! Ma su di loro l’ira è giunta al colmo. Quanto a noi, fratelli, per poco tempo privati della vostra presenza di persona ma non con il cuore, speravamo ardentemente, con vivo desiderio, di rivedere il vostro volto. Perciò io, Paolo, più di una volta ho desiderato venire da voi, ma Satana ce lo ha impedito. Infatti chi, se non proprio voi, è la nostra speranza, la nostra gioia e la corona di cui vantarci davanti al Signore nostro Gesù, nel momento della sua venuta? Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia!

Il richiamo di San Paolo è per un altro elemento centrale del Battesimo: l’incontro con la Parola di Dio. Come nella celebrazione di ogni altro sacramento, anche la celebrazione del Battesimo prevede una istruzione presa dalla Parola del Signore. È una guida imprescindibile: ciò che viene operato nei sacramenti non è né forza né volontà dell’uomo, ma frutto della grazia di Dio.

Il battezzato viene poi rimandato alla Parola, che è la guida del cammino di fede di ogni cristiano. Chi rinasce nel fonte battesimale dovrà sempre tenere accesa la lampada della fede – come il rito dice – attingendo forza e luce da quella Parola che diventa, per tutti, richiamo alla via della salvezza.

Ezechiele

I

Ez 20, 2-11
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, parla agli anziani d’Israele e di’ loro: Così dice il Signore Dio: Venite voi per consultarmi? Com’è vero che io vivo, non mi lascerò consultare da voi. Oracolo del Signore Dio. Vuoi giudicarli? Li vuoi giudicare, figlio dell’uomo? Mostra loro gli abomini dei loro padri. Di’ loro: Così dice il Signore Dio: Quando io scelsi Israele e alzando la mano giurai per la stirpe della casa di Giacobbe, apparvi loro nella terra d’Egitto e alzando la mano giurai per loro dicendo: “Io sono il Signore, vostro Dio”. Allora alzando la mano giurai di farli uscire dalla terra d’Egitto e condurli in una terra scelta per loro, stillante latte e miele, che è la più bella fra tutte le terre. Dissi loro: “Ognuno getti via gli abomini che sono sotto i propri occhi e non vi contaminate con gli idoli d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio”. Ma essi mi si ribellarono e non vollero ascoltarmi: non gettarono via gli abomini dei propri occhi e non abbandonarono gli idoli d’Egitto. Allora io decisi di riversare sopra di loro il mio furore e di sfogare contro di loro la mia ira, in mezzo al paese d’Egitto. Ma agii diversamente per onore del mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle nazioni in mezzo alle quali si trovavano, poiché avevo dichiarato che li avrei fatti uscire dalla terra d’Egitto sotto i loro occhi. Così li feci uscire dall’Egitto e li condussi nel deserto; diedi loro le mie leggi e feci loro conoscere le mie norme, perché colui che le osserva viva per esse».

Il Profeta permette invece di introdurci ad un altro dei riti del Battesimo che è la rinuncia agli idoli. La predicazione dei Profeti, intesa in generale oltre che nello specifico di questa lettura, diventa spesso un richiamo perché il popolo di Israele sappia scegliere Dio e abbandonare gli idoli. Il richiamo è sempre molto forte, perché, come diceva anche la lettura, Israele preferisce servire gli idoli che si costruisce, piuttosto che seguire da vicino quella Parola che è fonte di ogni bene, di ogni verità e di ogni grazia e che per i profeti è la parola rivelata a Mosè.

Così è per il cristiano. Anche al cristiano di ogni tempo e di ogni luogo sono proposti diversi idoli. Possono prendere nomi diversi, a seconda dei luoghi o delle epoche storiche, e, tuttavia, il procedimento è sempre il medesimo. L’uomo tende a fidarsi più degli idoli che si costruisce rispetto al Dio unico e vero. Il richiamo del Profeta a lasciare gli idoli per fidarsi unicamente di Dio è il richiamo che viene fatto all’intero popolo cristiano. A noi tutti è chiesta la capacità di lasciare gli idoli per seguire Cristo. È questo uno dei richiami forti della Quaresima che stiamo vivendo.

Esercizio per la revisione di vita quaresimale

  • Avverto che la vita di fede è una lotta costante per imparare a scegliere il bene e a rigettare il male?
  • Nel cammino di digiuno proposto per questa Quaresima, faccio riferimento sempre alla Parola di Dio e la leggo con abbondanza?
  • Quale idolo potrei lasciare in questa Quaresima che giunge ormai alla metà?

Per la revisione della settimana

Abbiamo trascorso la terza settimana di Quaresima. Questa settimana abbiamo cercato di capire che una vita cristiana diventa ancora più vera e più diretta a Dio quando il credente riesce a trovare segni di pace, di riconciliazione, di perdono da offrire a chi vive, lavora, soffre, prega, spera… e compie ogni altra cosa della vita accanto a lui.

Credo che sia giusto fare il nostro esame di coscienza settimanale:

  • Come mi sono lasciato educare a questa sapienza del perdono e della riconciliazione?
  • Quali segni ho ricevuto da persone che mi sono care e che mi hanno perdonato qualcosa?
  • Quale segno sono disposto a dare io a chi, invece, in qualche modo ha ferito me?
  • Quale crescita posso pensare di fare in questa direzione?

Entriamo così nella seconda parte della Quaresima, sempre sorretti dallo Spirito di Dio che illumina e sostiene il cammino di chi si converte.

2021-03-11T22:25:39+01:00