Sabato 14 marzo

Settimana della terza domenica di Quaresima – Sabato

La spiritualità di questo giorno

Eccoci al terzo sabato di Quaresima, come sempre inserito nel percorso di recupero della coscienza battesimale al quale già abbiamo accennato nelle scorse settimane.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ez 36, 16-17a. 22-28
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, annuncia alla casa d’Israele: Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».

SALMO Sal 105 (106)

Salvaci, Signore, nostro Dio.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. R

Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe. R

Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R

EPISTOLA 2Cor 6, 14b – 7, 1
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, quale rapporto può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Bèliar, o quale collaborazione fra credente e non credente? Quale accordo fra tempio di Dio e idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: «Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò e sarò per voi un padre e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore onnipotente». In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio.

VANGELO Mc 6, 6b-13
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

La Scrittura

Santificherò il mio nome grande, vi darò un cuore nuovo…

Quale comunione tra luce e tenebre?…

Ungevano con olio molti infermi…

Anche il gesto dell’unzione è un gesto tipicamente liturgico. Oggi è praticamente relegato proprio solo nell’ambito della liturgia. La prima Chiesa, invece, lo prese come punto di riferimento partendo dalla società di quel tempo. In quella società era frequente l’unzione e dedicata a diversi scopi. Si ungevano soprattutto i corpi degli atleti prima delle diverse gare, per rendere il corpo una difficile presa per l’avversario e per tonificarlo prima delle prestazioni richieste. L’unzione venne presa a simbolo proprio perché l’olio penetra il corpo e lascia traccia di sé. Un corpo unto è un corpo che si prepara alla battaglia, un corpo che deve scendere nella polvere ed affrontare la fatica del combattimento, ma anche la fatica del tempo, del sole, del caldo, dell’“agonia”, cioè, appunto, della lotta.

Il battezzato si prepara alla lotta. La lotta della vita, la lotta quotidiana per sostenere il bene ed arginare il male. Il battezzato sa che tutta la sua vita dovrà essere una lotta nella quale sostenere il bene e rigettare il male. Il battezzato sa bene che sarà difficile, ma non si scoraggia. Il battezzato lascia che ad ungerlo per questa lotta sia Cristo stesso, che dona un cuore nuovo e uno spirito nuovo, secondo la promessa già fatta ai profeti. Il battezzato chiede al Signore la forza per scegliere il bene nel concreto, nel quotidiano dei suoi giorni, quando ci sarà difficoltà a scegliere, quando sarà duro perseverare, quando sarà difficile il confronto con gli altri. Il battezzato non si dà per vinto, perché sa bene che questa lotta non è solo a sostenerla: con lui c’è Cristo che ha già vinto ogni male e che ha già permesso all’uomo di incamminarsi sulla via del bene. Il battezzato, dunque, si dirige verso questa lotta, non la teme, nel nome di Cristo risorto dai morti. Così come egli sa anche bene che arriverà il tempo di un’ultima lotta, la lotta finale, l’“agonia” propriamente detta, quando occorrerà lottare per un’ultima volta contro tutto ciò che vuole trattenere schiava la vita prima di dirigersi all’incontro ultimo e definitivo con Dio. Anche in quel momento il cristiano invoca lo spirito del Signore, invoca l’aiuto di Dio e cerca, in ogni modo, di rimanere fedele ai suoi principi, per entrare nella comunione con Dio. Il battezzato sa già che, anche per quell’ultima lotta, per quell’ultima agonia, non sarà solo. Il Signore stesso, sua Madre gli saranno vicini. È così forte questo convincimento che la seconda parte dell’Ave Maria, quella che non viene da frasi bibliche, ma che è stata scritta dalla Chiesa, contiene proprio il riferimento all’ora della morte, come ora fondamentale in cui sperimentare la presenza della Vergine Santa. Il battezzato, dunque, si lascia avvolgere da Cristo perché già ora, nel vivo dei suoi giorni, egli abbia quel cuore nuovo e quella mente nuova che permettono di scegliere il bene e rigettare il male. Poi chiede, per l’ultima ora, per il momento supremo della vita, aiuto, protezione, forza per vivere appieno il suo ultimo giorno prima di entrare nella comunione ultima e perfetta con Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Le unzioni del Battesimo vengono da noi tutti percepite come un rito. Lo sono, tecnicamente parlando. Il loro significato, però, non si limita e non si chiude in quel solo rito. Il loro significato travalica il senso della celebrazione e dice già al battezzato che tutta la vita dovrà essere una lotta per il bene. Tutta l’esistenza dovrà essere un sentirsi incamminati vero il bene. Tutto il tempo che verrà donato dal Battesimo in poi dovrà essere una scelta. Ebbene, il battezzato chiede a Dio di poter scegliere secondo coscienza e per il bene.

Come vedete questi riti vanno assolutamente riscoperti. Noi li compiamo sui bambini e crediamo che valgano per loro, che sono i primi protagonisti della celebrazione del Sacramento. Poiché siamo soliti battezzare bambini, non ci rendiamo conto del significato che, invece, essi hanno per noi, perché il rito parla agli adulti! Parla a noi! È a noi che viene ricordato che tutta la vita è un continuo discernimento tra bene e male. Tutta la vita è un continuo darci da fare per il bene, costi quel che costi. Credo che sia bello chiudere questa settimana ripensando alle tante pagine della Scrittura che abbiamo ascoltato con questo pensiero. Nelle parole della Genesi, in quelle dei Proverbi, nella parola di Gesù, abbiamo ascoltato predicazioni che ci hanno davvero spinto a compiere il bene, a scegliere il bene. Alla fine di questa settimana chiediamo al Signore questa grazia, perché sempre sappiamo scegliere il bene che è alla nostra portata. Ricordando davvero che, nella mente, nel cuore, nelle parole, nei pensieri del battezzato, non dovrebbe esserci alcuna commistione tra il bene e il male. Ne va della nostra vita cristiana, ne va della nostra santificazione.

Perché la Parola rimanga in noi

  • Come vivo il progressivo prendere coscienza della mia vocazione battesimale?
  • Che valore riesco a percepire circa il rito delle unzioni?
  • La mia vita è un continuo discernimento tra bene e male?
2026-03-06T14:23:54+01:00