Mercoledì 15 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Es 11, 1-9
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ancora una piaga manderò contro il faraone e l’Egitto; dopo di che egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza condizioni, anzi vi caccerà via di qui. Di’ dunque al popolo che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d’argento e oggetti d’oro». Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nella terra d’Egitto, agli occhi dei ministri del faraone e del popolo. Mosè annunciò: «Così dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l’Egitto: morirà ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. Un grande grido si alzerà in tutta la terra d’Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane abbaierà, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l’Egitto e Israele. Tutti questi tuoi ministri scenderanno da me e si prostreranno davanti a me, dicendo: “Esci tu e tutto il popolo che ti segue!”. Dopo, io uscirò!». Mosè, pieno d’ira, si allontanò dal faraone. Il Signore aveva appunto detto a Mosè: «Il faraone non vi darà ascolto, perché si moltiplichino i miei prodigi nella terra d’Egitto».

SALMO Sal 77 (78)

Il Signore guida come gregge il suo popolo.

Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R

Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R

VANGELO Lc 4, 38-41
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

Esodo

Due immagini molto contrastanti. La prima è quella dell’Esodo. Abbiamo di fronte a noi un Mosè forte, arrabbiato, anzi, propriamente pieno d’ira. In questo stato si reca da Faraone che non ha voluto mai ascoltarlo e minaccia la cosa più terribile che si possa dire: la morte dei giovani, la morte dei primogeniti. Una cosa terrificante, dal momento che Mosè minaccia il castigo di Dio per tutti i primogeniti: uomini o bestiame, non si sarebbe salvato nessuno. Pur capendo, pur cercando di interpretare, noi tutti rimaniamo assai perplessi di fronte a questa parola e ci domandiamo: ma che senso ha? Perché ci sono parole così dure? O, peggio, ci chiediamo: ma Dio minaccia davvero attraverso i suoi profeti? Può poi Dio togliere la vita a dei bambini? Può Dio davvero desiderare la morte dei primogeniti? Rimaniamo profondamente addolorati dall’ascolto di una parola di questo genere. Parola che vuole insegnare a tutti che è sempre possibile ad un uomo resistere alla voce di Dio. È sempre possibile dire di no alla sua proposta di bene. È sempre possibile dire di no anche a Dio! Solo che quando ciò avviene, l’uomo non può incontrare che la morte, che non è un castigo, o una minaccia. Dio non ricatta mai nessuno. È solo una logica conseguenza: se Dio è l’origine, la fonte, la forza della vita, allontanarsi da Lui non può che essere un andare incontro alla morte, alla disperazione, alla distruzione.

Vangelo

Così capiamo l’altra immagine, quella del tutto contraria e a noi tutti più congeniale. L’immagine di Gesù che cammina con Pietro e gli altri discepoli per entrare nella casa di un pescatore. L’immagine di Dio che si china sulle sofferenze della gente. L’immagine di Dio che guarisce e solleva il dolore delle persone. L’immagine di tenerezza che proviene da un racconto come questo. Noi tutti ci rivediamo in questa immagine perché ci pare che questa sia proprio la rivelazione autentica e vera del Figlio di Dio, che si china sui poveri, sui malati, sugli ultimi e li salva. Così che alla fine ci domandiamo: ma quale sarà la vera immagine di Dio? Quella di un Dio che si arrabbia e punisce o quella di un Dio di misericordia che si china e solleva?

Per noi 

Vorrei che non rimanessimo confusi in proposito. Vorrei che non facessimo sconti alla Scrittura che ci impegna. Vorrei che imparassimo intanto che la rivelazione di Dio avviene per gradi, sempre in dialogo con la cultura degli uomini. Alcune pagine del Primo Testamento si devono calare nella cultura del tempo e devono essere rilette con la fede del tempo. Ben sapendo che quella non è la rivelazione definitiva, vera, ma solo un passo attraverso il quale è passata la storia della salvezza per giungere al suo compimento in Cristo Gesù.

In secondo luogo, vorrei che tutti comprendessimo bene che la rivelazione piena e definitiva di Dio è solo quella del Signore Gesù Cristo. La sua tenerezza, il suo ascolto, il suo essere vicino alle persone sono il cuore di questa rivelazione di Dio.

In terzo luogo, vorrei che capissimo la centralità del mistero dell’incarnazione. È questo mistero che cambia completamente la prospettiva di rivelazione di Dio. Se prima si credeva che Dio intervenisse nella storia come “il più forte”, il mistero dell’incarnazione fa comprendere che Dio entra nella storia attraverso il segno contrario, ovvero attraverso la povertà, l’umiltà, l’abbassamento di Cristo.

È da questa prospettiva che noi possiamo dare a queste pagine il giusto peso e la giusta luce per vivere, anche attraverso di esse, uno slancio di fede.

  • Vivo così il mio rapportarmi al mistero di Cristo?
  • So rileggere le pagine del Primo Testamento alla luce di una progressiva rivelazione di fede?

Oggi chiediamo al Signore proprio questa grazia. Con le Messe di questa sera inizieremo anche a celebrare il Corpus Domini, il segno vivo dell’Eucarestia che diventa, per noi tutti, il segno centrale della fede. Chiediamo questa grazia per essere tra coloro che sanno farsi carico di una domanda di fede grande, che deve sorreggere il nostro cammino fino a quando, anche noi, potremo essere in piena comunione con il Signore della vita che ama stare con i peccatori per sollevarli fino a lui.

2022-06-11T09:05:46+02:00