Settimana della 8° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì
La spiritualità di questa settimana
Anche questa settimana è ricca di celebrazioni. Oggi San Bonaventura, domani la Beata Vergine del Monte Carmelo, mercoledì Santa Marcellina, la dolce sorella di Sant’Ambrogio. Memorie che non ci faranno però interrompere il lezionario previsto per questa settimana che, come prima lettura, ci farà leggere il primo libro di Samuele. Oggi possiamo racchiudere le due Scritture nell’ultima frase del Vangelo: “sappiate che il regno di Dio è vicino”.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Sam 1, 1-11
Lettura del primo libro di Samuele
In quei giorni. C’era un uomo di Ramatàim, un Sufita delle montagne di Èfraim, chiamato Elkanà, figlio di Ierocàm, figlio di Eliu, figlio di Tocu, figlio di Suf, l’Efraimita. Aveva due mogli, l’una chiamata Anna, l’altra Peninnà. Peninnà aveva figli, mentre Anna non ne aveva. Quest’uomo saliva ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti a Silo, dove erano i due figli di Eli, Ofni e Fineès, sacerdoti del Signore. Venne il giorno in cui Elkanà offrì il sacrificio. Ora egli soleva dare alla moglie Peninnà e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti. Ad Anna invece dava una parte speciale, poiché egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l’affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo. Così avveniva ogni anno: mentre saliva alla casa del Signore, quella la mortificava; allora Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare. Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?». Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo».
SALMO Sal 115 (116)
Accogli, Signore, il sacrificio della nostra lode.
Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R
Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore. R
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme. R
VANGELO Lc 10, 8-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
Vangelo
A chi si sta rivolgendo Gesù? A chi è rivolta questa frase? Cosa indica in sé? Sono le prime domande che ci dobbiamo fare. Le risposte sono abbastanza chiare. Gesù sta parlando ai discepoli che dovranno partire missionari. I primi destinatari della predicazione del Signore sono, dunque, loro. Però queste parole non valgono solo per loro ma, attraverso di loro, sono per tutti, sono per coloro a cui saranno inviati, sono per tutti coloro che essi incontreranno nel cammino di fede che verrà dato loro di fare. Dunque c’è un piccolo gruppo che sta fisicamente ascoltando la parola del Signore, ma queste parole non valgono solo per loro, sono per tutti, sono destinate ad ogni uomo e ad ogni donna che incontreranno la predicazione del Vangelo.
Cosa dicono queste parole è altrettanto chiaro. Quando Gesù dice: “Il regno di Dio è vicino”, si sta riferendo alla sua stessa persona. I discepoli possono comprendere che è effettivamente così, che Gesù è loro vicino, si informa di loro, sta con loro, guida la loro missione. Gesù, però, proprio attraverso di loro sarà vicino a tutti coloro che, pur non incontrando la sua persona, ascolteranno la loro parola. C’è dunque una promessa di Gesù, promessa che sarà perfetta nei giorni post-pasquali: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. La vicinanza che Gesù propone è la vicinanza che, nella fede, ogni credente potrà scoprire e vivere. Ecco dunque il contenuto fondamentale della predicazione del Signore: Dio si fa vicino a tutti; la predicazione degli apostoli, ovvero della Chiesa, sarà appello a scoprire questa presenza.
1 Samuele
La prima lettura può essere vista come il commento migliore a questa predicazione del Signore. Il primo testo sacro ci dice che da sempre è così, anche prima della rivelazione del Signore. Dio si fa vicino a tutti in molti modi, ma a coloro che sono nell’afflizione in modo del tutto particolare. Così è per Anna, questa donna buona, amata dal marito, che viene umiliata perché non riesce ad avere figli. Questa donna fa la cosa migliore: si reca al tempio, sfida la sua angoscia nella preghiera, cioè parla con Dio della sua situazione, rimette nelle mani di Dio tutto il suo dolore. Ed ecco, Dio la esaudisce. Dio ascolta la sua preghiera. Potremmo dire, utilizzando le parole del Vangelo, il regno di Dio si fa vicino a lei. Il bambino che ella partorirà, Samuele, sarà consacrato al Signore e diventerà il primo dei profeti di Israele, dunque un ragazzo con una vocazione del tutto particolare nella storia della salvezza.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Le due pagine accostate così l’una all’altra rendono forte il nostro personale cammino di fede. Noi tutti siamo istruiti sul fatto che, anche per noi, valgono queste verità di fede. Anche a noi Dio si fa vicino. Anche per noi Dio si rende interprete dei nostri bisogni, delle nostre difficoltà, è vicino nelle paure, si fa sostegno nelle cose ordinarie della vita. Per noi vale ciò che ha detto il Signore: “il regno di Dio è vicino”. Credo che sia molto bello iniziare questa settimana dell’estate con questa consapevolezza nel cuore, perché noi siamo resi sicuri che Dio ci sta accanto, lavora per noi, accompagna tutti noi in modo personale, talvolta molto evidente, talvolta impercettibile eppure reale. Ringraziamo il Signore che ci ha istruito con questa parola circa la sua vicinanza e la concretezza del suo amore. Viviamo così i nostri giorni, sapendo che Dio ci accompagna sempre, in tutto ciò che accade. Nessuno di noi può mai dire di essere stato abbandonato da Dio per cui anche noi potremmo dire con San Paolo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”.
Provocazioni dalla Parola
- Sento la vicinanza di Dio alla mia vita?
- Come interpreto la sua presenza nelle cose che riguardano i miei giorni?