Settimana della 8° domenica dopo Pentecoste – martedì – Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
La spiritualità di questa settimana
Quella del monte Carmelo è una devozione. Devozione molto diffusa, soprattutto attraverso lo scapolare del monte Carmelo. È certamente uno dei titoli importanti con i quali è invocata la Vergine Maria. Anche noi, oggi, vogliamo invocarla ricordando quello che ci ha detto la Parola di Dio ieri. Dio è vicino a tutti, sempre, ma soprattutto quando ci sono situazioni difficili della vita. Dio ci è vicino anche attraverso la consolante presenza della Vergine, che, per questo, onoriamo spesso con diversi titoli ed acclamazioni. Anche oggi possiamo rileggere insieme le due Scritture, sebbene ci sembrino così differenti e, al limite, distanti.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Sam 10, 17-26
Lettura del primo libro di Samuele
In quei giorni. Samuele convocò il popolo davanti a Dio a Mispa e disse agli Israeliti: «Dice il Signore, Dio d’Israele: Io ho fatto salire Israele dall’Egitto e l’ho liberato dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti i regni che vi affliggevano. Ma voi oggi avete ripudiato il vostro Dio, il quale solo vi salva da tutti i vostri mali e da tutte le tribolazioni. E gli avete detto: “Costituisci un re sopra di noi!”. Ora mettetevi davanti a Dio distinti per tribù e per casati». Samuele fece accostare ogni tribù d’Israele e fu sorteggiata la tribù di Beniamino. Fece poi accostare la tribù di Beniamino distinta per casati e fu sorteggiato il casato di Matrì e fu sorteggiato Saul figlio di Kis. Si misero a cercarlo, ma non lo si trovò. Allora consultarono di nuovo il Signore: «È venuto qui quell’uomo?». Disse il Signore: «Eccolo nascosto in mezzo ai bagagli». Corsero a prenderlo di là ed egli si collocò in mezzo al popolo: sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo. Samuele disse a tutto il popolo: «Vedete dunque chi il Signore ha eletto, perché non c’è nessuno in tutto il popolo come lui». Tutto il popolo proruppe in un grido: «Viva il re!». Samuele espose a tutto il popolo il diritto del regno e lo scrisse in un libro, che depositò davanti al Signore. Poi Samuele congedò tutto il popolo, perché ognuno tornasse a casa sua. Anche Saul tornò a casa, a Gàbaa, e lo seguirono uomini valorosi, ai quali Dio aveva toccato il cuore.
SALMO Sal 32 (33)
Beato il popolo che ha il Signore come Dio.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini; R
Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R
Il re non si salva per un grande esercito
né un prode scampa per il suo grande vigore.
Un’illusione è il cavallo per la vittoria,
e neppure un grande esercito può dare salvezza.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore. R
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R
VANGELO Lc 10, 13-16
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».
1 Samuele
Il profeta Samuele ha un valore politico nella sua predicazione. La sua parola è parola che cerca di educare soprattutto la classe dirigente del paese e il suo servizio a Dio e al popolo si concretizzerà soprattutto nella elezione del primo re di Israele: Saul. Lo abbiamo sentito molto bene. Saul è un uomo che appartiene alla tribù di Beniamino, è un uomo dotato di grande forza, è un gigante che sovrasta sugli altri. Potremmo dire che è un uomo adatto al ruolo, è un uomo che può tranquillamente prendere su di sè il servizio di guida del popolo di Israele. Cosa che avverrà, ma, come forse anche sappiamo, il suo servizio si esaurirà presto. Non verranno meno le sue doti fisiche, ma verrà meno la sua fede. Egli, partito “in grazia di Dio”, come uomo che si lascia guidare dal profeta nelle scelte per il regno, diventerà presto un uomo lontano da Dio, un uomo che, ingolosito dal potere, perderà la sequela e, per questo, finirà male. Quest’uomo, scelto nella fede da un uomo di fede per guidare tutto un popolo, abbandonando Dio, non solo perderà la propria vocazione ma, di fatto, si trasformerà anche in un pessimo politico. Toccherà ancora al povero Samuele, il profeta che lo aveva consacrato re, spiegare a lui come sia tolto a lui il regno. La sua infedeltà sarà la causa della propria rovina.
Vangelo
Il Vangelo ci aiuta a capire meglio. Anche il Signore, che sta ancora introducendo i discepoli alla missione, spiega che spesso accade che chi ha ricevuto per primo, o più abbondantemente il dono della Parola di Dio, non è detto che rimanga poi fedele a ciò che ha ricevuto e faccia tesoro della predicazione che lo ha illuminato. Gesù fa un esempio molto semplice. Ci sono territori che lo conoscono molto bene: sono le città della sua infanzia, sono le città dove è cresciuto. Qui la predicazione ha potuto poco. “Nessuno è profeta in patria!”, ricordava anche Gesù, perché già i profeti avevano capito bene che dove uno è molto conosciuto è anche tanto poco ascoltato!
Ci sono, al contrario, territori nei quali Gesù è stato una sola volta nella vita. Ebbene, quell’unica predicazione è bastata a smuovere le coscienze e a richiamare molti alla vera fede. Gesù sta insegnando ai discepoli a non scommettere troppo su chi già si conosce e a lasciare, invece, una porta aperta verso coloro che non si conoscono. Molto spesso sono proprio questi ad accogliere meglio, con più cuore, con più attenzione, la parola della predicazione e i suoi richiami.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Alla luce di quella vicinanza di Dio di cui abbiamo parlato ieri, tutti potremmo chiederci se, davvero, siamo pronti a lasciarci conquistare dalla parola del Signore e se tutti siamo disposti a vivere in fedeltà alla fede. Lo vediamo anche noi molto bene, non solo per quello che avviene attorno a noi, ma anche per quello che accade in noi. Ci sono persone che sembrano avere una grande fede, ma poi finiscono per concludere i propri giorni lontani da Dio. Così come anche noi possiamo sapere bene che ci sono momenti in cui siamo molto attratti e siamo molto vicini a Dio e momenti in cui non lo siamo per niente. È dunque vero che il Signore è vicino a tutti, è vero che egli si fa prossimo a tutti, ma è anche vero che tocca a noi e alla nostra responsabilità il cercarlo e, soprattutto, continuare a trattenerlo. La Beata Vergine del monte Carmelo ci dice questo: è possibile continuare, perseverare nel proprio itinerario di fede. Basta vigilare su di esso, basta fare in modo che il cuore non si inorgoglisca e non pensi di poter fare tutto da solo. Ma attenzione: se questo è successo a Saul, può succedere a ciascuno di noi! Preghiamo, nel mezzo dell’estate, perché il nostro cuore non si appesantisca e noi non abbiamo a fare proprio come Saul!
Provocazioni dalla Parola
- Noi cosa facciamo per non cadere in un orgoglio che chiude il nostro cuore a Dio?
- Invochiamo Maria perché ci aiuti a scoprire la vicinanza del Signore e ci aiuti e ci guidi a vivere la fedeltà al Padre?