mercoledì 16 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Dopo le due feste che abbiamo celebrato ieri e l’altro ieri, incominciamo il ciclo feriale delle Scritture di questa settimana. Dopo la prima lettera di Pietro, leggiamo ora la lettera di Giacomo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gc 1, 9-18
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

Carissimi, il fratello di umili condizioni sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco nelle sue imprese appassirà. Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte. Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.

SALMO Sal 36 (37)

Il Signore conosce la vita dei buoni.

I malvagi sfoderano la spada e tendono l’arco
per abbattere il povero e il misero,
per uccidere chi cammina onestamente.
Ma la loro spada penetrerà nel loro cuore
e i loro archi saranno spezzati. R

È meglio il poco del giusto
che la grande abbondanza dei malvagi;
le braccia dei malvagi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti. R

Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Non si vergogneranno nel tempo della sventura
e nei giorni di carestia saranno saziati. R

VANGELO Lc 18, 15-17
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».

Giacomo

Una questione di buon senso incontra una questione di fede.

Il buon senso. Nella vita tutto cambia. La condizione dell’uomo cambia. Così può capitare che una persona, da povera, costruisca la sua fortuna, come anche può capitare il contrario, e cioè che una persona, da ricca, diventi povera. Ecco perché Giacomo invita a non considerare prioritaria per nessuna cosa, la condizione di un uomo. Sia che sia ricco, sia che sia povero, ciascuno va accolto come un fratello. L’accoglienza, l’ascolto, l’accompagnamento non devono dipendere dalla condizione di vita del singolo soggetto, ma dalla fede. Chi è rinato in Cristo fa propria questa mentalità e non sta a guardare le ricchezze di un uomo ma, piuttosto, considera ciascuno come figlio di Dio.

La questione di fede. Nella fede, ogni credente è chiamato a guardare a Gesù Cristo che, della vera ricchezza, cioè del suo essere figlio di Dio, non ha fatto un privilegio, ma è venuto per condividere la sua vita con tutti gli uomini. Al di là di ogni condizione sociale, occorre cercare la salvezza che viene da Cristo ed avere il coraggio di proporla anche agli altri. Quando uno scopre la vera ricchezza dell’uomo che è la fede, si dispone sempre a condividerla con gli altri.

Vangelo

Chi cambia più di un bambino? Lo vediamo molto bene quando ci sono bambini tra noi. Un bambino piccolo cresce molto in fretta e cambia il suo aspetto infinite volte. Così come cambia il suo carattere, che si plasma man mano che il bimbo cresce, anche a causa delle esperienze che il piccolo fa. Gesù invita ad accogliere i bambini come modello e a diventare come bambini, cioè capaci di cambiamenti grandi. Quando uno cambia il suo cuore, quando uno fa del suo cuore un luogo di incontro con Dio e rimane disposto a cambiare molto, ecco che si incammina sulla via della santità. Diventare santi, infatti, altro non è che questo: lasciare che lo Spirito di Dio operi in noi per fare sì che la trasformazione che Egli opera sia in ordine alla salvezza eterna.

È quando si diventa “sclerotizzati”, cioè quando ci si indurisce, che il cammino di santità si ferma. La “sclerocardia”, cioè la durezza dei cuori, è stata indicata da Gesù come la malattia per eccellenza, la malattia da cui non si può guarire mai, la malattia che porta alla perdizione.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Sono uno disponibile a cambiare?
  • La “scleorocardia” colpisce anche me?

Credo che, anche sostenuti dalla contemplazione della Croce che abbiamo fatto l’altro giorno e dalla contemplazione del volto di Maria Addolorata che abbiamo fatto ieri, possiamo comprendere che la predisposizione al cambiamento dovrebbe essere presente nel nostro cuore. Non certo quella predisposizione ai cambiamenti che diventa insipienza di vita: uno che cambia sempre perché non trova mai nulla che lo realizzi è un infelice, non un santo! Ovviamente il riferimento è a quella capacità di cambiare che trova sempre chi anela alla santità, chi anela a Dio.

Oppure potremmo chiederci oggi in quale forma la “sclerocardia” attanaglia anche ciascuno di noi. Credo che tutti abbiamo manifestazioni di durezza, di chiusura mentale, di chiusura del cuore che diventa ostilità nei confronti degli altri.

Chiediamo al Signore, quest’oggi, di non essere chiusi, di non essere preclusi ai cambiamenti. Chiediamo la grazia di saperci sempre interessare alla salvezza eterna, convinti anche che occorre fare dei cambiamenti, quei cambiamenti che lo Spirito mette dentro di noi e che suggerisce a ciascuno di noi. Maria Santissima ci aiuti a vivere così, nella luce che viene dalla contemplazione dei cambiamenti di fede che ciascuno è chiamato a fare.

Chiediamo a Maria, mentre ci stiamo preparando alla processione di venerdì, di essere disposti al cambiamento. Chiediamo a Maria che, così come siamo stati disposti e capaci di realizzare il restauro della chiesa di San Pietro, possiamo ora cambiare i cuori. Chiediamo al Signore forza, coraggio, pace interiore, per capire quali sono le novità da accogliere e i cambiamenti da attuare nella nostra esistenza.

2026-09-11T19:09:00+02:00