Lunedì 16 novembre

Settimana della 1 domenica di Avvento – Lunedì

In questa prima settimana di avvento siamo invitati a cercare atteggiamenti di sapienza che corrispondano all’arte di saper leggere la propria storia trovando quella sapienza del vivere che percepiamo importante come uomini ed essenziale come credenti. Sarà il Vangelo a darci il tema principale che poi cercherà di illuminare anche le non facili letture dei profeti.

Vangelo

Mt 4, 18-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

La sapienza delle scelte definitive.

Come sappiamo il rito ambrosiano, all’inizio di ogni tempo, ci propone la scelta della sequela realizzata nella vita di un apostolo. Leggiamo oggi la chiamata dei primi discepoli, i discepoli del lago, come usiamo chiamarli. Uomini maturi, tutti già con scelte compiute e molto rilevanti dal punto di vista umano, come, ad esempio, quella del lavoro. Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, hanno già effettuato le loro scelte, sono già soci in una piccola società di pesca, dovremmo dire che sono appagati. Eppure, in qualche modo, in quell’incontro con il Signore, capiscono che c’è qualcosa di più che le loro vite meritano. Capiscono che non basta quel lavoro, non basta quello che possono realizzare con le loro vite, capiscono che c’è un “oltre” un “di più” che la loro vita merita e che, finalmente, può trovare la sua realizzazione in quell’uomo che li sta chiamando. Sarà la loro scelta definitiva. Da quel giorno inizia un nuovo percorso, pur dentro la loro maturità, che darà nuovo sbocco alla loro fede, al loro desiderio di Dio, non meno che alla loro realizzazione umana. È la scelta definitiva che darà senso alla vita e della quale ciascuno porta poi le conseguenze o i segni. Tra le tante scelte che ogni giorno tutti gli uomini devono compiere, una è quella essenziale: il decidersi per Dio. La chiamata degli apostoli ce lo ricorda e ce lo segnala. Ricordandoci così che ogni uomo è chiamato a vivere quella “opzione fondamentale per Cristo” che è l’origine della vita cristiana ma anche della morale che segna, poi, il comportamento etico in un’esistenza.

Geremia

Mt 4, 18-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Ogni scelta definitiva ha la sua origine, anche se poi ha la sua realizzazione nel corso della vita di ogni uomo. Anche il profeta Geremia ricordava perfettamente il giorno della sua elezione a profeta in Israele e tuttavia, nel descrivere il suo percorso, ricordava che in Dio tutto è custodito fin dall’eternità. La vocazione particolarissima a lui proposta, da sempre è stata custodita da Dio, tanto che si può dire che Dio vegliava su di essa mentre ancora egli doveva nascere. “Fin dal seno di mia madre”, diceva il profeta, Dio vegliava su questa scelta e sulla capacità che Geremia, divenuto adulto, avrebbe avuto di portare a termine quel percorso unico in Israele.  Ogni scelta definitiva è custodita da Dio fin dall’eternità. Anche questo pensiero è sapienza! Non solo. Il profeta scrive anche: “io sono con te per proteggerti”. Dio non solo chiama, non solo genera vocazioni, non solo accompagna le scelte definitive che ogni uomo deve compiere, ma protegge l’uomo fino a che le abbia compiute e nella successiva realizzazione. C’è un misterioso coinvolgimento di Dio nelle scelte definitive che ogni uomo compie, che diventa accompagnamento, benedizione, cura, custodia…

Coinvolgimento misterioso che chiamiamo vocazione.

Abacuc

Ab 1, 1; 2, 1-4
Lettura del profeta Abacuc

Oracolo ricevuto in visione dal profeta Abacuc. Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette, perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede».

Anche Abacuc riflette su questi temi, non nascondendo la difficoltà che, spesso, l’aver compiuto scelte definitive per la vita, genera. Abacuc si mette come di “sentinella” per vedere cosa gli risponde il Signore e ottiene questa risposta da Dio: “il giusto vivrà per fede”. Il profeta comprende che Dio accompagna anche i giorni difficili legati ad ogni scelta, purché l’uomo dimostri di avere fede in Dio. Senza questa visione di fede, l’uomo non potrebbe che smarrirsi e la sua capacità di compiere scelte definitive e serie, sarebbe del tutto compromessa. La sapienza del profeta è, quindi, quella di trasmettere il concetto fondamentale caro ad Israele non meno che alla fede cristiana: ogni scelta compiuta con fede, diventa definitiva, è da Dio protetta, è da Dio custodita.

La Sapienza ci invita a:

  • Sentirci chiamati a compiere scelte definitive o a viverne le conseguenze;
  • Sentire che Dio ci accompagna in esse;
  • Sapere che Dio non lascia soli nemmeno nei giorni difficili legati ad ogni scelta definitiva.

Provocazioni di sapienza

  • Come posso rileggere la mia scelta definitiva di vita? Come mi incammino verso di essa, se ancora devo compierla?
  • Come mi sento sostenuto da Dio in questo cammino?
  • Quale custodia sento presente nei giorni difficili?

Preghiera alla Sapienza

Signore Gesù, tu che sei sapienza incarnata, guidaci a vivere con responsabilità le scelte definitive della nostra esistenza e a incarnare, ogni giorno, ciò che da esse deriva, con fedeltà, impegno, amore. Amen

2020-11-17T10:06:58+01:00