Lunedì 17 Febbraio

Settimana della penultima domenica dopo l’Epifania – lunedì

Siamo ormai in dirittura di arrivo verso la quaresima. Queste ultime due settimane, che si chiamano “penultima” e “ultima” settimana dopo l’Epifania, hanno il compito di traghettarci verso questo tempo forte di conversione. Questa settimana leggeremo, come prima lettura, il libro della Sapienza che ci aiuterà a riflettere in vista della meta che la liturgia ci propone.

Sapienza

Sap 15, 14 – 16, 3
Lettura del libro della Sapienza

Sono tutti stoltissimi e più miserabili di un piccolo bambino i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso. Perché essi considerarono dèi anche tutti gli idoli delle nazioni, i quali non hanno né l’uso degli occhi per vedere, né narici per aspirare aria, né orecchie per udire, né dita delle mani per toccare, e i loro piedi non servono per camminare. Infatti li ha fabbricati un uomo, li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito. Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile; essendo mortale, egli fabbrica una cosa morta con mani empie. Egli è sempre migliore degli oggetti che venera, rispetto ad essi egli ebbe la vita, ma quelli mai. Venerano anche gli animali più ripugnanti, che per stupidità, al paragone, risultano peggiori degli altri. Non sono tali da invaghirsene, come capita per il bell’aspetto di altri animali; furono persino esclusi dalla lode e dalla benedizione di Dio. Per questo furono giustamente puniti con esseri simili e torturati con una moltitudine di bestie. Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo; per appagarne il forte appetito gli preparasti come cibo quaglie dal gusto insolito, perché quelli che desideravano cibo, a causa del ribrezzo per gli animali inviati contro di loro, perdessero anche l’istinto della fame, mentre questi, rimasti privi di cibo per un breve periodo, provassero un gusto insolito.

Da che mondo è mondo, gli uomini hanno sempre cercato di costruirsi degli idoli ai quali attaccare la propria esistenza. Il giudizio è espresso in moltissimi libri della Bibbia e, ovviamente è un giudizio del tutto negativo. L’uomo che crea gli idoli sottomette a prodotti delle sue mani la propria libertà. Il sapiente, riflettendo su questo modo di fare insito nell’uomo, esprimeva questa posizione di saggezza: l’uomo può creare qualsiasi cosa, anche un idolo. Ma mentre egli è vivente, l’idolo non lo sarà mai. Un giudizio molto forte e, al tempo stesso molto bello, per dire che un idolo non sarà mai niente. Per esprimere questo concetto, poi, l’autore sacro si riferiva velatamente ad alcune pagine dell’antico testamento che ricordano come anche il popolo di Israele si costruì degli idoli, perdendo la fiducia in Dio. È proprio a causa di questo che il popolo di Israele si allontanò da Dio e perse quella amicizia, quell’alleanza che, invece, Dio aveva proposto e che continuava a reclamare. Quando ci si allontana da Dio in favore di un idolo si perde tutto. Dio solo è il vivente: cosa mai può dare un idolo che non ha la vita?

Vangelo

Mc 10, 35-45
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Gli idoli peggiori, poi, non sono certo le statue di qualsiasi genere e tipo che l’uomo può creare. Piuttosto sono le cose negative che l’uomo cova nel suo cuore e, tra queste, il desiderio di prestigio, di gloria, di ricerca di onore. Idolo al quale non si sono sottratti nemmeno gli apostoli. Giacomo e Giovanni, probabilmente sostenuti dalla loro madre, Salome, chiesero al Signore non solo gloria e onore in questo mondo accanto a lui, ma addirittura di poter sedere nella vita eterna uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Onorati in questa vita e in quella futura! Evidentemente l’orgoglio di questi apostoli non aveva limite! Eppure noi non possiamo criticare, dal momento che le medesime cose sono anche dentro di noi.

Gesù, dal canto suo, richiama un dovere per i discepolo, una legge spirituale alla quale può accedere ogni uomo, l’unica che veramente rende grandi coloro che la accolgono: la legge del servizio, la legge dell’amore. Gesù propone se stesso come esempio: l’esempio di Dio che, non avendo bisogno di alcuno o di alcuna cosa, si incarna, viene a condividere la vita e la storia degli uomini e dona tutto sé stesso per loro. Questa è la dimensione di vita di Dio: la donazione. Chi vuole essere grande, chi vuole sconfiggere qualsiasi idolo o qualsiasi tentazione, deve crescere a questa scuola: la scuola della donazione, la scuola dell’amore, la scuola della vicinanza a chi è nel bisogno, nella fatica, nella difficoltà. Tutto questo nel nome di Dio e ad imitazione di Cristo, che viene per salvare l’uomo dal suo egoismo proponendo la legge della donazione senza limiti.

Per Noi

Vorrei che iniziassimo la settimana chiedendoci:

  • Quali sono i miei idoli?
  • Cosa faccio per arginare quella bramosia, quella voglia di apparire, quel desiderio di primeggiare che è dentro ogni uomo?
  • Come mi dono agli altri?

Credo che, avvicinandoci alla quaresima, ricordare la legge della donazione, per poi vedere Gesù crocifisso che si dona a ciascuno di noi, sia l’unico modo di tenere sempre ben presente nella nostra mente e nel nostro cuore, ciò che salva.

Chiediamo anche noi al Signore di crescere alla scuola di questa donazione evangelica, per vivere bene questo tempo e per avvicinarci alla vita eterna carichi di quei frutti di buone opere che saranno il contenuto dell’ultimo giudizio.

2020-02-15T08:57:18+01:00