Giovedì 17 febbraio

Settimana della 6 domenica dopo l’Epifania – giovedì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA Sir 2, 12-18
Lettura del libro del Siracide

Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti e al peccatore che cammina su due strade! Guai al cuore indolente che non ha fede, perché non avrà protezione. Guai a voi che avete perduto la perseveranza: che cosa farete quando il Signore verrà a visitarvi? Quelli che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole, quelli che lo amano seguono le sue vie. Quelli che temono il Signore cercano di piacergli, quelli che lo amano si saziano della legge. Quelli che temono il Signore tengono pronti i loro cuori e si umiliano al suo cospetto. «Gettiamoci nelle mani del Signore e non in quelle degli uomini; poiché come è la sua grandezza, così è anche la sua misericordia».

SALMO Sal 117 (118)

Il Signore e il sostegno dei giusti.

Il Signore è per me, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?
Il Signore è per me, è il mio aiuto,
e io guarderò dall’alto i miei nemici. R

È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. R

Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza. R

VANGELO Mc 9, 38-41
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Giovanni disse al Signore Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa».

Vangelo

La scena del Vangelo di oggi è il seguito di quella di ieri.

I discepoli, mentre discutevano tra di loro su chi fosse il più grande, hanno anche avuto la brillante idea di fermare un uomo che, pur non essendo del loro gruppo, compie quell’opera grande di scacciare i demoni. Evidentemente si tratta di un uomo di fede molto profonda, un uomo di grande attenzione agli altri, che sa intervenire per portare alcuni indemoniati alla salvezza. Comprendiamo subito il motivo di tutto questo: l’invidia. L’invidia per un uomo che compie un’opera grande. Prevale la considerazione sulla grandezza dell’opera che non quella sulla sua bontà. I discepoli, presi dai loro pensieri, preferiscono allontanare uno che fa del bene solo perché non appartiene al loro gruppo. È una logica di esclusione che stride fortemente con quella che Gesù sta predicando ormai da tempo proprio anche a loro. “Chi non è contro di noi è per noi!”, proclama Gesù, per sintetizzare la sua logica. Gesù fa ampiamente capire che chi non è esplicitamente contro di lui, è a suo favore. Non è questione di etichette, non è questione di appartenenze, non è questione di gruppi. È solo questione di ricerca del bene. Chi fa del bene, anche senza sapere pienamente cosa sta facendo, anche senza spirito di fede, opera, comunque, in modo da accrescere quella presenza del regno di Dio che è in mezzo agli uomini.

Siracide

Anche il Siracide ci permette di completare questa meditazione. “Guai ai cuori pavidi!”, diceva il sapiente. Chi ha paura di tutto e di tutti, chi rimane bloccato nelle sue paure, è un uomo che vive a metà! “Guai ai cuori indolenti” che si trascinano dietro a mille scuse pur di non compiere il bene che possono. “Guai a voi che avete perduto la perseveranza!”, a chi ha perso il gusto di continuare a camminare nel nome del Signore, cercando di fare il bene che può. Una requisitoria molto bella, perché il sapiente sa bene che, a volte per paura, a volte per pigrizia, a volte per altri motivi, si perde la perseveranza nel cammino di fede e si perde anche la capacità di compiere il bene che è alla nostra portata. Il sapiente rimprovera, quindi, coloro che si trovano in questa situazione, perché riprendano in mano la propria vita e scelgano di rimettersi nelle mani del Signore. Solo chi si rimette nelle Sue mani e non in quelle degli uomini, ritrova la via per accedere a quella realizzazione dell’esistenza che solo il Signore può dare.

Per noi

Oggi la meditazione è forte per ciascuno di noi. Anche noi viviamo le nostre invidie, anche noi viviamo le nostre esclusioni. Credo che tutti, se ci fermiamo a pensare, abbiamo vissuto qualcosa del genere. Può darsi che abbiamo criticato qualcuno perché non apparteneva al nostro giro, può darsi che abbiamo escluso qualcuno solo perché non lo conoscevamo bene. Quante volte abbiamo agito e agiamo tuttora in questo senso. Non solo come singoli. Qualche volta anche nella chiesa facciamo così. Non valorizziamo un’iniziativa, un percorso solo perché non è proposto da quelli del nostro gruppo. Quante volte non prendiamo in considerazione il bene che viene da altre parti e pretendiamo che solo il nostro modo di compiere il bene sia quello giusto! Come se ci fosse un modo corretto per compiere il bene e uno non corretto! Credo proprio che, nelle nostre posizioni personali o anche ecclesiali, non abbiamo sempre ben compreso il valore e il significato di questa pagina. Impariamo anche noi, allora, a non pesare il bene degli altri. Impariamo a valorizzare il bene che c’è, da qualsiasi parte provenga. Impariamo ad essere più liberi di fronte alle cose che capitano nella vita e a valorizzare il molto bene che anche noi conosciamo, da qualsiasi parte provenga. Il Signore ci guidi in questo cammino che ci deve portare ad avere un cuore libero e grande, un cuore capace di valorizzare tutti e di servire tutto. È un cammino penitenziale lungo e difficile, ma aiutati dalla grazia di Dio potremo sempre farcela!

Impariamo che solo nella libertà che lo Spirito suscita è presente quella grazia che, davvero, può guarire tutti da quelle miserie che dividono nella vita. Perché di miserie si tratta!

2022-02-10T12:21:29+01:00