Lunedì 17 febbraio

Settimana della 6 domenica dopo l’Epifania – Lunedì

La spiritualità della settimana

Questa settimana sarà tipicamente feriale e ci porterà verso l’ultima fase di questo tempo liturgico dopo l’Epifania, quest’anno molto lungo, immettendoci nelle settimane dedicate alla misericordia e al perdono. Per l’ultima settimana leggeremo il Siracide.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 38, 9-14
Lettura del libro del Siracide

Figlio, non trascurarti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarirà. Allontana l’errore, regola le tue mani, purifica il cuore da ogni peccato. Offri l’incenso e un memoriale di fior di farina e sacrifici pingui secondo le tue possibilità. Poi ricorri pure al medico, perché il Signore ha creato anche lui: non stia lontano da te, poiché c’è bisogno di lui. Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani; anch’essi infatti pregano il Signore perché conceda loro di dare sollievo e guarigione per salvare la vita.

SALMO Sal 72 (73)

Fuori di te, Signore, nulla bramo sulla terra.

Riflettevo per comprendere
ma fu una fatica ai miei occhi,
finché non entrai nel santuario di Dio.
Quando era amareggiato il mio cuore
e i miei reni trafitti dal dolore,
io ero insensato e non capivo. R

Io sono sempre con te:
tu mi hai preso per la mano destra.
Mi guiderai secondo i tuoi disegni
e poi mi accoglierai nella gloria. R

Chi avrò per me nel cielo?
Con te non desidero nulla sulla terra.
Vengono meno la mia carne e il mio cuore;
ma Dio è roccia del mio cuore,
mia parte per sempre. R

VANGELO Mc 8, 31-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare ai discepoli che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Siracide

Il tema della salute è sempre stato molto importante. Il Siracide propone una visione sapienziale anche di questo tema, unita però ad una chiara professione di fede. La riflessione sapienziale è quella che porta a dire che la salute è un dono importantissimo, forse il più importante della vita. Per questo è bene che la curiamo, la cerchiamo, la difendiamo. Così come è sapiente, quando la salute manca, ricorrere alla cura del medico. Il suo servizio serve, appunto, a curare la salute, a mantenere in forma il corpo e la mente. Tuttavia il Siracide non rinuncia alla visione di fede. Per quanto possa fare l’uomo per difendere la sua salute e per quanto possa fare il medico per salvare la salute dei suoi pazienti, è piuttosto vero che tutto è nelle mani di Dio. È per questo che talvolta gli interventi del medico riescono e salvano la salute dell’uomo, altre volte no. Tutto è nelle mani di Dio e per tutti c’è una volontà che deve essere osservata. Ciascuno è dentro un mistero. Pur dovendo fare tutto quello che è necessario fare, è bene ricordare che tutto è nelle mani di Dio, anche la cura del corpo.

Vangelo

Il Vangelo permette di continuare questa riflessione, perché, nel ricordarci la sofferenza scelta e patita dal Signore, insegna anche quale sia il valore salvifico della sofferenza stessa. Chi soffre, se si affida a Dio, se intende partecipare con la sofferenza propria alla sofferenza di Cristo, trova un valore salvifico alla sua sofferenza. Non è che essa, in qualche modo, venga meno, o venga resa meno acuta o più sopportabile. Solamente la sofferenza condivisa fa pensare alla vicinanza di Cristo. Nel momento della sofferenza, che è sempre molto delicato, molto difficile, non augurabile a nessuno, il Signore si rende presente accanto ai sofferenti in modo del tutto unico. La sua presenza, la sua vicinanza sono ciò che dà senso alla sofferenza del corpo e dello spirito di un uomo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che sia una riflessione fondamentale anche per noi. Sia che siamo in salute sia che già abbiamo sperimentato o stiamo sperimentando la mancanza della salute, credo che tutti possiamo trovare vere queste parole. Cosa occorre che facciamo?

Anzitutto cerchiamo di preservare la nostra salute il più possibile e, quindi, non esponiamoci volontariamente, deliberatamente a tutto ciò che può comprometterla.

In secondo luogo, se siamo in salute, preghiamo per i sofferenti, perché la loro condizione permetta un itinerario di fede. Preghiamo perché le prove non siano così eccessive tanto da spegnere la fiducia in Dio in coloro che sperimentano il senso della prova.

Infine, se ci manca la salute, sentiamo vicina la presenza di Cristo, al quale possiamo affidare anche le nostre sofferenze per sentire la sua consolante presenza ed il suo consolante aiuto.

Credo poi che questa mattina la nostra preghiera possa anche avvicinarsi ad altre due categorie di persone: i medici, anzitutto. Preghiamo perché i loro occhi, le loro menti, le loro mani, siano guidati da Dio, che deve illuminare e sostenere il loro lavoro e la cura che essi applicano.

Poi preghiamo per coloro che stanno vicino ai malati. Anche stare vicino ai malati non è semplice e, se ci è già capitato di fare questa esperienza, lo sappiamo oltremodo bene. Non è solo questione di pazienza, che comunque deve essere sempre molta. È anche capacità di condivisione, opportunità di vedute, capacità di sostegno… realtà che non sempre sono doti del carattere e che possono, comunque, essere sostenute dalla fede e illuminate da Dio.

Abbiamo quindi la possibilità di avere una serie di attenzioni e di preghiera da vivere in questo giorno. Rimettiamoci con verità davanti al Signore e cerchiamo di vivere con fede questa preghiera di affidamento e di intercessione.

Provocazioni dalla Parola

  • Che cosa penso io su questi temi?
  • Cosa posso fare io nella posizione in cui mi trovo?
  • Per chi posso intercedere oggi concretamente?
2025-02-15T08:26:50+01:00