Lunedì 17 giugno

Settimana della 4° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Non ci sono santi particolari da festeggiare se non i Santi Protaso e Gervaso e poi San Luigi. Abbiamo così la possibilità di non interrompere mai il lezionario previsto per la settimana, se non per la prima festa.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 4, 32-40
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Tu sei stato fatto spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui. Dal cielo ti ha fatto udire la sua voce per educarti; sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e tu hai udito le sue parole che venivano dal fuoco. Poiché ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro discendenza dopo di loro e ti ha fatto uscire dall’Egitto con la sua presenza e con la sua grande potenza, scacciando dinanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, facendoti entrare nella loro terra e dandotene il possesso, com’è oggi. Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

SALMO Sal 76 (77)

Ricordiamo con gioia, Signore, le tue meraviglie.

Ricordo i prodigi del Signore,
sì, ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Vado considerando le tue opere,
medito tutte le tue prodezze. R

O Dio, santa è la tua via;
quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie,
manifesti la tua forza fra i popoli. R

Hai riscattato il tuo popolo con il tuo braccio,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.
Guidasti come un gregge il tuo popolo
per mano di Mosè e di Aronne. R

VANGELO Lc 6, 39-45
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

Deuteronomio

Giustamente il popolo di Israele viene definito “il popolo della memoria” perché è un popolo che continua a fare memoria di ciò che Dio ha fatto per lui. Lo diceva con grande chiarezza la lettura che abbiamo ascoltato oggi, dove l’autore poneva proprio questa domanda: chi ha fatto altre cose per il popolo che Dio si è scelto come le ha fatte Dio? La domanda è una particolare chiave di rilettura della storia della salvezza. L’autore deuteronomista sa rileggere le pagine della storia di Israele, per dire a tutti che non c’è altro Dio all’infuori di Dio, non c’è altro Dio capace di fare cose grandi e belle come il Dio dei padri.  Se vogliamo l’autore di questa pagina cerca, in ogni modo, di sottolineare come la storia della salvezza si attua proprio con la forza e nella potenza di Dio. Occorre però avere occhio per vederla. Sottintesa è la domanda: come fanno alcuni a non vedere tutto questo? Come è possibile vivere senza fede in Dio? È la domanda chiave sempre, in ogni epoca, in ogni momento della storia della salvezza.

Vangelo

Il Vangelo è fatto da una serie di affermazioni che intendono far riflettere l’uomo di fede.

Può un cieco essere una guida? Eppure la polemica è evidente: molti uomini scelgono come proprie guide persone cieche! Persone che non hanno fede, che non possono condurre a Dio. Pertanto è già segnata la storia di chi vive così: cadrà in un fosso con la sua guida cieca! Ovvero perderà il gusto della propria esistenza, si allontanerà da Dio fonte, autore di ogni gioia. Piuttosto guida saggia è un discepolo che ripete le cose imparate dal suo maestro.

Come si fa a togliere una pagliuzza dall’occhio di un altro se, nel proprio, c’è una trave? L’indicazione è quella prima a correggere se stessi, poi a correggere gli altri. Solo il discepolo che si mette in uno stato di conversione continua può dare consigli anche agli altri su come vivere la propria fede e la propria vita.

Come può un albero buono dare frutti cattivi o viceversa un albero cattivo dare frutti buoni? È un invito a scegliersi una guida buona, per non lasciare che la propria vita, lontana da Dio, vada in malora.

Siamo quindi in presenza di tre detti che hanno la medesima provocazione spirituale da dare.

Per noi e per il nostro cammino di fede

La provocazione è evidente – io credo – e fortissima anche per noi, perché a tutti noi è chiesto di capire chi vogliamo seguire, quale guida vogliamo sceglierci e, soprattutto, dobbiamo chiederci anche noi chi può intervenire a nostro favore in ogni momento della vita se non Dio solo. Eppure tutti vediamo questo: moltissimi si allontanano da Dio, scelgono guide diverse per la propria esistenza, rinnegano la fede, rischiando moltissimo. Il rischio è quello di perdere, come diceva il Vangelo, la fonte, l’origine, la sorgente della propria pace e della propria gioia. Il rischio, prima che per gli altri, vale per noi. Ecco perché, anzitutto, dobbiamo chiederci se noi in prima persona sappiamo fare memoria dei benefici di Dio presenti nella nostra vita per impegnarci in una sequela più forte. Noi per primi dobbiamo chiederci se siamo pronti a farci discepoli che imparano per essere poi testimoni per altri. Poi, certo, possiamo anche guardare a ciò che accade per lo più nel nostro tempo e nella nostra società e, senza mai lamentarci, possiamo dare l’esempio di come è possibile, oggi, seguire il Signore. Questo è quello che il Signore si attende da noi. Il Signore si attende di vedere che noi sappiamo fare memoria dei benefici ricevuti per saper dare risposta anche ad altri di ciò che possiamo e sappiamo fare grazie alla fede.

La provocazione del Vangelo è fortissima per tutti. Noi sappiamo dirigerci verso la fonte, l’origine della nostra felicità? Sappiamo dire anche ad altri qual è l’origine della felicità per tutti? Perché è vero: lontano da Dio una vita rischia di essere tremendamente infelice. Lo riscontriamo spesso. Molte vite si avviliscono proprio per questo, perché sono lontane da Dio.

Rileggiamo con profonda attenzione queste Scritture, cerchiamo di farle nostre, cerchiamo di essere attenti a viverle noi per primi. Saremo noi in comunione con Cristo, sorgente di pace e di gioia e trasmetteremo ad altri il gusto della ricerca per la medesima sorgente di pace.

Provocazioni dalla Parola

  • Sappiamo fare memoria dei benefici di Dio?
  • Sappiamo testimoniare che solo in questo modo sappiamo raggiungere una profonda pace?
2024-06-15T22:26:12+02:00