Domenica 17 Novembre

Il cammino di Avvento, nell’attesa della sua venuta.

Mistero dell’Incarnazione,

1a domenica d’avvento

La preghiera è certamente uno dei temi maggiori della nostra fede. Senza la preghiera non ci può essere desiderio di Dio e, quindi, vita cristiana. Iniziare il tempo di avvento, secondo i pilastri che il nostro Arcivescovo ci ha consegnato per questo tempo forte, credo significhi mettere al centro della nostra riflessione proprio questo tema. Forse occorre un esame di coscienza preliminare:

  • Cosa penso della preghiera?

  • Come vivo la preghiera in questo momento della mia vita?

  • Cosa potrebbe chiedermi un avvento vissuto in modo che sia davvero fonte di rinnovamento personale?

Vangelo

Ci lasciamo, anzitutto, provocare dal Vangelo.

L’amore di molti si raffredderà…”. Appare scontato, secondo la riflessione di Gesù, che l’amore per Dio, l’amore per la preghiera, l’amore per le cose di Dio e, perfino, lo stesso amore per la sua casa, si raffreddi. Gesù pronuncia queste parole proprio mentre si trova nel tempio, per eccellenza la “casa di preghiera” del popolo ebraico. È guardando le pietre di questa casa, è osservando la gente che prega, che Gesù pronuncia queste parole. Perché l’amore dell’uomo si raffredda?

  1. Per il dilagare del mistero dell’iniquità…”. Lo dice il vangelo. C’è un mistero dell’iniquità che sconvolge il mondo e al quale il cristiano stesso partecipa, dal quale nessuna anima è esente. C’è una provocazione in negativo del mistero del male che spinge l’uomo fragile a dubitare di Dio, a dubitare della sua presenza, a dubitare della sua onnipotenza, a non rivolgersi più a Dio come amico, vicino, alleato. I colpi, a volte duri, che il mistero del male infligge sull’umanità diventano un ostacolo alla preghiera. Gesù lo sa e ne parla con i suoi.
  2. Sorgeranno falsi profeti… diranno il Cristo eccolo qui, eccolo là”. L’amore si raffredda quando sorgono falsi profeti e quando si va dietro ad ogni presunta rivelazione, ad ogni presunta teoria di fede, ad ogni diceria. Gesù riconosce che c’è un altro ostacolo alla preghiera e sono tutte le voci che, in qualche modo, distolgono il pensiero dell’uomo dal mistero di Dio. Quando la coscienza dell’uomo non è più provocata alla ricerca, quando nel cuore dell’uomo si spegne il desiderio di conoscere, vedere, amare Dio, quando sono altre le voci che parlano nel segreto della coscienza, ecco che si spegne il desiderio di quel “parlare con Dio” che è la preghiera.
  3. Vi saranno molti segni… il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce”. Quando manca la preghiera si va in cerca di segni, con i quali, spesso, si mette alla prova il Signore. Spesso poi, non si sa nemmeno bene come interpretare i segni del cambiamento che il mondo da sempre vive e nascono le teorie più disparate. Gesù ha dato rilievo molto spesso a questo tema, ricordando che il segno di cui l’uomo ha bisogno per pregare, altro non è che quello che Dio stesso offre: il segno della Croce di suo Figlio. È di fronte al Crocifisso che un uomo si inginocchia riconoscendo la maestà del suo Dio che per salvarlo ha dato la vita di Cristo.

Isaia

Faceva eco a questa provocazione del Vangelo, la parola del profeta che, in positivo, ci diceva cosa è la preghiera.

Portare nel cuore la parola di Dio”. Quando nel cuore c’è spazio per la parola di Dio, quando un credente è ancora capace di pregare partendo dalla sua parola, tutto ciò che si oppone alla forza della preghiera, tutto ciò che si oppone alla fede, viene meno, perché la forza della fede, la forza della preghiera, è superiore a tutto.

Ancora il profeta diceva: “La mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione”. Isaia ci insegna che la scuola della preghiera a cui un uomo può accedere, diventa fonte di stabilità. Senza la forza che viene dalla preghiera, nulla è stabile. Tutto rimane indeterminato e vago. È la fede in Dio che permette all’uomo di accedere a quella stabilità della vita che, pian piano, sorregge il desiderio di Dio che è la vita eterna.

Tessalonicesi

Così ci aiuta anche la voce dell’apostolo Paolo

“Quanto alla venuta del Signore, vi chiediamo di non lasciarvi troppo presto confondere…”. C’è un motivo che sostiene la preghiera dell’uomo: l’attesa del suo ritorno, il sapere che la nostra vita non finisce nel nulla, ma nelle sue mani. È l’attesa dell’incontro con Dio che motiva la preghiera del credente. Nell’attesa della sua venuta finale, tema che questa prima domenica di Avvento mette al centro della nostra riflessione, il credente si rivolge a Dio, cerca di coltivare il senso della sua presenza, parla con il suo Signore, si sente attratto dalla sua misericordia, lo supplica per i suoi bisogni, sapendo che Dio è fedele alleato, Padre provvidente, sostegno nelle difficoltà della vita. Si comprende così l’esortazione dell’apostolo: “Conservate l’amore per la verità per essere salvati”. Quando si conserva l’attenzione alla preghiera, si conserva l’amore per la Verità di Dio. Quando si conserva questo amore per la Verità, nulla di quello che può accadere nella vita riesce a smuovere il credente. La preghiera diventa così il sostegno degli umili e dei semplici, della gente che si dispone ad aprire il cuore e a lasciare che Dio attragga a sé l’anima. Perché la preghiera non è solo l’attività dell’uomo che si rapporta al suo Dio, ma anche l’azione stessa di Dio che attira a sé un’anima.

Per Noi

Vorrei che tutta questa prima settimana di Avvento, fosse un tempo da dedicare ad un ritorno alla scuola della preghiera, realtà che noi tutti, spesso trascuriamo. Le scuse sono le più banali: la stanchezza, la mancanza di tempo, la fatica che viene dal pregare… La prima settimana di Avvento ci richiama, con forza, il fatto che la preghiera non è un’attività accanto alle altre attività della giornata, così che, in qualche modo, occorra tempo. Non è un’azione che, in qualche modo, aumenta la fatica che già si compie per altre cose. Piuttosto la preghiera è un “riposo dell’anima in Dio”, un momento di silenzio, di solitudine con Dio, per dare senso a tutti gli altri momenti della vita. Se c’è il desiderio di Dio, se la presenza di Dio viene cercata, se la Parola di Dio viene letta con costanza e con attenzione, se c’è, in qualche modo, il desiderio di parlare con Dio, allora nasce, nell’anima, il forte desiderio di stare con il Signore e di incominciare ad interpretare la vita alla luce della fede.

Dunque:

  • Scegli un tempo della tua giornata, dove gli affanni e le preoccupazioni del tempo e della vita, possono essere arginate e dove si può parlare, a tu per tu, con Dio;

  • Incomincia un dialogo con il Signore, che è fatto di parole ma anche di silenzio, di formule ma anche di un libero parlare con Dio, di contemplazione del suo mistero… La preghiera può assumere diverse forme, diversi contorni. Ma unico è lo scopo: aiutarci ad entrare nella comunione con Dio e farci sentire sostenuti nelle cose della vita.

  • Ricorda che una preghiera autentica diventa efficace solo quando è continuativa. Sii fedele al tempo di preghiera che ti riservi. Tratta questo tempo come un’oasi per la tua giornata.

  • Non dimenticare che la Chiesa è sempre disponibile per un incontro con Dio. Basta anche une breve visita, una piccola sosta in chiesa a cambiare la tua giornata.

  • Valorizza gli strumenti che vengono messi a tua disposizione per la preghiera.

Ecco, l’avvento incomincia da qui. Chiediamo al Signore di sostenere la nostra forza e il nostro impegno, perché questo Avvento ci trovi dediti a quella preghiera che, sola, salva la vita e l’anima.

2020-01-12T10:27:51+01:00