giovedì 17 novembre

Settimana della 1 domenica di Avvento – giovedì 

La spiritualità di Avvento per questo giorno

“Tralci degeneri di vigna bastarda”.

Oggi scelgo queste parole per vivere bene il nostro richiamo quotidiano alla serietà del cammino.

La Parola di Dio per questo giorno

GEREMIA 2, 1-2a. 12-22
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme: Così dice il Signore: O cieli, siatene esterrefatti, inorriditi e spaventati. Oracolo del Signore. Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua. Israele è forse uno schiavo, o è nato servo in casa? Perché è diventato una preda? Contro di lui ruggiscono leoni con ruggiti minacciosi. Hanno ridotto la sua terra a deserto, le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita. Persino le genti di Menfi e di Tafni ti hanno umiliata radendoti il capo. Non ti accade forse tutto questo perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio, al tempo in cui era tua guida nel cammino? E ora, perché corri verso l’Egitto a bere l’acqua del Nilo? Perché corri verso l’Assiria a bere l’acqua dell’Eufrate? La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore, tuo Dio, e non avere più timore di me. Oracolo del Signore degli eserciti. [Già da tempo hai infranto il giogo, hai spezzato i legami e hai detto: “Non voglio essere serva!”. Su ogni colle elevato e sotto ogni albero verde ti sei prostituita. Io ti avevo piantato come vigna pregiata, tutta di vitigni genuini; come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda? Anche se tu ti lavassi con soda e molta potassa, resterebbe davanti a me la macchia della tua iniquità. Oracolo del Signore».]

SALMO Sal 73 (74)

Signore, sii fedele alla tua alleanza.

O Dio, perché ci respingi per sempre,
fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo?
Ricòrdati della comunità
che ti sei acquistata nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tua proprietà,
il monte Sion, dove hai preso dimora. R

Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel santuario;
con l’ascia e con le mazze
frantumavano le sue porte. R

Non abbandonare ai rapaci la vita della tua tortora,
non dimenticare per sempre la vita dei tuoi poveri.
Volgi lo sguardo alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza. R

PROFETI Am 8, 9-12
Lettura del profeta Amos

«In quel giorno – oracolo del Signore Dio – farò tramontare il sole a mezzogiorno e oscurerò la terra in pieno giorno! Cambierò le vostre feste in lutto e tutti i vostri canti in lamento: farò vestire ad ogni fianco il sacco, farò radere tutte le teste: ne farò come un lutto per un figlio unico e la sua fine sarà come un giorno d’amarezza. Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore Dio – in cui manderò la fame nel paese; non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare le parole del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troverànno».

VANGELO Mt 9, 16-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli di Giovanni: «Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Geremia

Il profeta parla sempre per immagini. La prima immagine è quella di una cisterna screpolata. Chi vive in un territorio semi desertico, chi vive in un luogo dove la mancanza di acqua è una cosa seria, sa bene che è essenziale avere cisterne. Solo che, quando le cisterne si screpolano e non riescono più a trattenere acqua, vanno abbandonate. Occorre scavarne o costruirne di altre, nuove, che siano impermeabilizzate, che trattengano acqua. Così è la vita dell’uomo. Se la coscienza dell’uomo diventa screpolata, se la coscienza dell’uomo diventa inutile perché non sa più proporre un qualsiasi richiamo al bene, come ci si salverà?

L’immagine della vigna è classica in tutto il Primo Testamento, anche se il Signore, poi, ne ha fatto un’immagine di molte sue predicazioni. La vigna è una pianta nobile. Dalla vigna si raccoglie un frutto nobile. Eppure, diceva il profeta, Israele, pensato come la vigna di Dio, si è pervertito e si è trasformato in “vigna bastarda” che produce un “frutto degenere”. Le parole sono pesantissime e indicano il cammino di chi ha proprio tradito il Signore, il cammino perverso di chi si è allontanato da Dio non producendo niente. Parola veramente al limite dell’inaccettabile, eppure parola che il profeta pronuncia conscio che il compito dell’uomo di Dio non è compiacere la falsa pace delle coscienze, ma spronare alla verità.

Amos

Anche la parola di Amos non è poi molto facile da digerire. Immagini terribili anche qui. A partire dal sole che tramonta a mezzogiorno. Il mezzogiorno è preso a simbolo dell’ora di maggior luce della giornata. Ebbene, quello che si crede luce diventa tenebra. Quello che dovrebbe donare sicurezza diventa, invece, occasione di insicurezza massima.

Altra immagine più volte usata dal Primo Testamento: le feste che si mutano in lutto. Anche questa un’immagine di assoluta perversione. Quando le feste si mutano in lutto c’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che non torna!

Queste immagini terribili dicono ciò che accade in tanti momenti della storia: quando ci si è allontanati troppo da Dio, si capisce che non si va da nessuna parte e allora si torna ad avere fame della sua parola. Questo è ciò a cui Dio vorrebbe condurre l’uomo quando l’uomo si distanzia troppo da Lui.

Vangelo

Di per sé un’immagine comprensibile a tutti. L’immagine dell’uomo che spilla il vino e lo mette in otri che siano capaci di contenerlo. L’immagine di una sarta che sa quando vale la pena di riparare e quando, invece, non si può fare altro che comperare un vestito nuovo. Noi non viviamo certo così. Almeno per l’immagine della sarta che ripara. Noi compriamo solamente ciò che ci fa più piacere e basta! Immagini che dicono che la fede deve sempre essere un richiamo a cose nuove e che dovrebbe spronarci a realtà in grado di rinnovarci sempre.

Il nostro cammino alla luce di queste immagini

Anche oggi, io credo, ci vengono donate immagini forti perché noi sappiamo spronare il nostro cammino. Se guardiamo a tante cose che avvengono nella nostra società, dovremmo dire che siamo proprio noi i “figli degeneri di vigna bastarda”. La nostra società è nata nel solco dei grandi valori cristiani che hanno fatto l’Europa. Ma noi ci siamo allontanati da essi, cercando ben altro. Così siamo diventati come i figli degeneri di una vigna che, da preziosa, si è imbastardita. Suggerirei di sostare davvero su questa parola così dura, così quasi offensiva. Ci fa bene e ci farà capire che o noi torniamo ad una professione di fede che sia reale, o noi continueremo a pervertire i nostri passi e ad incamminarci sempre più lontano da Dio. Così come direi di sostare anche sull’immagine del sole che tramonta a mezzogiorno, perché noi siamo un po’ questo genere di civiltà. Eravamo i più avanti in un cammino di reale promozione dell’uomo alla luce dei valori della fede e abbiamo perso tutto. Se abbiamo fatto questo è perché, davvero, non siamo stati capaci di rinnovare quell’abito singolare che è la coscienza o non abbiamo saputo trattenere il buon vino in otri nuovi, sempre per stare all’immagine del Vangelo.

Intenzioni di preghiera

Suggerisco di pregare per noi, perché sappiamo sostare su questa immagine dei “tralci degeneri di vigna bastarda” senza ribellarci, ma cercando di capire perché la Chiesa ci rivolge questa parola di Dio così difficile, per cercare di capire dove ci vuole portare.

Una seconda intenzione di preghiera di oggi potrebbe consistere nel pensare all’immagine del tramonto a mezzogiorno. Fermiamoci a pensare all’Europa cristiana, fermiamoci a pensare alle radici cristiane dell’Europa che sembrano perse. Molti sono stati i richiami dei papi San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, come ora lo sono di papa Francesco. Cerchiamo di ripensare a cosa potremmo fare per recuperare queste radici.

In una terza intenzione di preghiera vi invito a sostare sull’immagine del Vangelo per capire come noi possiamo essere vestito nuovo, per la Chiesa e per la società, o vino nuovo da versare in otri nuovi.

Preghiamo per un rinnovamento non formale, non superficiale della nostra fede.

2022-11-10T22:43:08+01:00