Domenica 17 dicembre 2023

6 domenica di Avvento: Divina Maternità della Vergine Maria

Per introdurci

  • Chi è il cristiano? Quale la sua identità?

Abbiamo ormai trovato già molte risposte alla domanda che guida il nostro Avvento: il cristiano è l’uomo che attende; il credente, poiché attende, vive in sobrietà; il credente si sforza di essere come una lampada che arde e che risplende; il credente è l’uomo dell’accoglienza; il credente è l’uomo che vuole essere segno e profezia per il suo mondo e il suo tempo. In questa sesta domenica di avvento, la domenica dell’incarnazione o della divina maternità della Vergine, siamo invitati a riscoprire un altro tratto della identità del cristiano. Il credente è l’uomo della gioia.

Marana Thà! Vieni Signore Gesù!

Così che, anche in questa domenica, possiamo pregare con fede: “marana thà!”, Vieni, Signore Gesù, e rendici uomini capaci di testimoniare la gioia.

La Parola di Dio 

LETTURA Is 62, 10 – 63, 3b
Lettura del profeta Isaia

In quei giorni. Isaia disse: «Passate, passate per le porte, sgombrate la via al popolo, spianate, spianate la strada, liberatela dalle pietre, innalzate un vessillo per i popoli». Ecco ciò che il Signore fa sentire all’estremità della terra: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede”. Li chiameranno “Popolo santo”, “Redenti del Signore”. E tu sarai chiamata Ricercata, “Città non abbandonata”». «Chi è costui che viene da Edom, da Bosra con le vesti tinte di rosso, splendido nella sua veste, che avanza nella pienezza della sua forza?». «Sono io, che parlo con giustizia, e sono grande nel salvare». «Perché rossa è la tua veste e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?». «Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me».

SALMO Sal 71 (72)

Rallègrati, popolo santo; viene il tuo Salvatore.

Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero e abbatta l’oppressore. R

Scenda come pioggia sull’erba,
come acqua che irrora la terra.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato. R

Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. R

EPISTOLA Fil 4, 4-9
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

VANGELO Lc 1, 26-38a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Vangelo

Anzitutto ad essere piena di gioia, in questo giorno, è la Vergine Maria che, anche nelle prossime ferie prenatalizie, si mostrerà a noi tutti come modello di gioia. Per che cosa gioisce Maria?

La sua gioia è la gioia dei piccoli. Lei, ragazza sconosciuta, ragazza di un piccolo villaggio di provincia, ragazza che ha già deciso, in qualche modo, del suo futuro – è promessa sposa di Giuseppe – gioisce perché riceve la visita dell’Angelo. Maria è dentro un contesto di fede. La sua famiglia è una famiglia di fede che le ha insegnato ciò che il primo testamento rivela. Il primo testamento è pieno della presenza di angeli. Ecco perché, all’annunciazione, Maria rimane stupita di quella apparizione riservata proprio a lei, ma immediatamente capisce il saluto dell’Angelo: “rallegrati”. Come dire: sii piena di gioia, perché il Signore ha scelto te. Maria subito si apre a questa gioia, che è la gioia che le viene dalla fede, la gioia di chi capisce di essere parte del progetto di Dio, la gioia di una persona umile che capisce che nella sua condizione non è abbandonata.

In secondo luogo, la gioia di Maria è la gioia di colei che diventa madre. Questa è la gioia di ogni donna che attende un bambino, gioia che molti di voi hanno sperimentato e che condividete con Maria. È la gioia di sperimentare la vita dentro di sé, è la gioia di sapere che Dio genera vita attraverso gli uomini, è la gioia che si pregusta di avere tra le braccia un figlio. È una gioia molto umana, che Maria si era sicuramente augurata di sperimentare, anche se non in quel modo assolutamente inatteso ed inaspettato.

In terzo luogo, è la gioia di sapere che anche altri sono entro questo progetto di Dio: in primis c’è Elisabetta, che aspetta anche lei un figlio ormai nella sua vecchiaia. È il segno che Dio sceglie gli ultimi e chi ha perso, ormai, ogni speranza. Maria sente che quel segno la consolerà e, per questo, deciderà poi di recarsi dall’anziana parente. Maria sperimenta così la gioia della condivisione della fede, la gioia che viene dal parlare con altri della propria fede, di quello che si sente, di quello che si percepisce.

La gioia di Maria sarà anche quella di capire che il “suo” Giuseppe non è affatto escluso da tutto questo. Giuseppe è dentro questo piano di salvezza, è dentro questa logica, è dentro questo progetto di Dio; lo capirà pian piano, mentre anche a Giuseppe verrà dato di sperimentare tutto questo. Liturgicamente lo abbiamo già ascoltato proprio ieri, quando abbiamo ricordato l’annuncio a Giuseppe. Ecco tre motivi di gioia nella Vergine: l’essere scelta, l’essere madre, il condividere la gioia della fede con altri.

Isaia

Più difficile il testo di Isaia, che riguarda la gioia di Israele nel sentirsi popolo scelto, amato da Dio, salvato dal Signore. Israele ha sempre avuto questa consapevolezza, solo che essa ha dovuto fare i conti con la storia di questo popolo e con momenti nei quali è stato più difficile capire cosa significa questa realtà. Ecco che il profeta educa il suo popolo a vedere i segni della presenza di Dio e a capire, sempre più in profondità, che Dio si fa vicino. Il massimo di questa vicinanza sarà quella di Gesù Cristo, quella della sua incarnazione, quella della sua redenzione. Ecco perché il testo, pur essendo un testo di gioia, ha già qualche tratto che fa pensare alla futura passione del Signore, a chi deve dare la vita per il suo popolo. Il profeta intuisce che anche questo sarà una causa di gioia, perché la redenzione di tutti arriverà dalla volontà di Dio e dal suo operare per la salvezza di ciascuno. Il profeta, dunque, insegna che si gioisce quando si percepisce la fede come un dono, quando si percepisce la salvezza che giunge da Dio, quando si comprende che è Dio che visita il suo popolo. È per questo che rileggiamo questa profezia poco prima di Natale, perché noi vediamo, proprio nel Natale, il realizzarsi di tutte queste promesse.

Epistola

Il testo decisamente più bello è, però, l’Epistola. San Paolo ci mostra tanti motivi per i quali il credente sa sempre rallegrarsi.

“Rallegratevi nel Signore”. anzitutto questa precisazione il cristiano si rallegra non tanto per le cose che ha o per le cose che capitano, ma perché sa rileggere tutte queste cose con la sua fede. Il cristiano si rallegra proprio per la fede che illumina ogni cosa della vita. Il primo motivo di gioia del cristiano è proprio questo: avere ricevuto in dono la fede, che è la chiave per interpretare tutte le cose della vita. È una certezza che Paolo testimonia di avere ed è un invito ai credenti per avere la medesima gioia.

“La vostra amabilità sia nota a tutti”. Un altro motivo di gioia del credente è questa amabilità, ovvero la capacità di comportarsi, con gli altri, con quell’amore che la fede ispira. San Paolo ci sta dicendo che è fonte di gioia il portare ad altri la presenza di Cristo, è fonte di gioia il condividere con altri il Vangelo, è fonte di gioia il sapere che Cristo è ciò che unisce le persone. Paolo ragiona con le sue comunità cristiane. Cosa ha permesso il loro incontro? Cosa rende vera la loro relazione? La fede! Ecco perché San Paolo gioisce. Se non ci fosse stato questo motivo non li avrebbe mai incontrati. Così San Paolo invita anche altri cristiani a lodare il Signore e a rallegrarsi, perché la fede è motivo di incontro con altri uomini. Poiché questo deve esser emotivo per tutti di gioia, ecco l’invito ad essere amabili, ovvero l’invito a costruire relazioni belle, intense, significative, forti.

“Esponete a Dio le vostre richieste con preghiere”. Un altro motivo della gioia del cristiano è la preghiera. Il credente gioisce quando prega, il credente gioisce perché il Signore gli è vicino! Poiché il modo per sentire vicina la presenza di Dio è la preghiera, il cristiano gioisce quando prega, perché sa che in quel momento incontra il Signore e poiché sa anche che Dio sempre lo ascolta, ecco che la preghiera diventa il momento e il tramite per esprimere a Dio tutte le richieste che si possono avere nel cuore.

“Tutto quello che è nobile, tutto quello che è onorato e amabile…”. Infine il credente gioisce perché sa cercare il bene, il bello, il giusto in ogni cosa della vita. Il credente gioisce perché non si limita mai alla superficie delle cose, ma cerca di andare in profondità di ogni cosa. Il credente vede tanti uomini che si limitano alle cose superficiali o alle frivolezze e gioisce perché la sua fede non gli permette di fare questo, ma gli dona la forza per andare oltre, per andare più in altro, per andare alla radice di ogni cosa e di gustare la bellezza e la profondità di ogni realtà. Il credente scopre ogni giorno che la sua fede non gli permette di essere superficiale. Mai!

“Il Dio della pace sia con voi”. Infine il credente scopre che la fede è fonte di pace, Dio è Dio di pace e, proprio per questo, cerca di essere lui stesso sorgente di pace e rappacificatore dei rapporti umani.

Per il nostro cammino

Comprendiamo così, alla luce della Parola che abbiamo appena ascoltato, che anche noi siamo chiamati, oggi e non solo oggi, a gioire.

A gioire per la presenza di Dio nelle nostre vite e per la fede. Noi gioiamo per avere fede? Perché, come abbiamo visto, le scritture ci dicono che chi ha fede gioisce per la sua condizione, perché sa di non essere abbandonato da Dio, gioisce per la sua situazione, perché sa che è quella che lo porta verso il Signore, gioisce per i rapporti che stringe, perché anche in essi vede un dono di Dio, gioisce anche nelle angustie, perché sa che anche quelle cose lo avvicinano al Signore. Noi siamo così? Gioiamo per la fede? Forse, dobbiamo ammetterlo, troppo poco. Forse non capiamo che la fede è un dono che, se noi lo vogliamo e se noi lo permettiamo, cambia davvero tutta la nostra vita, perché plasma un modo di pensare, un modo di comportarci, un modo di vivere che è unico. Ecco perché la fede diventa gioia! Poiché rinnova il modo di pensare e di vivere, poiché ogni cosa viene vista nella luce di Dio, la fede cambia ogni cosa! Questo è il dono della fede a cui dovremmo guardare!

In secondo luogo, mi domando e domando a voi se noi siamo come diceva San Paolo, ovvero amabili, capaci di non angustiarci per nulla, capaci di cercare in ogni cosa la profondità che essa rivela… anche qui, forse lo facciamo troppo poco spesso e forse ci stiamo abituando anche noi cristiani ad essere superficiali come sono superficiali molte altre persone. La grazia da chiedere oggi, invece, è quella della profondità. Chiediamo di saper andare in profondità delle cose sempre, in tutte le cose, in ogni modo possibile  e immaginabile.

Infine chiediamo al Signore, specialmente per la settimana che ci sta davanti, di saper gioire della preghiera, che è la realtà spirituale che deve renderci sempre lieti. I giorni della novena devono essere, per noi cristiani, giorni di preghiera più intensa, non percepita come un dovere ma come un modo per preparare il Natale dentro i noi. Chiediamo al Signore proprio questa grazia, perché, davvero, ci sia la possibilità di preparare un Natale di fede, un Natale di gioia, che è quello che il Signore per un verso chiede e per un verso offre a ciascuno di noi.

Così anche noi, oggi, possiamo dire come in ogni domenica di Avvento:

Marana thà! Vieni Signore Gesù e aiutaci a riscoprire la gioia che viene dalla fede e dalla sua condivisione!

Marana thà! Vieni Signore Gesù e aiutaci ad andare in profondità delle cose, per non essere uomini superficiali!

Marana thà! Vieni Signore Gesù e guidaci ad un Natale che sia veramente momento di condivisione della gioia con te!  

Marana thà! Vieni Signore Gesù e rendi la novena di Natale momento utile e  bello per preparare la tua venuta.

Provocazioni dalla Parola

  • Vivo la gioia della fede?
  • Con chi condivido in profondità la mia fede?
  • Come vivrò questa novena?
2023-12-14T12:13:48+01:00