Sabato 18 marzo

Settimana della 3 domenica di quaresima – sabato

La spiritualità di questo giorno di quaresima

Vi ricordo sempre che il sabato ha un tono del tutto battesimale che, in questo giorno, scopriamo dal Vangelo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ez 20, 2-11
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, parla agli anziani d’Israele e di’ loro: Così dice il Signore Dio: Venite voi per consultarmi? Com’è vero che io vivo, non mi lascerò consultare da voi. Oracolo del Signore Dio. Vuoi giudicarli? Li vuoi giudicare, figlio dell’uomo? Mostra loro gli abomini dei loro padri. Di’ loro: Così dice il Signore Dio: Quando io scelsi Israele e alzando la mano giurai per la stirpe della casa di Giacobbe, apparvi loro nella terra d’Egitto e alzando la mano giurai per loro dicendo: “Io sono il Signore, vostro Dio”. Allora alzando la mano giurai di farli uscire dalla terra d’Egitto e condurli in una terra scelta per loro, stillante latte e miele, che è la più bella fra tutte le terre. Dissi loro: “Ognuno getti via gli abomini che sono sotto i propri occhi e non vi contaminate con gli idoli d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio”. Ma essi mi si ribellarono e non vollero ascoltarmi: non gettarono via gli abomini dei propri occhi e non abbandonarono gli idoli d’Egitto. Allora io decisi di riversare sopra di loro il mio furore e di sfogare contro di loro la mia ira, in mezzo al paese d’Egitto. Ma agii diversamente per onore del mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle nazioni in mezzo alle quali si trovavano, poiché avevo dichiarato che li avrei fatti uscire dalla terra d’Egitto sotto i loro occhi. Così li feci uscire dall’Egitto e li condussi nel deserto; diedi loro le mie leggi e feci loro conoscere le mie norme, perché colui che le osserva viva per esse».

SALMO Sal 105 (106)

Salvaci, Signore, nostro Dio.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. R

Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe. R

Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R

EPISTOLA 1Ts 2, 13-20
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi

Fratelli, rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti. Voi infatti, fratelli, siete diventati imitatori delle Chiese di Dio in Cristo Gesù che sono in Giudea, perché anche voi avete sofferto le stesse cose da parte dei vostri connazionali, come loro da parte dei Giudei. Costoro hanno ucciso il Signore Gesù e i profeti, hanno perseguitato noi, non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini. Essi impediscono a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano sempre di più la misura dei loro peccati! Ma su di loro l’ira è giunta al colmo. Quanto a noi, fratelli, per poco tempo privati della vostra presenza di persona ma non con il cuore, speravamo ardentemente, con vivo desiderio, di rivedere il vostro volto. Perciò io, Paolo, più di una volta ho desiderato venire da voi, ma Satana ce lo ha impedito. Infatti chi, se non proprio voi, è la nostra speranza, la nostra gioia e la corona di cui vantarci davanti al Signore nostro Gesù, nel momento della sua venuta? Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia!

VANGELO Mc 6, 6b-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

L’unzione

È proprio nell’ultima frase del Vangelo che noi scopriamo il richiamo al Battesimo: “ungevano con olio molti infermi e li guarivano”. L’unzione con olio, nella società antica, non è solo un fenomeno che riguarda gli atti ultimi della vita. Si ungevano gli atleti, prima delle corse nello stadio o delle lotte; si ungevano i corpi nei momenti termali; si ungevano i corpi con olio ed erbe come medicamento per curare le ferite… l’unzione è diventata gesto sacro partendo dalla vita, partendo da quello che era già in uso presso le popolazioni e si è caricato di senso cristiano ciò che era già un gesto apprezzato e diffuso.

Nel Battesimo noi abbiamo due unzioni diverse.

L’unzione pre-battesimale. È fatta con l’olio dei catecumeni. Catecumeno è chi si prepara al Battesimo. Per questo, l’olio era utilizzato proprio in senso “sportivo”. Come l’atleta si prepara a scendere nel campo per condurre la sua lotta, così il cristiano scende nel campo della vita e si prepara a lottare contro il male. In questo momento si chiede a Dio la liberazione dal peccato originale, ma si chiede anche la forza per resistere al fascino che il male, da sempre, ha sul cuore dell’uomo. Il senso di questa unzione è richiamare che la vita cristiana sarà una lotta e non una passeggiata! Ogni giorno occorrerà ri-decidersi per Cristo per lottare contro il male e le passioni che, inevitabilmente, attaccheranno il cuore dell’uomo.

La seconda unzione è immediatamente dopo l’immersione nel fonte. Quando il battezzato è stato lavato con il lavacro d’acqua, si unge la fronte con olio crismale, il secondo degli oli santi. Il senso di questa unzione è diverso. Il crisma è olio misto a profumo. Il suo gradevole ed intenso odore è qualcosa di sensibile. La liturgia utilizza questo segno per dire che, come un profumo sparge nell’ambiente il suo aroma, così il cristiano deve saper diffondere “il buon odore di Cristo” nel mondo. È un invito a compiere il bene, un invito a diffondere il sale della sapienza della fede, un invito ad operare nel nome di Cristo perché il suo nome sia riconosciuto dal bene che viene messo in campo dai credenti.

Come vedete il riferimento è solo al tema dell’unzione, perché il Vangelo, di per sé, parla dell’unzione dei malati, il sacramento che celebriamo in un altro momento della vita, per sovvenire le debolezze dei più fragili o di chi giace nell’ombra della morte.

Il nostro cammino di fede

Recuperare il senso del Battesimo, come facciamo in Quaresima, richiede un sapiente richiamo a questi segni. Anche noi siamo chiamati a fare entrambe le cose. Da un lato siamo tutti impegnati ad arginare il male. Il male ovviamente c’è. È presente nel cuore di tutti gli uomini. I cristiani, che non ne sono esenti, si impegnano a purificare anzitutto il loro cuore. Questo richiamo è fondamentale perché ci ricorda che la vita cristiana è lotta, decisione, impegno. Non è certo quiescenza, tranquillità, riposo. Chi si impegna per la vita cristiana deve saper assumere su di sé questo impegno che, poi, bisogna portare avanti tutti i giorni. È davvero un criterio difficile di vita.

Così come anche noi, segnati con il Sacro Crisma, in verità non solo il giorno del Battesimo ma anche quello della Confermazione, dovremmo impegnarci per diffondere nel mondo il buon aroma di Cristo. Lo faremo se le nostre azioni, le nostre parole, saranno ispirate al Vangelo.

Recuperare il senso battesimale dell’esistenza non è, come ripeto, fare memoria di un rito, cercare di rivivere nel tempo della consapevolezza quello che è stato fatto, per la maggior parte di noi, da infanti.  Recuperare il Battesimo significa essere attenti a come si vive, a come si pensa, a come si guarda al mondo, agli altri, alle realtà della vita. Vivere il Battesimo significa impegnarsi per arginare il male che ci tenta – e ciascuno ha il suo – e impegnarsi a diffondere il buon aroma di Cristo, nei modi che ciascuno potrà decidere di avere. Ecco come la memoria del Battesimo diventa non mero fatto liturgico ma piena consapevolezza di cammino.

Intenzioni di preghiera

Suggerirei di pregare per noi, perché ciascuno sappia far risplendere la coscienza battesimale che tutti abbiamo ricevuto nel Battesimo.

Suggerirei poi di pregare per coloro che chiedono il Battesimo, perché abbiano piena consapevolezza di quello che chiedono, e cioè non una benedizione, non un rito, non un augurio, ma una decisione ferma, un impegno grande per trasmettere la vita cristiana a chi viene dopo di noi.

Infine suggerirei di pregare per tutti noi, perché nel recupero del valore dei segni sacri e della liturgia in genere, possiamo vivere bene la nostra fede.

2023-04-01T17:01:21+02:00