Martedì 18 marzo

Settimana della prima domenica di quaresima – Martedì

Introduzione

Ricordo che ci siamo proposti di vivere una meditazione quaresimale che spazi fra le tre Scritture lette, senza commentarle puntualmente. Oggi lasciamo che i testi sacri ci ispirino per comprendere in che cosa consiste la sapienza del custodire per essere sale della terra.

La Parola di questo giorno

GENESI 13, 12-18
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Abram si stabilì nella terra di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma. Ora gli uomini di Sòdoma erano malvagi e peccavano molto contro il Signore.  Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Losi era separato da lui: «Alza gli occhi e, dal luogo dove tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente. Tutta la terra che tu vedi, io la darò a te e alla tua discendenza per sempre. Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti. Àlzati, percorri la terra in lungo e in largo, perché io la darò a te». Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.  

SALMO Sal 118 (119), 33-40

Guidami, Signore, sulla tua via.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore. R

Guidami sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in essi è la mia felicità.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso il guadagno. R

Distogli i miei occhi dal guardare cose vane,
fammi vivere nella tua via.
Con il tuo servo mantieni la tua promessa,
perché di te si abbia timore. R

Allontana l’insulto che mi sgomenta,
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi precetti:
fammi vivere nella tua giustizia. R

PROVERBI 4, 20-27
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, fa’ attenzione alle mie parole, porgi l’orecchio ai miei detti; non perderli di vista, custodiscili dentro il tuo cuore, perché essi sono vita per chi li trova e guarigione per tutto il suo corpo. Più di ogni cosa degna di cura custodisci il tuo cuore, perché da esso sgorga la vita. Tieni lontano da te la bocca bugiarda e allontana da te le labbra perverse. I tuoi occhi guardino sempre in avanti e le tue pupille mirino diritto davanti a te. Bada alla strada dove metti il piede e tutte le tue vie siano sicure. Non deviare né a destra né a sinistra, tieni lontano dal male il tuo piede.

VANGELO Mt 5, 31-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

Meditazione

Abram andò a stabilirsi presso le querce di Mamre e vi costruì un altare al Signore

Porgi l’orecchio ai miei detti e custodiscili nel tuo cuore perché da esso sgorga la vita

Non giurare affatto perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello

La custodia del cuore è uno dei temi quaresimali per eccellenza. La Scrittura ce lo ricorda con forza e con viva speranza, a partire dalla Scrittura che abbiamo ascoltato. Abramo è, per eccellenza, l’uomo che custodisce il cuore. Nel vivere dentro la Terra Santa, Abramo si confronta anche con uomini che non custodiscono il cuore. Sodoma e Gomorra sono additate non tanto per il loro peccato, ma proprio perché gli uomini che le abitano non sono in grado di custodire il cuore, attratti da altro. Così, però, sarà anche Lot. Dopo la separazione da Abramo egli andrà ad inserirsi proprio nel territorio di quelle città e ne sarà, per così dire, in qualche modo contagiato. Si salverà solo perché Abramo garantirà per loro. Così la Genesi ci insegna che è sempre difficile vigilare sul cuore, è sempre difficile vigilare sui propri sentimenti, sulle proprie emozioni, sui propri pensieri e sulle proprie azioni. La custodia del cuore è un’arte. Abramo possiede quest’arte. Intanto perché non si lascia contaminare da pensieri peccaminosi che portano ad interrompere il cammino. In secondo luogo perché è sempre pieno della presenza di Dio. Quando si stabilisce presso le querce di Mamre, come abbiamo sentito, costruisce un altare al Signore, vuole cioè che anche visivamente ci sia un luogo dove Dio può essere cercato. Non solo da lui, evidentemente, ma da tutti quelli della sua tribù. Così Abramo insegna anche ad altri che, per custodire il cuore, occorre avere sempre un ricordo di Dio. Detto altrimenti: è possibile custodire il cuore quando c’è attenzione per le realtà celesti, per le realtà della fede. Quando questo richiamo viene meno, ecco che ci si abbandona a varie cose, a vari desideri, a varie forme, anche di peccato.

La lettura sapienziale, poi, ci ha ricordato che l’arte della custodia del cuore va di pari passo con la capacità di aprire il cuore all’ascolto di Dio. La vigilanza non è un’arte banale e, soprattutto, non dipende solo dall’impegno, dalla volontà. Certo è utile la volontà che l’uomo può esprimere, ma non basta. Occorre riempire il cuore con qualche parola di bene, con qualche idea di santità, con qualche sprone perché il cammino abbia una meta. Queste realtà sono garantite dalla Parola di Dio. Ecco perché il sapiente insegnava e testimoniava con il suo esempio che avere in onore la Parola di Dio, mettere nel proprio cuore un costante ricordo di essa, apre il cuore stesso a raggiungere mete che, altrimenti, sarebbero irraggiungibili. Quando il cuore allarga i propri orizzonti, allora sa andare verso Dio e sa tendere alla santità. Viceversa, quando non si vigila sul proprio cuore, tutto diventa piccolo, angusto, ristretto e questo non porta mai da nessuna parte.

È per questo, poi, che il Vangelo ci ricordava che l’arte della custodia del cuore prevede anche una grande capacità di vigilanza sulla propria parola. Quando il cuore è pieno di bene, allora sa esprimere propositi buoni e parole di bene. Viceversa quando nel cuore non ci sono principi di bene, il cuore tende a portare al di fuori tutto il male che è dentro di esso. Così accade che anche la parola dell’uomo, creata per benedire Dio e gli uomini, voluta da Dio perché ci si sproni gli uni gli altri a vivere un cammino di santificazione e di pace, si perverte e diventa parola malata, cattiva, giuramento erroneo e bugiardo. Avere in grande stima la custodia del cuore porta, di conseguenza, anche la capacità di vigilare sulla propria parola. Questo è il bene da seguire, cercare e, soprattutto, vivere.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Ho stima dell’arte della custodia del cuore?
  • Cosa faccio per custodire il mio cuore?
  • In che senso questa Quaresima di anno giubilare mi aiuta nell’arte della custodia del cuore e dei sentimenti?

Saper custodire il cuore è arte tutt’altro che banale. Non è solo questione di vigilanza, come la Scrittura ci ha detto, nemmeno solo questione di volontà, ovvero di capacità di scacciare lontano da noi tutti quei pensieri, tutti quei moti dell’anima, tutti quei ricordi che portano, poi, a parole o ad azioni che dicono che non si sta vigilando sulla propria esistenza. Custodire il cuore è molto più che questo. Anche noi siamo chiamati ad imparare che custodisce il cuore chi custodisce la Parola di Dio. Molto spesso la Scrittura ci ricorda questa verità e, anche nella nostra Chiesa, non mancano molti richiami. Eppure mi pare che siano pochi i cristiani adulti che fanno del Vangelo e della Parola una guida per custodire il proprio cuore e per imparare cosa sia il cammino di santificazione della propria anima. Cerchiamo, più o meno tutti, di cavarcela con molto meno e di avere, al massimo, un itinerario di fede che abbia alcuni richiami, alcune celebrazioni, alcuni momenti formativi. Questo è certamente una cosa buona, ma non è ancora quell’arte della custodia del cuore che nasce dalla fede e va di pari passo con il progresso che, in essa, possiamo compiere. Il richiamo di Abramo e in generale della Parola di Dio, perché sappiamo custodire il cuore, ci fa bene. Ci richiama ad un’arte da imparare nel corso degli anni e da affinare nelle stagioni della nostra vita. Custodire il cuore, quindi, significa cercare di fare di tutto per vivere bene quello che siamo, mettendo sempre più richiami di verità all’interno dei nostri giorni. Custodire il cuore dovrebbe essere l’arte da imparare quest’anno. Se vogliamo avere speranza, se vogliamo crescere nella speranza, l’arte della custodia del cuore è proprio quella che dobbiamo cercare, è proprio quella sulla quale dobbiamo fare il nostro lavoro di discernimento e di attenzione. Invito tutti ad avere a cuore quest’arte. Invito tutti a crescere, perché ci possa essere questa attenzione, attenzione che passa anche da una seria vigilanza sulle parole. La Quaresima, di per sé, è sempre richiamo anche al modo con cui ci esprimiamo, ad avere attenzione per le parole che pronunciamo. In un anno giubilare credo che questo richiamo debba avere ancora più fondamento e debba spronarci con ancora maggiore attenzione. Mettiamo, dunque, molta cura alla parola che pronunciamo, cerchiamo di guardare quanto essa porta a Dio, quanto diventa testimonianza di fede e richiamo perché altri abbiano la loro via di santificazione. Il Signore vegli su di noi e ci guidi ad essere uomini e donne che hanno a cuore la custodia del loro cuore.

Esercizio per questa settimana di quaresima giubilare

Nel silenzio rileggere la Scrittura che ci ha più colpito per farne fonte di rinnovato invito a custodire il proprio cuore e anche a fare un esame di coscienza.

2025-03-18T09:42:25+01:00