Domenica 18 ottobre

Dedicazione del Duomo di Milano Chiesa Madre di tutti i fedeli di rito ambrosiano

Che senso ha fare festa per una Chiesa? Perché, ostinatamente, ogni terza domenica del mese di ottobre celebriamo la festa del Duomo? E poi, proprio quest’anno, cosa c’è da festeggiare

Apocalisse

Ap 1, 10; 21, 2-5
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore, e vidi la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere».

2 Timoteo

2Tm 2, 19-22
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo

Carissimo, le solide fondamenta gettate da Dio resistono e portano questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e ancora: «Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore». In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di argilla; alcuni per usi nobili, altri per usi spregevoli. Chi si manterrà puro da queste cose, sarà come un vaso nobile, santificato, utile al padrone di casa, pronto per ogni opera buona. Sta’ lontano dalle passioni della gioventù; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

Vangelo

Mt 21, 10-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea». Gesù entro nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betania, e là trascorse la notte.

Vangelo

Il senso di una festa per la casa di Dio che è la Chiesa è tutto contenuto nel Vangelo. cosa anima Gesù in questa pagina che è un’azione simbolica, un agire di Gesù sulla scorta delle grandi azioni profetiche del passato?

Anzitutto un desiderio di purificazione: “la mia casa sarà chiamata casa di preghiera, voi, invece, ne avete fatto un covo di ladri”. Parole pesanti come pietre che smascherano non tanto e non solo ciò che avveniva nel tempio di Gerusalemme, ma tutto ciò che capita in ogni istituzione con il passare del tempo. Capita, cioè, che ci si lasci prendere la mano dalle cose, dal desiderio di accumulare, dal gusto per la bellezza delle pietre, da quel “mercato” di oggetti religiosi che invade ogni luogo di fede e che anche noi ben vediamo nei nostri giorni. Gesù torna all’origine e chiede di tornare alle origini. La mia casa, dice, deve essere casa di preghiera. A questo serve una chiesa, un tempio, uno spazio sacro. Ogni spazio sacro è un luogo per lodare Dio e per invocare il suo nome.

Un desiderio di salvezza. In secondo luogo, come abbiamo sentito, Gesù sana molti malati, ricordando così che il tempio è luogo di salvezza. Non tanto fisica, ma spirituale. Il segno compiuto, il miracolo che sana alcuni malati, rimanda ad una realtà spirituale molto più profonda e dice a ciascuno di noi che il tempio, lo spazio sacro, la Chiesa è il luogo dove guarisce l’anima. L’anima che incontra Dio guarisce rispetto alle cose che capitano nel tempo, guarisce rispetto alle pesantezze che si accumulano, guarisce da tutte quelle cose che ne deturpano il volto e l’identità.

Un terzo desiderio: insegnare che il tempio è il luogo della lode: “dalla bocca di lattanti hai tratto per te una lode”. Parole molto belle che attestano che il tempo, la chiesa, lo spazio sacro è e deve essere, anzitutto, luogo della lode di Dio, della contemplazione, della scoperta della vicinanza di Dio all’uomo.

Ecco cosa è il tempio per Gesù: il luogo della preghiera, dell’incontro con Dio; il luogo della salvezza dell’anima di cui alcune guarigioni fisiche sono segno; il luogo della lode gratuita, aperta, disinteressata a Dio.

Queste prerogative, come ho detto, sono di qualsiasi luogo sacro ma, a maggior ragione, della Chiesa. Lo spazio sacro della chiesa deve essere tutto questo insieme, altrimenti non serve a nulla. Altrimenti diventa monumento, edificio, pietra… Eccezionale per bellezza, come non mancano esempi, ma monumento, se manca il cuore pulsante dell’incontro con Dio, l’anelito alla salvezza, il desiderio di lode.

Apocalisse

Chiesa che non è mai solo edificio umano e nemmeno solo gruppo di persone, insieme di fedeli. Ce lo ricordava la prima lettura, l’Apocalisse. La chiesa è mistero nelle mani di Dio, che l’ha voluta, creata, che la guida e la custodisce ben oltre quello che gli uomini di chiesa sanno fare! Ecco perché la Gerusalemme del tempo, cioè la chiesa che siamo noi con i nostri cammini, le nostre potenzialità ma anche le nostre difficoltà, sofferenze, peccati e deviazioni, non è il tutto di questo mistero. C’è una chiesa celeste verso la quale tutti noi siamo come in pellegrinaggio. C’è una chiesa che è trasfigurata nella gloria di Dio, c’è una chiesa santificata una volta per sempre da Dio in Cristo Gesù che è quella che ci attende, la chiesa del cielo, la chiesa dei santi. La chiesa non è mai solo organizzazione, raggruppamento, lavoro di uomini, ma è mistero che affonda le sue radici in Dio. Non avremo mai capito questa realtà della Chiesa se non quando saremo chiamati ad essa. Allora, nella luce della Gerusalemme celeste brillerà tutto ciò che in terra non è stato chiaro, o fatto bene, o, addirittura, è stato distrutto. La chiesa celeste, che attende tutti noi, chiede però rispetto. Quel rispetto con il quale si tratta un mistero. Ecco perché noi dovremmo sempre trattare la Chiesa con questo rispetto, con moltissima attenzione, cosa che non capita di vedere spesso.

Amare la chiesa pellegrina nel tempo, amare questa chiesa che siamo noi, amare questa chiesa che è quella di tutti i giorni, con le sue ferite, con i suoi limiti, con le sue incongruità, è già amare quel mistero di chiesa che viene da Dio e che vedremo solo in cielo.

Timoteo

Cosa sta tra queste due realtà? Come passare da una realtà all’altra? Cosa preparare, mentre siamo pellegrini nel tempo, per giungere a quella Chiesa, la chiesa del cielo, nella quale noi tutti siamo figli amati ed attesi?

L’impegno! L’impegno per la chiesa. L’impegno senza il quale non c’è battezzato che possa riuscire bene nel suo intento e nel suo compito. L’impegno che San Paolo sottointendeva a questa immagine dei vasi. Tutti siamo vasi della Chiesa, al di là della nobiltà del compito, al di là del ruolo, al di là di ogni affermazione che noi possiamo fare sull’appartenenza ad essa. C’è un darsi da fare per la Chiesa che rende la Chiesa santa. C’è un darsi da fare per la Chiesa che la rende splendente. C’è un darsi da fare per la Chiesa che diventa non solo impegno personale, ma causa della santità di tutti. Impegno che motiva l’attesa. Quando la stanchezza sopravviene, l’impegno è ciò che ci guida verso ciò che deve ancora venire. Quando siamo abbattuti per le difficoltà che la chiesa incontra, un impegno rinnovato per amarla, per servirla, diventano la chiave per sanare ciò che nella storia va storto. L’impegno per la preghiera per la Chiesa diventa il sostegno quando vediamo che le cose sono distorte, che la Chiesa non brilla di sua luce propria, quando vediamo che le forze del male sembrano avere il sopravvento su di lei. Quando amiamo la Chiesa, troviamo tutte le forze per pregare per lei, per sanarla da ciò che la vorrebbe abbattuta, finita, morta.

Ecco cosa occorre fare per la Chiesa. Non è facile ma è l’unico modo di sentirci figli amati che servono la propria madre e la rispettano.

Per noi

  • Come viviamo nella Chiesa?
  • Quale preghiera riserviamo ad essa?
  • Come vediamo la chiesa crescere nella santità?

Credo che, se abbiamo accolto questa rivelazione biblica, saremo disposti, oggi e non solo oggi, ad amare un po’ di più la Chiesa, a pregare un poco di più per lei, ad esserle vicino con la presenza, il servizio, la preghiera, l’attenzione. Ricordandoci tutti che abbiamo a che fare con un mistero che non è nostro, sul quale non possiamo spadroneggiare, ma, sempre, con un mistero che viene da Dio e che deve portare tutti a Dio.

Rimotivare il nostro servizio crescere in una forma di ulteriore amore, sono le cose prime e fondamentali da fare anche quando siamo in un tempo come questo nel quale non facciamo altro che vedere le storture, le brutture, gli errori della Chiesa. Non dobbiamo cedere rispetto alle notizie di chi vuole screditare la chiesa e ogni giorno trova accuse. Dobbiamo essere disincantati, seriamente, ma sempre animati da quella forza di amore con la quale un figlio guarda alla propria madre. Altrimenti, che battezzati saremmo?

Impariamo a rispettare, conoscere, amare il mistero della Chiesa. La santità della chiesa ci illuminerà. Il nostro servizio la edificherà. Fino a quando, nella Gerusalemme celeste, non capiremo ogni cosa.

2020-10-17T09:38:07+02:00