Mercoledì 19 febbraio

Settimana della 6 domenica dopo l’Epifania – mercoledì

La spiritualità di questo giorno

Salute, soldi, vecchiaia! Ecco il terzo tema che introduce il Siracide in questi giorni feriali della settimana.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 25, 1-6
Lettura del libro del Siracide

Di tre cose si compiace l’anima mia, ed esse sono gradite al Signore e agli uomini: concordia di fratelli, amicizia tra vicini, moglie e marito che vivono in piena armonia. Tre tipi di persone detesta l’anima mia, la loro vita è per me un grande orrore: il povero superbo, il ricco bugiardo, il vecchio adultero privo di senno. Se non hai raccolto in gioventù, che cosa vuoi trovare nella vecchiaia? Quanto s’addice il giudicare ai capelli bianchi e agli anziani il saper dare consigli! Quanto s’addice la sapienza agli anziani, il discernimento e il consiglio alle persone onorate! Corona dei vecchi è un’esperienza molteplice, loro vanto è temere il Signore.

SALMO Sal 89 (90)

Donaci, Signore, la sapienza del cuore.

Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
e il loro agitarsi è fatica e delusione;
passano presto e noi voliamo via. R

Chi conosce l’impeto della tua ira
e, nel timore di te, la tua collera?
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio. R

Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

VANGELO Mc 9, 33-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Siracide

Siamo di fronte ad un altro immane problema. La vecchiaia è un problema, anche per noi, che pure proveniamo da un’esperienza di vita molto diversa da quella del Siracide. Se il sapiente poteva contare su un certo contesto sociale e culturale, noi oggi siamo in tutt’altro mondo. Se il Siracide vive in un tempo in cui l’aspettativa di vita è piuttosto limitata, noi viviamo in un tempo in cui la vita si fa sempre più lunga. Cosa dice il Siracide? Semplicemente dice che la vecchiaia è una benedizione quando diventa il momento della vita nel quale uno tira le fila di tutta la sua esperienza. La vecchiaia diventa benedetta quando diventa il momento del consiglio, del discernimento, dell’affidamento. Quando la vecchiaia diventa il tempo nel quale prolungare i vizi di una vita, è chiaro che serve a poco pensare di desiderare una vita lunga! Se una vita non si redime, a cosa servirebbe prolungarla? Una riflessione ricchissima di buon senso, eppure, noi tutti lo avvertiamo, molto lontana da quello che pensiamo noi.

Vangelo

Molto più facilmente ci rivediamo nelle parole del Vangelo, perché anche noi, come gli stessi discepoli, discutiamo di ciò che rende grande una persona e anche di chi sia il più grande tra noi. Di fronte anche ai gravi problemi della vita, di fronte anche alle situazioni difficili del tempo, noi reagiamo un po’ sempre così, rifugiandoci in domande che non hanno molto senso, o in realtà molto piccole, molto modeste che hanno davvero un piccolo cabotaggio ma che, immediatamente, appagano.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Non possiamo fuggire l’occasione di domandarci: cosa diciamo della vecchiaia? Cosa desideriamo dalla vita? Perché credo che più o meno tutti desideriamo una vita abbastanza lunga, ma sana. Una vita nella quale prolungare i giorni ma stando, tutto sommato, bene. Le due cose, come sappiamo bene, non sono proprio in sintonia. Lo sappiamo già che prolungare i nostri giorni sulla terra porterà, inevitabilmente, a sperimentare qualche difficoltà, quale acciacco, qualche problema. D’altronde la prospettiva di non arrivare ad una pronunciata vecchiaia diventa ancora peggiore! Insomma, vorremmo tutto! Penso che la Scrittura ci dica di cambiare atteggiamento, intanto per mettere la nostra vita sotto la protezione di Dio. Dovremmo quindi chiederci cosa vuole Dio da noi, cosa pensa Dio della nostra vita, cosa chiede Dio dalla mia esistenza. È il prospetto vocazionale che riguarda anche la fase ultima della vita, quella nella quale siamo un po’ invitati a tirare le fila di tutto.

In secondo luogo, credo che tutti dovremmo chiederci quanto santamente vogliamo vivere e non quanto lungamente vogliamo rimanere sulla faccia della terra. Anche questo è un tema fondamentale da riscoprire. La bellezza della vita è quella di farci tendere alla santità, non quella di prolungare i giorni all’infinito ma senza un senso, senza una meta, senza un approdo. Credo che sia fondamentale ricordare che questa dovrebbe essere la prospettiva con la quale il credente si approccia alla vecchiaia, che vuol dire anche al termine dell’esistenza.

In terzo luogo credo che il Vangelo ci mette davanti anche ad una domanda ancor più radicale: cosa significa, per noi, realizzare una vita che abbia un successo? Cosa significa per noi dare un senso grande all’esistenza? Anche qui le risposte potrebbero essere molto diverse, però io credo che tutti siamo chiamati a confrontarci con la domanda, se vogliamo che la nostra vita abbia realmente un senso e non si perda, così, nel nulla.

Chiediamo al Signore di starci vicino e di non essere tra coloro che non vogliono perdere i propri giorni seguendo progetti assolutamente vuoti, che non portano da nessuna parte. Sarebbe proprio la rovina della nostra esistenza.

Provocazioni

  • Come guardo alla vecchiaia?
  • Cosa vorrei per la mia vecchiaia?
  • Cosa traggo come insegnamento sapienziale dall’esperienza che sto facendo?
2025-02-15T08:33:26+01:00